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Di figli che crescono, compleanni, torte

Non è solo una frase fatta o un luogo comune quello del tempo che vola, è proprio così. In un attimo, ecco che Luca ha compiuto tre anni e Gaia sei: si trovano in un momento in cui l’una ha esattamente il doppio degli anni dell’altro.

Sei anni che sono mamma, sei anni da quel pancione spensierato, desideroso di mettersi alla prova con una bambina che si sarebbe rivelata la miglior prima figlia che potessi desiderare. Tre anni da quando le nostre vite hanno trovato un ennesimo nuovo equilibrio a quattro, perchè -anche questo è vero- con due figli l’amore non si divide, ma raddoppia, ma anche le difficoltà si moltiplicano esponenzialmente.

Gaia e Luca

Gaia è nata in un’inaspettata mattina di primavera, con sole caldo e uccellini cinguettanti, Luca in una notte di inverno, con freddo e neve magica; lei esuberante, aperta ed esplicita nelle richieste e nelle manifestazioni di emozioni, lui un tornado, meno disinvolto e più cauto con chi non conosce, che tende a nascondere il cuore di burro e che concede -o meno- baci e abbracci su richiesta.

“Gaia, mi ricordo quella mattina, c’era un sole caldissimo. Io ho fatto colazione e..”
“Sì, mamma, lo so, me l’hai già raccontata un sacco di volte questa storia!”
“Eh, ma è una storia vera, è bellissima, è quando sei nata tu. Me la ricordo quella mattina..”
“E io? La mia mattina?”
“Luca, tu invece hai preferito la sera e alla fine sei nato di notte.”
“No, sono nato di mattina!”
“No, amore, me lo ricordo, era notte; anzi, era da poco passata la mezzanotte.”
“No, era M-A-T-T-I-I-I-N-A-A-A-A!!!”
“Ma lo sai che -bellissimo!- quando sei nato ha iniziato a nevicare?”
“Sì ma era mattina!!!”

Due figli diversi tra loro, così simili a me: Gaia che sembra aver preso il mio carattere, la mia determinazione positiva, l’impazienza e la chiacchiera argomentativa di chi ha sempre l’ultima parola; Luca che sembra essersi scelto le mie piccole manie, la mia testa dura, la cocciutaggine e il desiderio di pensare, scegliere, agire in autonomia.

Se c’è una cosa che ho capito è che, pur restando valide le medesime regole stabilite, ogni figlio ha bisogno di un approccio differente e, finalmente, nell’ultimo anno credo anche di aver capito quale possa essere la mia modalità relazionale più adatta a ciascuno dei due. Gaia scalpita aspettando solo un cenno della mia disponibilità, a Luca devo chiedere permesso.

Così, nella loro diversità, si sono svolti i festeggiamenti. Per la cena in famiglia del giorno del suo compleanno, Luca ha richiesto, irremovibile, una torta gelato. E’ febbraio: Torta gelato! Fa freddo: Torta gelato! Se fosse una crostata? Torta gelato! La facciamo con la panna e il cioccolato? Torta gelato. Con le fragole? Torta gelato!

Con l’aiuto via web di Chiara, ho usato un piccolo trucco per dare soddisfazione a Luca e allo stesso tempo cavarmela in un martedì sera lavorativo: non è il massimo della genuinità, ma la torta ha riscosso successo.

Prendere una tortiera, quadrata è meglio, foderarla con carta da forno.
Disporre un primo strato di biscotti-gelato (tipo Cucciolone, per intenderci), ai gusti preferiti, nel nostro caso panna e cioccolato. Prendere una vaschetta, o anche due, di gelato a piacere (noi crema), mischiare biscotti sminuzzati -cercavamo Oreo, abbiamo usato Ringo- e, con il composto, creare uno strato nella tortiera. Aggiungere strati biscotti-gelato e gelato, e riporre la torta in freezer.
Per servirla, ribaltare la torta su un piatto da portata, rimuovendo la carta da forno e decorare a piacere: io non me la so cavare con la sac a poche e ho optato per una sorta di ganache al cioccolato.

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Gaia, per la sua serata in famiglia, ha scelto una crostata di frutta con crema gialla. Luca ha provato a dissuaderla per avere almeno del cioccolato da qualche parte, ma anche per Gaia la scelta era chiara: “anche la crema, mi piace gialla, non al cioccolato”.
Anche in questo caso, come sopra, ho usato un piccolo trucco per “dare soddisfazione a Gaia e allo stesso tempo cavarmela in un mercoledì sera lavorativo”: l’ho fatta acquistare con i ticket restaurant da Nico sotto al suo ufficio.

