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La -mia- Nike Women’s 10K: WeRunMilano

E’ passata anche lei, la tanto attesa Nike Women’s 10k, l’anniversario dei miei primi 10 km, la gara che più di ogni altra avrei voluto correre insieme alle compagne storiche di Nike Training Club, alle ragazze degli allenamenti dei Red Snakes del martedì e giovedì, alle amiche neofite e a tutta la crew 100runninggirls, composta da più di 120 donne che hanno scelto di correre per divertirsi, mettersi alla prova e fare del bene.

Che non avrei corso mi era chiaro (qualcuno aveva scommesso che all’ultimo l’avrei fatto, in barba ai buoni propositi e a MagaMarina), che a ventiquattro ore dalla gara mi venissero magone, rabbia, sconforto, di nuovo magone, nervosismi e sensi di colpa perchè avevo promesso supporto ed entusiasmo alle amiche, non l’avevo del tutto previsto. Ho messo a fuoco i motivi per cui mi sentivo male: non avrei festeggiato il mio anniversario, non avrei avuto il confronto con l’anno precedente, ma soprattutto non avrei preso parte a quel qualcosa di straordinario che alla We Own The Night 2014 mi aveva fatto commuovere al traguardo tra le braccia di Giorgia, Ana e Natalia, non sarei stata insieme alle altre in una serata che, inspiegabilmente, ha qualcosa di unico e speciale. Poi ho messo a fuoco i motivi per cui sarei dovuta stare bene: come ambassador della crew 100runninggirls, non avrei potuto non incontrare le donne che ci hanno aiutato a raggungere (e superare!) il nostro obiettivo di raccolta fondi a favore di LILT, come amica non sarei potuta mancare all’abbraccio con le ragazze che ho convinto a partecipare e spronato in allenamento.

Come se dovessi correre anche io, ho infilato la mia bellissima tee -che con la maratona di sole e mare dello scorso weekend, stava benissimo con l’abbronzatura anticipata-, i miei NikePro neri e le mie Nike Flyknit e, legata la bicicletta in piazza Gae Aulenti, mi sono buttata nella mischia.

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Umore altalenante, con picchi di entusiasmo e lacrima facile ad alternarsi: le NTC girls che un anno fa hanno corso insieme per la prima volta i 10 km si sono ritrovate con Coach Daniel, stesso luogo e stessi sorrisi. La forza del gruppo e di quel qualcosa che, timorose, avevamo già vissuto insieme una volta, si è sentita nuovamente, nonostante ad oggi non tutte ci alleniamo in squadra.

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Poi è venuto il momento di incontrare la crew e il cuore è esploso: eravamo davvero tante, la crew più numerosa, e soprattutto quella più sorridente e desiderosa di “conoscersi”. Con il nostro fiocco rosa spillato sulla maglia della gara, tutte noi avevamo una motivazione in più per arrivare al traguardo: correre per altre donne.

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Non ho retto agli abbracci prima della partenza e sono rimasta ad asciugare le lacrime -promemoria: urge un mascara waterproof-, mentre il fiume arancione si avviava allo start. La piazza si è svuotata e, un po’ annebbiata, ho seguito i ragazzi dei Red Snakes che avrebbero supportato il team con striscioni e fischietti: è così che mi sono ritrovata, mio malgrado, alla partenza. Mi sentivo fuori luogo, per non essere all’interno delle transenne (più volte gli addetti mi hanno detto di sbrigarmi, chè a breve ci sarebbe stata la partenza) e per non essere neanche parte del gruppo dei ragazzi, vestita da corsa, ma ferma ai lati della strada.

Nel giro di pochissimi minuti, Yuri si è fatto trovare e Davide ci ha raggiunti: come promesso, affrontata abbastanza bene la partenza di migliaia di donne (c’è chi dice fossero 8.000, chi addirittura quasi 10.000), mi hanno fatto compagnia durante la gara. A noi si sono uniti altri ragazzi e Daniel, super Coach. Il risultato è stato quello di una piacevolissima serata, leggera e divertente; un occhio al bicchiere di vino ed uno all’orologio, e siamo andati in zona arrivo per incontrare le runner a fine corsa.

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Stremate dal caldo inaudito e da una corsa piuttosto faticosa, ho dovuto aspettare per vedere i primi sorrisi e le soddisfazioni del traguardo. Ho letto negli occhi di runner esperte la fatica e un po’ di delusione, negli occhi di neofite l’entusiasmo e la gioia della prima gara, al di sopra di qualsiasi problema organizzativo e sforzo fisico. Ho aspettato la crew, le NTCgirls, le DynamoGirls (non ce le vogliamo dimenticare, vero?!), Ilaria alla sua prima 10k, e sono stata felice di farlo.

