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Salisburgo e Fussen con i bambini: la vacanza degli imprevisti

Una breve vacanza di Pasqua prenotata, anche questa volta, con largo anticipo, e low cost (viaggio in auto e prenotazione annullabile fino all’ultimo tramite booking), ma poco pianificata. Non è stato questo il problema, quanto una serie di imprevisti e condizioni che hanno reso il nostro viaggetto molto poco vacanza: il brutto tempo, Luca ammalato dal primo giorno, nervosismi diffusi.. condizioni che, a differenza di tutte le nostre esperienze precedenti, non ci hanno fatto essere completamente felici e sereni, a goderci l’itinerario.

Detto questo, siamo partiti venerdì mattina presto in auto in direzione Salisburgo, partenza con il sole, arrivo con la pioggia in un bellissimo Eco-Suite Hotel, a poche centinaia di metri dalla fermata dell’autobus nr. 6 che ci avrebbe portato rapidamente in centro, distante solo 3 km (in realtà, la prima cosa che noto è che l’hotel si affaccia esattamente sopra la ciclabile sul Salzach e inizio a puntare la sveglia per il giorno dopo).

Piove, siamo attrezzati: con stivali, mantelle e ombrelli trascorriamo il pomeriggio del primo giorno gironzolando per il centro, perdendoci tra le insegne in ferro battuto della Getreidegasse, i vicoli, la folla di turisti, le palle di Mozart, i ponti, vetrine e mercatini di Pasqua. In cerca di strudel e Sacher, facciamo invece una merenda golosa con assaggi di altre torte. Prima di scoprire che tutte le attività commerciali e le attrazioni turistiche chiudono alle 17.00, riusciamo a visitare la casa natale di Mozart. Gaia si perde tra i dettagli, piena di domande a cui spesso non sappiamo neanche rispondere, Luca invece è impaziente di incontrarlo, questo Mozart: continua a chiedere quando arrivi, visto che siamo a casa sua, nonostante gli abbiamo brevemente spiegato chi fosse e che non sia più vivo ai giorni nostri.

Dopo aver saltato un po’ tra le pozzanghere, ceniamo -tra gli ultimi!- verso le 18.45 e con calma torniamo in hotel per le 20.30: siamo tutti stanchi, l’indomani inizia la vacanza vera, a parte i ristoranti è tutto chiuso e piove, tanto vale rientrare e andare a letto presto per ricaricare le pile.

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All’alba del sabato diluvia, mi alzo, mi copro, faccio partire il Garmin con l’allenamento previsto da tabella e mi godo in solitudine il Salzach e il centro di Salisburgo per 16 chilometri di corsa.

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Rientro zuppa, sveglio la banda e dopo la colazione, facciamo tappa all’Haus der Natur: visitiamo due piani di museo di scienze naturali, tra dinosauri, acquari, balene, per poi spostarci nella parte di museo della scienza. I bambini impazziscono: il museo è davvero interattivo e a loro misura, pieno di giochi e attività con le quali perdersi per ore, tra cui un’esposizione a tema musicale meravigliosa. Trascorriamo la mattinata, ne avremmo ancora da vedere, ma ha smesso di piovere, si intravede uno spicchio di cielo azzurro e vogliamo approfittarne. Luca inizia a lamentarsi e ci accorgiamo che è bollente. Recuperato un veloce pranzo alle bancarelle in centro, Gaia ed io andiamo in cerca di una farmacia aperta, dove rimediamo del paracetamolo che ci salverà la vacanza.

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Nel pomeriggio, anche pensando a qualcosa di tranquillo per Luca, ci informiamo per il tour di 40 minuti con il battello sul Salzach (compreso e previsto dalla Salzburg Card che abbiamo fatto il primo giorno e che consigliamo a tutti), ma sfortuna vuole che ci sia acqua bassa e la navigazione sia sospesa per tutta la durata della nostra permanenza lì. Nel frattempo, mettiamo via mantelle e ombrelli e prendiamo la funicolare per salire alla famosa e bellissima fortezza Hohensalzburg, il castello. I bambini si tranquillizzano e sembrano apprezzare, Luca cerca i cavalieri, Gaia spia dalle mura; visitiamo anche il -piccolo- museo delle marionette che piace molto a tutti. Ci piacerebbe scendere a piedi, ma non ci sembra il caso di esagerare con Luca, quindi torniamo con la funicolare. Sono le 17, tutto chiuso di nuovo in centro. Siamo fortunati perchè sono ancora aperti i giardini del Mirabell e il parco adiacente, dove ci fermiamo fino alle 19: più si sale sullo scivolo, più la febbre scende, più si salta su mattonelle musicali, meglio si sta. Ceniamo e rincasiamo.