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Per la festa di compleanno “vera”, quella con gli amici, invece, ho dedicato tempo e impegno maggiori. La richiesta iniziale era di una torta con piano sotto dedicato alla Principessa Sofia e piano sopra riservato al quartier generale della Paw Patrol, con periscopio come cake topper: anche il disegno era già stato fatto e approvato dai miei clienti con largo anticipo.

Per fortuna, però, un paio di settimane fa, hanno cambiato idea, accordandosi su un unico tema: gli introvabili e sconosciuti ai più PJ Masks – i super pigiamini, tre bambini che di notte, infilandosi i pigiamini, si trasformano in supereroi e combattono il male (risolvono principalmente, se ho ben capito, i guai combinati dai cattivi, nello specifico, dai Ninja della notte).

Ed ecco: piano sotto pan di spagna al cioccolato farcito con panna, piano sopra torta al cocco con gocce di cioccolato fondente farcito con ganache al cioccolato fondente, sopra Gufetta, Geko, GattoBoy. Bambini e adulti contenti, vista e palati soddisfatti, torta spazzolata.

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Ogni anno è una piccola fatica che porta con sè un po’ di malinconia nel vederli crescere così rapidamente, ma anche grande soddisfazione e grande gioia per i loro sorrisi e per la loro felicità. Il mio augurio per loro è di rimanere sempre così come sono, con i loro pregi e i loro spigoli, imparando a riconoscerli e ad agirli nel mondo, ma soprattutto di guardarsi, farsi le boccacce, cercarsi, litigare e volersi bene domani come oggi. Per me, mamma, il senso di tutto è guardarli crescere insieme, cane e gatto, sole e luna, giorno e notte, Luca e Gaia, i miei bambini speciali.

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Di torte e sorprese

Sono ancora ferma senza correre, continuo con i miei noiosi quanto necessari esercizi, al lavoro si susseguono giornate frenetiche che male si incastrano con impegni scolastici ed extrascolastici dei bambini, cose da fare, amici da incontrare perchè trascurati da troppo tempo, il blog in fase di trasloco e ristrutturazione..insomma, ecco perchè latito.

Ne ho parlato poco, ma fino a pochi mesi fa -cioè, finchè ho deciso che avrei preferito passare il mio tempo libero correndo-, mi dedicavo al cake design, anzi, ad un cake design fai-da-te: ho imparato per caso (anzi no, non per caso, con dedizione!), alla nascita di Gaia, seguendo video e tutorial online e leggendo forum, con l’idea che mia figlia avrebbe avuto delle torte speciali. Poi le amiche hanno iniziato ad ordinarmele per i compleanni dei loro figli, poi le amiche delle amiche..ed ecco come ho trascorso le mie seconde serate e i miei sabati per un qualche anno. Poi, appunto, ho iniziato a correre e ho accantonato il business.

Mia figlia continua ad avere torte speciali, e così suo fratello; qualche conoscenza fortunata, calendario alla mano, riesce a prenotarmi. La mia stagione di torte in pasta di zucchero va da metà settembre a fine maggio, con un minimo di flessibilità: con il caldo e l’afa non amo appiccicarmi di zucchero a velo e la pasta stessa impazzisce, trasuda, non si lavora facilmente.

10 luglio: il compleanno di Fra, anzi, i 30 anni di Fra. Nell’estate più calda degli ultimi anni.
Mesi fa mi aveva chiesto, tornando dagli allenamenti, se potessi farle, un giorno, una torta “non so come, magari con un elefante”: quando mi aveva detto la data del suo compleanno, le avevo detto di scordarsi pure la torta, che forse, magari, ne avremmo parlato in altra occasione.

Però io adoro le sorprese, riceverle, è ovvio, ma anche farle.
Quindi, con la complicità di un fidanzato che mi ha aiutato nell’organizzazione (o meglio, che ha fatto in modo che i miei piani si svolgessero come avevo previsto, portandomi Fra all’ora giusta nel posto giusto), in settimana ho iniziato a lavorare alla mia tortina più estiva di sempre.

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Questa mattina, arrivata sotto il suo ufficio, Fra mi ha trovato ad aspettarla, con una scatola misteriosa. Doppio effetto sorpresa, a cui si è aggiunta la colazione insieme per festeggiare.

