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Lierac Beauty Run: la mia prima volta da Pacer

Era esattamente un anno che non partecipavo a gare sui 10 km, ma in un anno di programmazione di mezze maratone, sapevo fin dall’inizio che alla Lierac Beauty Run non avrei rinunciato: già l’anno scorso l’ottima organizzazione e il ricco pacco gara mi avevano convinto! Sapevo anche che avrei corso, appunto, per il pacco gara, per la compagnia e per il divertimento serale dei miei figli, non certo per la prestazione, considerato l’orario di partenza -che coincide quasi con quello a cui abitualmente vado a dormire- e il caldo assurdo delle serate di giugno a Milano. Ma lo sapete, vi avevo anche già invitati qua, qualche settimana prima della gara.

Quando si è presentata l’opportunità di candidarsi come Pacer, ci ho pensato due volte sì, ma poi ho deciso di provare: il pacer, o lepre, è colui che garantisce a chi lo segue un determinato passo costante per il raggiungimento del traguardo in un tempo ben preciso dichiarato in partenza. Per me, da runner, il pacer è quello con i palloncini che cerco con lo sguardo qualche centinaio di metri avanti a me, quello che quando sorpasso è perchè sto andando bene, quello che se mi supera è segno che difficilmente raggiungerò il mio tempo; da candidata pacer, esserlo significa avere una responsabilità, quella di portare al traguardo chi corre, garantendo l’andatura, ma anche incoraggiamenti ed entusiasmo.

Sì, alla fine sono stata scelta come pacer, insieme a Claudia e Susanna, splendide compagne di viaggio, per chi avesse voluto correre i 10 km in 1h05′, ovvero con un passo di 6’25/6’30” a chilometro, il mio ritmo chiacchiera preferito.

E ora, il racconto lo dedico, più di tutto, a voi, splendide donne, ognuna con la propria battaglia nel cuore, che avete inondato la città di energia, sorrisi e bellezza. Mi perdoneranno gli uomini che hanno corso, se mi verrà da parlare al femminile.

La giornata di sabato era caldissima, ma alle 16.00 ero già in Arena: quest’anno l’organizzazione mi è sembrata perfetta, venivano addirittura distribuiti ghiaccioli e bevande fresche, le code erano snelle e gli stand organizzati molto bene; dal palco l’animazione coinvolgeva le runner e, dall’altro lato del campo, EcoLife regalava massaggi sportivi, eccellenti come sempre. A me un massaggio pre-gara, a Gaia un’acconciatura allo stand Phyto.

Da parte mia, dopo aver curiosato nel pacco gara, questa volta, per la prima volta, avendone l’occasione, ho fatto subito personalizzare la maglietta: come spesso accade, si hanno sempre idee brillanti tranne quando si è costretti a trovarle in pochi istanti. Alla fine, non ho fatto scrivere il mio nome, ma quello che mi gridano i miei bambini quando corro, “Supermamma”, che può sembrare banale, ma mi ricorda sempre che, nel mio essere normale, qualcuno a volte riesce a percepire uno sforzo in più, o addirittura qualcosa di straordinario, di…super!

In realtà, nel corso della giornata, mi sono trovata a cambiare ben tre maglie: la prima, quella ufficiale, quella personalizzata, la Mizuno con uno scollo stupendo e un colore che sta bene a tutte; la seconda, quella della mia squadra, gli Urban Runners, quella di cui vado fiera, quella nera che mi sta molto bene, quella con cui ho fatto le foto di rito e con cui sono stata investita del ruolo di pacer; la terza, quella gialla fluo che mi identificasse per tutte le runner come pacer per la 10 km. Nel frattempo, mentre Gaia e Luca giocavano al Kikolle Kids Village e poi con il papà e il pallone da rugby nel prato, presentate le crew e terminato il riscaldamento collettivo, dopo il briefing pacer e fatto un po’ di casino, abbiamo iniziato a prepararci.

Magliette gialle, pettorali spillati, palloncini annodati, il sole che calava e noi pacer, disposti nel campo: dietro di noi iniziavano a radunarsi le runner che avremmo accompagnato al traguardo. Sorridevo, pensando che questa volta non ero io a dover fare i calcoli di andature, passo, tempo finale, pensare alla strategia di gara, cercare i palloncini da seguire: questa volta ero dalla parte di chi spiegava il passo che avemmo tenuto, l’obiettivo, il percorso (e sì, anche le differenze tra la 5 e la 10 km).

Alle 20.30, circa, inaspettatamente e piacevolmente si è alzato un leggero venticello e, pian piano, ci si è posizionati in griglia: calcare la pista dell’Arena è sempre un’emozione, farlo in un gruppo prevalentemente di donne, con l’energia che solo noi possiamo sprigionare, lo è ancora di più, farlo con la responsabilità di portare qualcuno al traguardo è stata gioia immensa!

