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Di torte e sorprese

Sono ancora ferma senza correre, continuo con i miei noiosi quanto necessari esercizi, al lavoro si susseguono giornate frenetiche che male si incastrano con impegni scolastici ed extrascolastici dei bambini, cose da fare, amici da incontrare perchè trascurati da troppo tempo, il blog in fase di trasloco e ristrutturazione..insomma, ecco perchè latito.

Ne ho parlato poco, ma fino a pochi mesi fa -cioè, finchè ho deciso che avrei preferito passare il mio tempo libero correndo-, mi dedicavo al cake design, anzi, ad un cake design fai-da-te: ho imparato per caso (anzi no, non per caso, con dedizione!), alla nascita di Gaia, seguendo video e tutorial online e leggendo forum, con l’idea che mia figlia avrebbe avuto delle torte speciali. Poi le amiche hanno iniziato ad ordinarmele per i compleanni dei loro figli, poi le amiche delle amiche..ed ecco come ho trascorso le mie seconde serate e i miei sabati per un qualche anno. Poi, appunto, ho iniziato a correre e ho accantonato il business.

Mia figlia continua ad avere torte speciali, e così suo fratello; qualche conoscenza fortunata, calendario alla mano, riesce a prenotarmi. La mia stagione di torte in pasta di zucchero va da metà settembre a fine maggio, con un minimo di flessibilità: con il caldo e l’afa non amo appiccicarmi di zucchero a velo e la pasta stessa impazzisce, trasuda, non si lavora facilmente.

10 luglio: il compleanno di Fra, anzi, i 30 anni di Fra. Nell’estate più calda degli ultimi anni.
Mesi fa mi aveva chiesto, tornando dagli allenamenti, se potessi farle, un giorno, una torta “non so come, magari con un elefante”: quando mi aveva detto la data del suo compleanno, le avevo detto di scordarsi pure la torta, che forse, magari, ne avremmo parlato in altra occasione.

Però io adoro le sorprese, riceverle, è ovvio, ma anche farle.
Quindi, con la complicità di un fidanzato che mi ha aiutato nell’organizzazione (o meglio, che ha fatto in modo che i miei piani si svolgessero come avevo previsto, portandomi Fra all’ora giusta nel posto giusto), in settimana ho iniziato a lavorare alla mia tortina più estiva di sempre.

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Questa mattina, arrivata sotto il suo ufficio, Fra mi ha trovato ad aspettarla, con una scatola misteriosa. Doppio effetto sorpresa, a cui si è aggiunta la colazione insieme per festeggiare.

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Sì, insomma, tornando in ufficio e poi parlandone con un amico, riflettevo sul fatto che non si possa essere del tutto felici senza rendere un pochino felici gli altri: bastano piccole cose, ogni tanto, ma ogni sorriso regalato dà anche a noi una gioia speciale.

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Tanti auguri amica mia, vedrai che i trent’anni saranno splendidi.

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Categorie: Vita da mamme

Urca urca tirulero, e sono 5 anni!

Domani sarà il tanto atteso compleanno di Gaia, quello dei cinque anni, quello che a scuola la farà diventare a tutti gli effetti una big wave nella classe Acqua, tra le little drops e le little waves.

Domani, quindi, festeggeremo in famiglia, noi quattro, magari con una colazione speciale o un dolce dopo cena. Il festeggiamento in grande è stato sabato, con gli amici e con La Torta.
Alla fine il tema scelto da Gaia è stato Robin Hood che, nella versione Disney, è il cartone del momento, una sfida non da poco.

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La torta, tutta commestibile, è il solito pan di spagna al cioccolato di Mysia, stampo da 26 cm per il piano inferiore, stampo da 22 cm per quello superiore; bagna con latte e nesquik, farcitura con panna, mascarpone e gocce di cioccolato fondente.