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Sì, insomma, tornando in ufficio e poi parlandone con un amico, riflettevo sul fatto che non si possa essere del tutto felici senza rendere un pochino felici gli altri: bastano piccole cose, ogni tanto, ma ogni sorriso regalato dà anche a noi una gioia speciale.

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Tanti auguri amica mia, vedrai che i trent’anni saranno splendidi.

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Categorie: Vita da mamme

Urca urca tirulero, e sono 5 anni!

Domani sarà il tanto atteso compleanno di Gaia, quello dei cinque anni, quello che a scuola la farà diventare a tutti gli effetti una big wave nella classe Acqua, tra le little drops e le little waves.

Domani, quindi, festeggeremo in famiglia, noi quattro, magari con una colazione speciale o un dolce dopo cena. Il festeggiamento in grande è stato sabato, con gli amici e con La Torta.
Alla fine il tema scelto da Gaia è stato Robin Hood che, nella versione Disney, è il cartone del momento, una sfida non da poco.

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La torta, tutta commestibile, è il solito pan di spagna al cioccolato di Mysia, stampo da 26 cm per il piano inferiore, stampo da 22 cm per quello superiore; bagna con latte e nesquik, farcitura con panna, mascarpone e gocce di cioccolato fondente.

Le decorazioni:

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La torta:

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Le fasi:

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La festa:

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Gaia è stata felicissima e, naturalmente, molto orgogliosa della mamma e della torta. Ha però dovuto ammettere un’unica osservazione: “Mamma, ma ti sei dimenticata la piuma sul cappello di Robin Hood!”.
Precisina, puntigliosa, lingualunga: da chi avrà preso?!

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Tanti auguri LucAttila: festa, trasvestimenti, torta e baci.

23 febbraio: il mio cucciolo pestifero compie due anni.
Luca l’abbiamo chiamato alla nascita, LucAttila lo chiamiamo quotidianamente da sempre e, ora che inizia il periodo dei terrible twos, probabilmente lo chiameremo direttamente Attila.

LucAttila è un testadura, che si impone irremovibilmente, è un tornado spericolato che, mentre combina un guaio mettendo a rischio la propria incolumità, ha già in mente i successivi.
LucAttila ama giocare con poco, qualche scatola, matite, coperchi e pentole, telecomandi, quando è concentrato si intrattiene con una betoniera o una piccola cucina di legno; si innervosisce (e ringhia, buttando tutto all’aria) quando la torre di Duplo crolla, o quando non riesce a fare ciò che ha in mente al primo colpo. Adora sfrecciare per casa al grido di “correreeee”, per poi gettarsi addosso a mamma, papà o sorella, oppure alternarsi con Gaia a spingersi reciprocamente su un camioncino a tutta velocità.
LucAttila non guarda cartoni e non legge libri (a meno che siano molto brevi, letti preferibilmente dalla sorella e se gli è concesso, nel mentre, salire e scendere dal divano o muoversi continuamente); gli piace molto la musica e ha un debole per “tanti auguri a te”, che chiede di cantare a ripetizione quasi quotidianamente ormai da tre mesi.
LucAttila mangia come un adulto, in quantità e qualità; se qualcosa è di suo gusto commenta con “pi piace”, se invece non lo è, sottolinea “mmm piace”, scuotendo il dito indice e la testa e arricciando la faccia.
LucAttila dorme tutta la notte, ma per addormentarsi vuole dare la mano a mamma o papà.
LucAttila è anche un bambino generoso, che fa assaggiare dal proprio piatto, che -se richiesto con gentilezza- condivide ciò con cui sta giocando. E’ anche un bambino affettuoso e tenero…a tratti: chiede esplicitamente coccole, baci e abbracci, rifiuta disgustato anche i baci della mamma se invece non è in vena.

LucAttila è nato a inizio Quaresima e Nico mi aveva portato in ospedale un vassoio di chiacchiere che non avevo potuto mangiare durante la gravidanza, uno dei miei dolci preferiti. Quest’anno invece abbiamo scelto di festeggiare il suo compleanno, con due giorni di anticipo, proprio di sabato grasso, con una festa in casa con circa quindici bambini, trentacinque adulti, mascherine e stelle filanti ovunque. No, non ho un castello e sì, ogni volta è un delirio.