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Ho atteso tutte, fino all’arrivo dell’ultima persona che sapevo di dover aspettare e, nel frattempo, ho avuto il piacere e la sorpresa di incontrare vecchie conoscenze, amicizie di un tempo, persone che mai avrei pensato che avrebbero iniziato a correre. Tutte mi hanno salutato con entusiasmo, mi hanno regalato un abbraccio e un breve racconto della loro gara. La cosa più emozionante di tutte è stato ricevere dei “grazie”, non solo da parte di chi ho incoraggiato apertamente e con intenzione, ma da chi, silenziosamente, in questi mesi, ha visto in me una motivazione per iniziare a correre. Mai avrei pensato di poter essere un esempio, io che corro per caso, nel modo sbagliato, io che corro un mese e sto ferma due per infortunio, io che non so come si fa, che sbaglio scarpe e non do retta ai consigli dell’ortopedico, io che non seguo la dieta del runner e mangio in modo sconclusionato, io che ogni volta ricomincio da capo, senza fiato e con le gambe pesanti.

E a mia volta, per me, adesso può esserci motivazione più forte di questa per riprendere presto?

Non ho portato a casa chilometri, nella mia Nike Women’s 10k, io ho portato a casa molto, molto, molto di più.

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Ho fatto un patto con la Maga

E’ successo che io mi sia arresa ai suggerimenti di tante persone.
E’ successo che settimana scorsa io abbia quindi conosciuto la Maga, così la chiamano.
E’ successo che giovedì, dopo la sua scrupolosa visita osteopatica, io abbia fatto un patto con lei.

Il sintomo è la sindrome della bandelletta ileo-tibiale, la causa è un concatenarsi di fattori, da un ginocchio valgo, al sovraccarico in modo sbagliato, al poco tempo dedicato al recupero dopo la frattura da stress all’altra tibia e via dicendo. Ho provato a ricominciare, due volte a settimana su brevi distanze, una volta anche in pausa pranzo nel giorno più caldo e afoso dell’anno insieme ad un collega, ma, intorno al quinto chilometro, il ginocchio si è sempre fatto sentire.

C’è poco da fare: devo fermarmi, fare esercizi specifici e dar tempo alla BIT di far pace con le mie intemperanze.
Ho scelto di affidarmi alla Maga, chiedendole però di far finta che non fossi andata da lei fino a domani: dopo aver rinunciato alla mezza maratona di Padova, a quella di Jesolo, a quella del Naviglio e anche ai soli 10 km dell’Avon Running, avevo solo da correre la Run530 con Nico e una corsa per Milano con le 100runninggirls.

Per la Run530 era tutto già programmato da tempo: dopo aver tentato invano di convincere Fra, la mia socia, ad alzarsi all’alba, anche puntando sui suoi sensi di colpa, mi sono iscritta con Nico. I bambini giovedì sera sono rimasti a dormire dai nonni e noi abbiamo puntato la sveglia alle 4.15. Personalmente adoro correre all’alba, prevalentemente perchè la città dorme, la strada è tutta mia e posso perdermi nel silenzio delle strade. Venerdì no: venerdì eravamo 3000 persone che cercavano di svegliare Milano correndo per 5 km per centro, con partenza e arrivo ai giardini di Porta Venezia. Come ristoro finale, tanti sorrisi e ciliegie a volontà.

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Stasera invece è stato un allenamento su due percorsi di lunghezze diverse, 5 e 8 km (nel patto, ho assicurato che non avrei corso oltre i cinque, soglia di sopportazione massima attuale per la mia bandelletta): noi 100runninggirls c’eravamo quasi tutte, per ricordare a chi ancora deve iscriversi alla Nike Women’s 10 km, che c’è ancora tempo, ci si può iscrivere insieme alla nostra crew e donare parte della quota a LILT. Sosteniamo il progetto “Con un nastro rosa”, per la prevenzione dei tumori femminili. Anche gli uomini e le donne che non correranno la gara il 5 giugno potranno donare e potranno farlo cliccando QUI.