Le decorazioni:

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La torta:

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Le fasi:

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La festa:

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Gaia è stata felicissima e, naturalmente, molto orgogliosa della mamma e della torta. Ha però dovuto ammettere un’unica osservazione: “Mamma, ma ti sei dimenticata la piuma sul cappello di Robin Hood!”.
Precisina, puntigliosa, lingualunga: da chi avrà preso?!

Categorie: Pasticceria e pasticci, Vita da mamme

Tanti auguri LucAttila: festa, trasvestimenti, torta e baci.

23 febbraio: il mio cucciolo pestifero compie due anni.
Luca l’abbiamo chiamato alla nascita, LucAttila lo chiamiamo quotidianamente da sempre e, ora che inizia il periodo dei terrible twos, probabilmente lo chiameremo direttamente Attila.

LucAttila è un testadura, che si impone irremovibilmente, è un tornado spericolato che, mentre combina un guaio mettendo a rischio la propria incolumità, ha già in mente i successivi.
LucAttila ama giocare con poco, qualche scatola, matite, coperchi e pentole, telecomandi, quando è concentrato si intrattiene con una betoniera o una piccola cucina di legno; si innervosisce (e ringhia, buttando tutto all’aria) quando la torre di Duplo crolla, o quando non riesce a fare ciò che ha in mente al primo colpo. Adora sfrecciare per casa al grido di “correreeee”, per poi gettarsi addosso a mamma, papà o sorella, oppure alternarsi con Gaia a spingersi reciprocamente su un camioncino a tutta velocità.
LucAttila non guarda cartoni e non legge libri (a meno che siano molto brevi, letti preferibilmente dalla sorella e se gli è concesso, nel mentre, salire e scendere dal divano o muoversi continuamente); gli piace molto la musica e ha un debole per “tanti auguri a te”, che chiede di cantare a ripetizione quasi quotidianamente ormai da tre mesi.
LucAttila mangia come un adulto, in quantità e qualità; se qualcosa è di suo gusto commenta con “pi piace”, se invece non lo è, sottolinea “mmm piace”, scuotendo il dito indice e la testa e arricciando la faccia.
LucAttila dorme tutta la notte, ma per addormentarsi vuole dare la mano a mamma o papà.
LucAttila è anche un bambino generoso, che fa assaggiare dal proprio piatto, che -se richiesto con gentilezza- condivide ciò con cui sta giocando. E’ anche un bambino affettuoso e tenero…a tratti: chiede esplicitamente coccole, baci e abbracci, rifiuta disgustato anche i baci della mamma se invece non è in vena.

LucAttila è nato a inizio Quaresima e Nico mi aveva portato in ospedale un vassoio di chiacchiere che non avevo potuto mangiare durante la gravidanza, uno dei miei dolci preferiti. Quest’anno invece abbiamo scelto di festeggiare il suo compleanno, con due giorni di anticipo, proprio di sabato grasso, con una festa in casa con circa quindici bambini, trentacinque adulti, mascherine e stelle filanti ovunque. No, non ho un castello e sì, ogni volta è un delirio.

Gaia ha sfilato da principessa (“mamma, guarda, assomiglio a Lady Marian”, è il periodo di Robin Hood), Luca da principe ranocchio, il rospo che, una volta baciato, si trasforma nuovamente in principe. O meglio, così dovrebbe accadere. In realtà il mio rospetto di baci se ne fa dare pochi: sono io che, ogni volta che lui me ne elargisce uno, divento una Regina.

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Alla torta per Luca ho pensato lungamente: mi sono venuti in mente temi vari per bambini piccoli, la solita Peppa Pig, i Barbapapà, i Teletubbies…, ma la verità è che lui non ha interesse reale per nessuno di questi. Le sue passioni sono i treni (già fatta l’anno scorso la torta con il trenino), i pullman e gli autobus.
Ho quindi optato per il personaggio che non lo abbandona mai, quello che lo segue spesso in asilo, quello dei weekend a Garda, delle estati al mare e dei viaggi alle Canarie o in Oman: Mennettia, la sua scimmietta che è con lui dai tre mesi di vita. Mennettia significa scimmietta nella lingua stentata di Luca di qualche mese fa, ora quindi il personaggio è Scimmietta Mennettia (che è ridondante, ma ci piace molto!).