Gaia ha sfilato da principessa (“mamma, guarda, assomiglio a Lady Marian”, è il periodo di Robin Hood), Luca da principe ranocchio, il rospo che, una volta baciato, si trasforma nuovamente in principe. O meglio, così dovrebbe accadere. In realtà il mio rospetto di baci se ne fa dare pochi: sono io che, ogni volta che lui me ne elargisce uno, divento una Regina.

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Alla torta per Luca ho pensato lungamente: mi sono venuti in mente temi vari per bambini piccoli, la solita Peppa Pig, i Barbapapà, i Teletubbies…, ma la verità è che lui non ha interesse reale per nessuno di questi. Le sue passioni sono i treni (già fatta l’anno scorso la torta con il trenino), i pullman e gli autobus.
Ho quindi optato per il personaggio che non lo abbandona mai, quello che lo segue spesso in asilo, quello dei weekend a Garda, delle estati al mare e dei viaggi alle Canarie o in Oman: Mennettia, la sua scimmietta che è con lui dai tre mesi di vita. Mennettia significa scimmietta nella lingua stentata di Luca di qualche mese fa, ora quindi il personaggio è Scimmietta Mennettia (che è ridondante, ma ci piace molto!).

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Per la prima volta ho utilizzato la pasta ai cereali, quella del Boss delle Torte, per intenderci: ero scettica, ma ha funzionato in modo estremamente facile (e non era neanche così tanto disgustosa come mi sarei immaginata). Si fondono dei marshmallows al microonde con un pochino di burro, si mischiano a riso soffiato e si lascia riposare il tutto, spianato, in una teglia, oppure -come ho fatto io- ci si unge le mani di burro e si modella direttamente.

Le dosi per una Mennettia e mezza (ne è avanzata un bel po’) sono:
40 gr di burro
300 gr di marshmallows (bianchi o colorati è indifferente)
150 gr di riso soffiato (i Rice Crispies, per intenderci, non il riso soffiato “morbido”)
La ricetta non è mia, ma non saprei quale fonte citare: è semplicemente la ricetta universalmente condivisa su internet (c’è chi opta invece per varianti con nutella, chi con il riso soffiato al cioccolato, chi aggiunge un po’ di miele).

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La torta in sè è un pan di spagna al cioccolato (ricetta di Misya, con dosi raddoppiate per stampo da 26 cm di diametro, ad accezione delle uova che sono “solo” 6), bagnata con latte e nesquik, farcita con crema panna-mascarpone con gocce di cioccolato: è la torta dei bambini, il pan di spagna è compatto (e non “sbricioloso”), non è troppo dolce e piace a tutti.

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Luca per circa due settimane (ho iniziato con molto anticipo le decorazioni per riuscire ad incastrare i vari impegni e non dover lavorare fino all’alba nella settimana della festa) ha seguito la creazione della copia della sua scimmietta e il giorno della festa è stato sorprendentemente felice. Ha sempre avuto attrazione e al tempo stesso timore delle candeline accese, invece si è goduto la doppia canzone Tanti auguri a te, ha soffiato a pieni polmoni sulla candela ed è sembrato stranamente contento e a suo agio al centro dell’attenzione.

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Mennettia? Mentre Luca teneva stretta l’originale, quella decorativa l’abbiamo tagliata e mangiata, la pasta ai cereali è stata una sorpresa per tutti.
La considero la prova generale per la Grande Sfida, la torta per Gaia, che festeggerà a metà marzo: il suo giudizio, come sempre, sarà netto e insindacabile, senza filtri e molto diretto, accompagnato da sguardi eloquenti. Insomma, non posso sbagliare. Sono ancora in attesa di conoscere il tema definitivo (Robin Hood, la Carica dei 101, Principessa Sofia, Wicky il Vichingo -il mio preferito..), incrociate le dita per me!

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Ginocchio fermo, mani in movimento

Weekend-divano-gambe distese non si conciliano facilmente con due figli, specialmente se abituati a guardare poca televisione e a giocare in modo anche abbastanza fisico con mamma e papà.

Oggi pomeriggio Gli Uomini (come direbbe Gaia) sono usciti, lasciando noi Donne finalmente in pace. Tra chiacchiere, puzzles, canzoni (Mamma, adesso mi metti quella ‘del sole’?), è arrivato anche il momento della torta del weekend.

L’avevo promessa ai colleghi perchè il contributo principale è loro, ma ne farò un’altra da portare al rientro in ufficio.

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