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Domenica, Pasqua, c’è una bella giornata: per prima cosa si aprono le uova importate da Milano, poi, dopo colazione, prendiamo un autobus che, in mezz’oretta trascorsa telefonando ai nonni per gli auguri e i racconti, ci porta al castello di Hellbrunn. Qui Gaia ed io ci divertiamo moltissimo, Nico meno perchè si trova a gestire Luca che invece è in sofferenza e piuttosto rognoso. I giochi d’acqua, gli scherzi delle fontane dell’Hellbrunn sono divertenti e inaspettati -io e Gaia accettiamo di fare da cavie inconsapevoli alla tavola del re, e diventiamo vittime di uno degli scherzi-, il teatro meccanico azionato dall’acqua con la musica del Don Giovanni è stupendo. Giusto in tempo perchè faccia in tempo la somministrazione di paracetamolo e arriviamo poi al parco giochi adiacente: anche qui, più si salta, più la temperatura cala. C’è anche una temperatura piacevole, Nico ed io riusciamo persino a sederci nel prato per qualche minuto da soli, guardando i bambini correre e giocare a distanza.

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Rientriamo per un pranzo tardivo nella zona più centrale di Salisburgo, un pranzo che è quasi merenda: vorremmo girare per i punti panoramici della città, le mura, passeggiare sul fiume, ma ci rendiamo conto che i bambini hanno bisogno di altro, e anche il clima sta volgendo al peggio. Optiamo per lo Spielzeugmuseum, il museo dei giocattoli in cui, oltre alle varie esposizioni, Gaia e Luca possono anche giocare con trenini, costruzioni, uno scivolo che collega il primo e il secondo piano, bambole, mercati, leggere nella sala lettura o -cosa che fanno per circa 3 minuti e mezzo- guardare un cartone animato nella stanza cinema. Infine, nella sala degli spettacoli, Gaia inventa e mette in scena per noi uno spettacolo di marionette. Anche qui, alle 16.45 ci fanno uscire per chiusura, terminiamo la giornata con acquisti di souvernir, una seconda merenda con la vera Sacher originale (finalmente!) e con l’acquisto di fette di strudel di vari tipi che Nico ed io assaggeremo al posto della cena; un altro breve giro per il centro e si rientra.

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Lunedì il tempo è di nuovo bello, ne approfitto per rivedere la ciclabile sul Salzach con il sole: l’alba è stupenda, faccio il pieno di energia e immagini meravigliose per 10 km (per fortuna, perchè la giornata sarà infinita).

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E’ il giorno della partenza per la seconda meta della nostra vacanza: Fussen.

Prima tappa: Castello di Herrenchiemsee.
E’ una bella sorpresa per molti motivi: la località è stupenda, il castello si trova su un’isola sul lago e dobbiamo prendere un piccolo battello per la gioia di Luca che non aveva potuto navigare il Salzach, il castello stesso è incantevole. Purtroppo le visite sono ad orari definiti e finiamo per spendere tutta la mattinata lì, ma ne vale la pena.
Giriamo prima per il parco e poi per le sale del castello mai concluso e mai abitato (anzi, abitato per 10 giorni), siamo tutti incantati dalla ricchezza e maestosità del tutto, Luca compreso che, per l’occasione, può sedersi -obbligato da noi- in un passeggino richiedibile all’ingresso (sì, lui non usa il suo passeggino da oltre un anno).

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Ci dirigiamo quindi verso i castelli di  Neuschwanstein e di Hohenschwangau, troviamo traffico lungo la strada, ad un certo punto la strada è anche interrotta e ci sono deviazioni non segnalate: non parliamo il tedesco e siamo in una zona poco popolata tra le montagne, chiedo informazioni (“Fussen?”) all’unica anima viva che incontriamo che mi risponde in tedesco. Con giochi di assonanze con l’inglese e gestualità internazionale, riusciamo a capire le indicazioni e, alla fine, arriviamo a destinazione esausti. Luca continua a non stare bene, si lagna, litiga con Gaia, si contendono i giochi, la nostra pazienza è al limite: arriviamo alla meta nervosi e con la sensazione di aver perso un sacco di tempo.

Dal basso, osservando i castelli arroccati, quello bianco de La Bella Addormentata e quello giallo, i bambini preferiscono entrambi quello giallo. Ci mettiamo in coda in biglietteria, sono le 16 ma un cartello avvisa che per il castello di Neuschwanstein c’è il tutto esaurito; nel frattempo, calcolando che l’altro chiude alle 17 e che siamo ancora in coda, ci rendiamo conto che, anche facendo i biglietti, non faremmo in tempo a visitarlo. Decidiamo quindi di visitarli entrambi gratuitamente solo dall’esterno, ma di concederci di andare in carrozza per la gioia dei bambini, che si risparmiano una camminata in salita e si sentono principe e principessa.
Durante la discesa, a piedi quella, Luca ricomincia a lagnarsi e Gaia a lanciare provocazioni: il nervosismo di tutti aumenta. Riusciamo a visitare il castello giallo, ma gli umori non sono dei migliori.