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Per la prima volta ho utilizzato la pasta ai cereali, quella del Boss delle Torte, per intenderci: ero scettica, ma ha funzionato in modo estremamente facile (e non era neanche così tanto disgustosa come mi sarei immaginata). Si fondono dei marshmallows al microonde con un pochino di burro, si mischiano a riso soffiato e si lascia riposare il tutto, spianato, in una teglia, oppure -come ho fatto io- ci si unge le mani di burro e si modella direttamente.

Le dosi per una Mennettia e mezza (ne è avanzata un bel po’) sono:
40 gr di burro
300 gr di marshmallows (bianchi o colorati è indifferente)
150 gr di riso soffiato (i Rice Crispies, per intenderci, non il riso soffiato “morbido”)
La ricetta non è mia, ma non saprei quale fonte citare: è semplicemente la ricetta universalmente condivisa su internet (c’è chi opta invece per varianti con nutella, chi con il riso soffiato al cioccolato, chi aggiunge un po’ di miele).

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La torta in sè è un pan di spagna al cioccolato (ricetta di Misya, con dosi raddoppiate per stampo da 26 cm di diametro, ad accezione delle uova che sono “solo” 6), bagnata con latte e nesquik, farcita con crema panna-mascarpone con gocce di cioccolato: è la torta dei bambini, il pan di spagna è compatto (e non “sbricioloso”), non è troppo dolce e piace a tutti.

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Luca per circa due settimane (ho iniziato con molto anticipo le decorazioni per riuscire ad incastrare i vari impegni e non dover lavorare fino all’alba nella settimana della festa) ha seguito la creazione della copia della sua scimmietta e il giorno della festa è stato sorprendentemente felice. Ha sempre avuto attrazione e al tempo stesso timore delle candeline accese, invece si è goduto la doppia canzone Tanti auguri a te, ha soffiato a pieni polmoni sulla candela ed è sembrato stranamente contento e a suo agio al centro dell’attenzione.

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Mennettia? Mentre Luca teneva stretta l’originale, quella decorativa l’abbiamo tagliata e mangiata, la pasta ai cereali è stata una sorpresa per tutti.
La considero la prova generale per la Grande Sfida, la torta per Gaia, che festeggerà a metà marzo: il suo giudizio, come sempre, sarà netto e insindacabile, senza filtri e molto diretto, accompagnato da sguardi eloquenti. Insomma, non posso sbagliare. Sono ancora in attesa di conoscere il tema definitivo (Robin Hood, la Carica dei 101, Principessa Sofia, Wicky il Vichingo -il mio preferito..), incrociate le dita per me!

Categorie: Pasticceria e pasticci, Vita da mamme

A riaprire la stagione è ancora lei!

Ottobre: ecco che con oggi riapre la stagione delle torte decorate.

Tutto è nato quando ero incinta di Gaia. Pensavo che mi sarebbe piaciuto che mia figlia potesse avere delle belle torte e che, come io tornavo a casa elogiando le torte della Mamma di …, qualcun altro raccontasse ai propri genitori delle torte della mamma di Gaia: naturalmente, non per il mio ego, ma perchè ricordo i sorrisi del mio compagno di classe di turno, inorgoglito dalla mamma che sfornava meraviglie che gli facevano conquistare l’invidia degli altri.

Le mie torte sarebbero dovute essere non solo buone, ma anche belle. Così ho conosciuto la pasta di zucchero e, con il supporto di frequentatrici di forum vari, tutorial trovati in rete e video su youtube, ho iniziato a sperimentare.

Categorie: Pasticceria e pasticci