Tag : tabella

Impegno, fatica, costanza..e quei diecibattitiinmeno

Settembre, mese di nuovi inizi: a me questo nuovo anno scolastico porterà un primo giorno di scuola materna per Luca, un inizio di scuola elementare per Gaia (quando è successo?!), una nuova routine a seguito del cambio azienda di Nico, una/due sere a settimana -in orario messa a letto dei bambini- in cui mi allenerò con Francesca cimentandoci in uno sport mai approcciato prima, e la ripresa degli allenamenti di corsa.

Non che mi sia fermata con la corsa, anzi. Agosto è stato un mese molto intenso, in cui non ho mai abbandonato la mia tabella, ma in cui ho anche aggiunto una quinta uscita settimanale, per un totale di 300,01 km macinati tra la Puglia e la Martesana. Ho sgarrato, coach, lo ammetto, ma c’era il contest estivo degli Urban Runners e ho voluto sfidarmi: adesso prometto di ricominciare ad attenermi alla tabella e alle indicazioni, senza strafare.

A questo proposito, sono tornata per una prima verifica, a sei mesi dall’avvio del programma, a fare il test del lattato da Huber Rossi presso il Marathon Center di Brescia. E’ stata la prova del nove, dopo 5 mesi di allenamenti all’alba in qualsiasi condizione fisica e meteorologica, e dopo un sesto mese in cui da una parte ho visto i tempi migliorare sensibilmente, e dall’altra ho iniziato a strafare sull’onda dell’entusiasmo.

Sono arrivata con il mio solito anticipo esagerato, un po’ agitata, quasi dovessi sostenere un esame, in attesa di verificare l’efficacia dei miei sforzi. I dati -che mi è stato detto potrebbero essere anche leggermente inficiati dall’agitazione (e quindi essere ancora meglio di quanto emerso)- sono molto buoni: la mia frequenza cardiaca si è abbassata, sono state identificate le nuove soglie di allenamento e creata una nuova tabella. Vedere che il riscaldamento o gli allenamenti progressivi ora li dovrò eseguire a 10 bpm meno di quanto fatto fino ad ora, è un vero successo.

Febbraio 2016 vs Agosto 2016

P_20160831_163335

Non so se questi diecibattitiinmeno siano in linea con i progressi stimati -nella media- dopo un percorso di sei mesi, o se siano inferiori o al di sopra delle aspettative: non ho necessità di confrontarmi con altri, nè fretta di raggiungere risultati ulteriori, ho la soddisfazione di avere dei miglioramenti oggettivi del mio grado di allenamento e della salute del mio cuore. Dopo tutto, questo percorso, iniziato blando quasi un anno fa e più concreto a marzo, mi sta insegnando giorno dopo giorno ad avere pazienza: mi basta vedere che, piano, un po’ per volta, i risultati arrivino per tenere a bada la fretta di riuscire.

La nuova tabella, di nuovo, mi farà rallentare rispetto al passo e al chilometraggio raggiunto ad agosto: va bene, ci sto, sono pronta. E’ un anno che ormai corro senza fermarmi per infortuni, sovraccarico o altri guai, è il segno che la strada è quella giusta.

Sono stati due i rimproveri, anzi, le osservazioni di Huber: la prima è che dovrò tornare a rallentare e a seguire le indicazioni (“Se ti dico che devi fare il lungo lento a 6/6.10, non lo devi fare a 5.35”), la seconda è che “il problema è la testa ormai, più che le gambe e il fiato”. E’ su questo secondo aspetto che dovrò concentrarmi, capire e affrontare ciò che mi blocca, gestire l’ansia da prestazione e quella che, probabilmente, è paura di non farcela (ad andare ad un certo ritmo, a raggiungere l’obiettivo sul tempo o sulla distanza, ad allungare il chilometraggio..).

La corsa, ormai, per me non è più solo divertimento, svago o un modo per fare attività fisica: adesso è diventata a tutti gli effetti un percorso di scoperta e superamento dei mie limiti -non soltanto quelli fisici, ma quelli più profondi, di relazione con me stessa e con gli altri-, e di crescita attraverso le difficoltà, la necessità di avere pazienza, il fare cose che non sempre mi piacciono o mi spaventano.