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Ho corso sapendo che sarebbe stata l’ultima corsa per un po’, stavolta a tempo indeterminato, finchè le cose non si sistemano, con la gioia del momento e un groppo in gola. La Maga mi ha detto che, quando ricomincerò, mi aiuterà a farlo gradualmente e non dovrò darmi obiettivi (“Ah, quindi la mezza maratona di Pisa del 27 di settembre…?”, questa la reazione). Sono scesa a patti con lei e, per ora, il compromesso è che io mi impegnerò a rispettare le sue indicazioni, ma che non penseremo ad un tempo senza scadenza: io ad agosto sarò al mare e non potrò perdermi lo spettacolo dell’alba di corsa!

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Verso la Nike Women’s 10 km: sconfitte, rivincite e nuovi tentativi

Quando ripenso -e lo faccio spesso- all’ultima volta che ho corso con gioia e soddisfazione, mi viene in mente la Martesana a gennaio, coperta di neve e ghiaccio, il mio lungo più lungo, i primi 18 km di pura soddisfazione, alle otto di un sabato mattina, quando la città non aveva neanche l’intenzione di uscire dal piumone. Poi, presa dall’entusiasmo dei miei nuovi ritmi a cui non ero preparata, sono iniziate le tendiniti, gli stop, le corse sui dolori.

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La prima mezza maratona: ad oggi, nonostante tutto, non riesco a ricordarla con gioia. A mano a mano che passa il tempo, sento sempre più l’amaro in bocca per quel chilometro percorso camminando, per aver mollato, per non aver voluto accettare che non fossi pronta e allo stesso tempo per essermi sabotata da sola durante la gara.

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Poi la staffetta, su un ginocchio incerto e con qualche preoccupazione, ma felice, piacevole, per una buona causa; corsa sapendo che sarebbe stata la mia unica eccezione allo stop per il dolore al ginocchio.
staffetta

Gli esami
, tutti negativi.
Dicono che situazioni particolarmente difficili da gestire o stressanti possano influire sulla rigidità di tendini, legamenti, dolori muscolari o ossei; forse il mio versamento al ginocchio, le fitte, i cedimenti e il dolore sono dovuti a un periodo non brillante che, si spera, potrebbe essersi schiarito settimana scorsa.

Da sabato
, improvvisamente, il mio ginocchio è guarito.
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Ho voglia di rivincite.

Ho già rinunciato alla Mezza Maratona di Padova del 19 aprile e alla Mezza Maratona del Naviglio del 24 maggio, sono ancora indecisa se iscrivermi almeno alla Avon Running del 24 maggio: sarò in grado -il ginocchio ce la farà?- di correre per 10 km tra una settimana e poco più?

Mi sono invece iscritta, senza dubbi, alla Nike Women’s 10km del 5 giugno: solo donne, per una corsa serale nel centro di Milano, una festa con la mia crew 100runninggirls che raccoglie fondi per LILT, per la prevenzione dei tumori femminili, donne che supportano altre donne.

Ieri sera abbiamo corso insieme, un buon gruppo delle ragazze della crew, quelle che sono riuscite a scappare dall’ufficio e a liberarsi da altri impegni: ci siamo fatte notare per Milano, con i nostri sorrisi e i nostri fiocchi rosa.

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Nike Women’s 10km
: l’anno scorso si chiamava We Own The Night, ed era stata la prima volta che ho corso 10 km consecutivi e la mia prima gara.
Impossibile mancare all’appuntamento.
Mi sarebbe piaciuto vedere, a distanza di un anno, nello stessa competizione, quali fossero i miei miglioramenti, invece non correrò con questo obiettivo: correrò insieme ad amiche che si stanno avvicinando ora alla corsa, che correranno per la prima volta i 10 km, che si sono unite alla mia crew, e che spero di riuscire ad incoraggiare e spronare fino al traguardo. Questa volta tocca a me a motivare, lo devo al karma, è un grazie nei confronti di chi, anche in gara, mi ha preso sottobraccio. La mia soddisfazione saranno loro.
I miei nuovi obiettivi sono altri: riuscire a recuperare l’allenamento, procedendo da capo, con scarpe e plantari nuovi da testare, fiato da ritrovare, muscoli da scaldare, qualche chilo di troppo da smaltire.
Procederò gradualmente, da poche, brevi e lente uscite, aumentando man mano, cercando di tenere a bada la fretta; il pensiero fisso rimane quella mezza maratona su cui voglio riprendermi la rivincita, a cui voglio arrivare allenata, tranquilla e senza dolori…sarà a settembre?


Intanto, avanti tutta verso il mio primo anniversario dei 10 chilometri!

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https://www.facebook.com/sara.v.barzaghi/videos/10206419156099056/

Categorie: Amicizia, Sport