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Dobbiamo ancora fare il check-in nel nostro appartamento a Fussen e sono quasi le 18: scopriamo che non si trova in centro, ma a circa 5 km, su un lago meraviglioso. Si tratta del Ferienhaus und Landhaus Berger, esattamente a Hopfen Am See: appartamento molto bello in un luogo stupendo. E’ qua che Nico ed io addocchiamo una coppia, ciascuno con il proprio libro, seduta su una panchina vista lago, con il tramonto di fronte e silenzio intorno (fino al nostro passaggio, naturalmente): vorremmo fare cambio per qualche ora. Ci proviamo, scegliamo una panchina, sguinzagliamo i bambini e riusciamo a rilassarci finalmente un po’: di nuovo, loro giocano da soli felici, noi riusciamo a stare in due. Decidiamo di rimandare la visita a Fussen al giorno successivo, per prendercela comoda e non stressarci ulteriormente dopo una giornata già piena di nervosismi, ed è la scelta giusta. A differenza delle cene a Salisburgo, economiche e rapide, ceniamo anche finalmente in un ottimo ristorante tipico a due passi dal lago e a due dall’appartamento, con sala con vista tramonto sul lago.

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Martedì, giorno della partenza: mi alzo prima dell’alba, non posso resistere al lago e alla sfida di tutte quelle salite che in 5 chilometri mi portano in centro a Fussen prima che il mondo si svegli; inizio quindi la corsa più bella della vacanza, dove scopro che probabilmente non è vero che odio le salite, perchè quelle che percorro mi paiono meravigliose.

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Al rientro a casa, la magia finisce subito perchè pare che tutti si siano svegliati male: dovremmo visitare il centro di Fussen e il castello di Linderhof (Oberammergau e Schwangau è evidente che non ci staranno mai nel programma), ma Nico ed io preferiamo anticipare il rientro e poterci ritagliare un paio di ore milanesi di riposo e quiete prima di rientrare al lavoro il giorno successivo.

Facciamo quindi colazione in centro, giriamo Fussen sorprendentemente bella, acquistiamo dei dolci tipici, le Schneeballen – palle di neve, cerchiamo invano dello strudel da importare, e alle 11.00 iniziamo il viaggio di rientro. Ho mal di testa, penso sia stanchezza, il giorno dopo scoprirò che è una faringite acuta, con febbre molto alta e dolori ovunque. Insomma, avrei già bisogno di una vacanza per riprendermi dalla vacanza.

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In conclusione, è stata una vacanza faticosa in posti meravigliosi: ho e abbiamo la sensazione di non aver visto nè goduto di tutto ciò di cui avremmo potuto apprezzare, ma anche la consapevolezza che più di così questa volta non avremmo potuto fare. Ci siamo chiesti come mai questa volta sia stato così difficile: da un lato, era partita male, Nico non sapeva quasi neanche dove andassimo, il mio planning lasciava (e, conilsennodipoi, per fortuna!) molto all’improvvisazione, forse i bambini erano stanchi fin dall’inizio. Non è stata certo la vacanza più impegnativa: i ritmi di Istanbul o della Lapponia sono stati di gran lunga più pesanti, forse siamo partiti tutti poco convinti e gli imprevisti hanno fatto il resto.

Consiglierei a tutti Salisburgo e la Baviera, piuttosto un giorno in meno a Salisburgo e uno in più tra i castelli; come periodo, tra un mese sarebbe stato perfetto: a Milano gli alberi sono fioriti da un paio di settimane, là stanno per sbocciare e le temperature sono ancora basse. Abbiamo girato con la nostra auto per contenere i costi, per avere maggiore autonomia e libertà, per stare comodi anche con i bambini; a Salisburgo ci si sposta a piedi, con i mezzi pubblici o anche in bicicletta: è una città altamente accessibile, per persone con disabilità, mamme con passeggini, runner, sportivi. Per quello che riguarda gli alloggi, la soluzione di prenotare con mesi di anticipo su booking con opzione annullamento gratuito è risultata ancora vincente nel nostro caso.

La prossima vacanza sarà sicuramente quella estiva, con alcune opzioni individuate, ma meta ancora da definire: suggerimenti?

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Categorie: Viaggi, Vita da mamme