La nuova tabella con il freno a mano tirato ce l’ho, il calendario delle prossime gare 2016 è pronto, non manca nulla.

Buon inizio a tutti.

IMG_20160203_201454569

Categorie: Senza categoria, Sport

Cose che condizionano la vita: un contratto a tempo indeterminato, la nascita dei figli, la prima tabella di allenamento.

Sapevo che sarebbe successo, speravo che sarebbe successo, ma non sapevo quando.
Quando è Adesso.

Un paio di settimane fa ho avuto l’occasione di fare il test del lattato tramite il Marathon Center di Brescia, sotto la guida di Huber Rossi, sportivo, preparatore atletico e specialista nella valutazione funzionale.
Sostanzialmente, prima mi hanno sottoposto a torture psicologhe quali pesata pubblica a sorpresa alle 11 del mattino e plicometria, poi -dotata di cardiofrequenzimetro- mi hanno fatto correre su un tapis roulant a velocità diverse (per un totale di una ventina di minuti): prima di passare alla velocità successiva, tramite una goccia di sangue prelevata dal lobo auricolare, hanno annotato i valori di acido lattico prodotto di volta in volta.

Così è stato possibile determinare, al di là delle tabelle standard e dei calcoli approssimativi, quelle che sono le mie esatte soglie cardiache per lavori di tipo lipidico, aerobico-lipidico, aerobico-glucidico, aerobico, anaerobico.

E quindi?

E quindi, da settimana scorsa ho una mia tabella di allenamento personalizzata, con indicazione dei lavori che devo eseguire nelle mie 4 uscite settimanali: durata della sessione, indicazione della frequenza cardiaca all’interno della quale devo lavorare, ritmo da tenere, numero di ripetute o chilometraggio da eseguire.
Ad una prima occhiata e dai primi allenamenti mi sembra che, ancora una volta, tramite questa tabella mi si chieda di avere pazienza, di rallentare per allenare il cuore, di diminuire l’intensità dello sforzo degli ultimi due mesi per avere dei miglioramenti: le distanze da percorrere sono, complessivamente, più brevi, i ritmi molto più blandi, fartlek e ripetute precisi al dettaglio. Ho comunicato come obiettivo personale la conclusione di una mezza maratona sotto le 2 ore (circa 6 minuti meno della Giulietta&Romeo Half Marathon di tre settimane fa), ma -per me- questa tabella su misura è di più: è conoscere ciò che devo fare, mi assicura di non correre a caso, mi fa fare ciò che è bene per me, mi tiene alla larga dal sovraccarico.

Ho promesso, a me stessa prima di tutto, ma non solo, di fidarmi e di seguire quello che mi viene detto di fare, con in cambio l’assicurazione di ottenere i risultati aspettati e garanzie anche da amici che prima di me si sono affidati a Huber Rossi. La tabella, quindi, che si evolverà nei prossimi cinque mesi, sarà l’impegno a cui non mancherò, a costo di continuare ad incastrare corse prima dell’alba, lipidici sul tragitto ufficio-casa per ottimizzare i tempi, lunghi alle sette del sabato mattina. La tabella è comprensiva, prevede giorni di riposo, stretching e abbondanti minuti di riscaldamento e defaticamento che di solito evito, ma alla tabella non interesserà che piova, ci siano trenta gradi, sia in ferie, abbia mangiato una pizza dodici stagioni la sera prima della corsa; la tabella, per l’impegno che ho deciso di prendere, non aggiungerà in realtà nulla di molto diverso rispetto a quello che faccio abitualmente, ma mi aiuterà in qualità e non mi lascerà accampare scuse per non allenarmi.

Insomma, a luglio ho iniziato a correre, a settembre ho cominciato ad ascoltare il mio cuore, oggi -che vedo miglioramenti- decido di continuare su questa strada: non sarà magari rapida, ma sento che è quella giusta per me adesso e che mi consente di continuare a divertirmi e ad amare quello che faccio, anche nello sforzo.

Quando chiuderò una mezza maratona in meno di 2 ore?
Quando sarò pronta.

IMG_20160305_074132551

Categorie: Sport