Continuavo a pensare che, se il pacer dei 45′ generalmente si trova a spronare runner presumibilmente desiderosi di migliorare il loro miglior tempo, io, quella sera, come pacer dei 65′ avrei avuto da spronare runner desiderose di chiudere la gara, magari la loro prima 10 km, runner che avrebbero esultato anche solo per il fatto di essere arrivate al traguardo: e io ce li avrei portate!

Start! Si parte, prima la 10 km competitiva e non, poi la 5 km, in una nuvola di coriandoli rosa; sorrisi per noi stesse, sorrisi per i fotografi, sorrisi per la bella città che abbiamo attraversato in un momento quasi irreale: sabato sera, le strade tutte per noi, le luci del tramonto in una Milano che, anche se noi corriamo, sembra rallentare e fermarsi al nostro passaggio.

Ho cercato di dare il massimo, cercando non solo il ritmo costante che vi avevo promesso, quello che era scritto sui miei palloncini rosa e nero, ma anche incoraggiandovi, indicandovi gradini, pavè, rotaie, sorreggendovi le bottigliette d’acqua e rispondendo ai quanto manca?, a quanto siamo?, non so se accelerare adesso, che dici?. Nell’ultimo quarto di pista, Gaia e Luca hanno corso con noi tre pacer, mano nella mano con me, tirandomi e provando uno scatto finale con grande soddisfazione.

Ho visto tanta fatica, un caldo pazzesco che ha toccato tutte noi, ho visto donne che non hanno mollato, ragazzine entusiaste e veloci, papà che al secondo km ci hanno affidato le loro figlie dicendoci che le avrebbero aspettate all’arrivo, donne che hanno rallentato e poi ripreso, donne che si sono godute il momento, la festa, la città, quei 10 km tutti nostri, donne dai sorrisi increduli e felici sulla finish line.

Poi sono rimasta lì ancora un po’, sulla finish line, intendo: ho corso la mia gara da pacer, non per me stessa ma per voi, per il vostro risultato, per la vostra felicità, per il vostro traguardo. E allora ho scelto di godermelo un po’ il vostro successo, facendomi riempire il cuore dai vostri sorrisi dell’arrivo, dai visi sconosciuti ma uniti da quel traguardo comune, dalle facce stanche ma incredule, dai volti sudati ma felici: vi ho dato il cinque, vi ho fatto i complimenti, vi ho detto che siete state bravissime, ragazze, ce l’avete fatta, questa Lierac Beauty Run l’avete vinta tutte voi!

Aspettati gli ultimi arrivi, sono tornata dai miei figli e dal marito, dai miei Urban Runners, ho approfittato velocemente del ristoro e poi mi sono nuovamente sdraiata nelle mani di EcoLife e, nello specifico, di Serena che, piccolina ma potente, mi ha incredibilmente messo a posto il piriforme che mi faceva disperare da diversi giorni.

 

Insomma, una giornata perfetta in cui di più non avrei potuto chiedere, in cui ho ricevuto molto e, mi auguro, restituito altrettanto; della mia felicità non posso che ringraziare l’organizzazione impeccabile, Lierac, EcoLife, i miei compagni di avventura ma, soprattutto, ancora una volta, gli Urban Runners, la mia Squadra, che mi ha dato la possibilità di vivere questa esperienza da un punto di vista privilegiato, con un ruolo importante in cui mettermi alla prova, mai sola, ma anche questa volta affiancata da chi non ti lascia mai.

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La -mia- Nike Women’s 10K: WeRunMilano

E’ passata anche lei, la tanto attesa Nike Women’s 10k, l’anniversario dei miei primi 10 km, la gara che più di ogni altra avrei voluto correre insieme alle compagne storiche di Nike Training Club, alle ragazze degli allenamenti dei Red Snakes del martedì e giovedì, alle amiche neofite e a tutta la crew 100runninggirls, composta da più di 120 donne che hanno scelto di correre per divertirsi, mettersi alla prova e fare del bene.

Che non avrei corso mi era chiaro (qualcuno aveva scommesso che all’ultimo l’avrei fatto, in barba ai buoni propositi e a MagaMarina), che a ventiquattro ore dalla gara mi venissero magone, rabbia, sconforto, di nuovo magone, nervosismi e sensi di colpa perchè avevo promesso supporto ed entusiasmo alle amiche, non l’avevo del tutto previsto. Ho messo a fuoco i motivi per cui mi sentivo male: non avrei festeggiato il mio anniversario, non avrei avuto il confronto con l’anno precedente, ma soprattutto non avrei preso parte a quel qualcosa di straordinario che alla We Own The Night 2014 mi aveva fatto commuovere al traguardo tra le braccia di Giorgia, Ana e Natalia, non sarei stata insieme alle altre in una serata che, inspiegabilmente, ha qualcosa di unico e speciale. Poi ho messo a fuoco i motivi per cui sarei dovuta stare bene: come ambassador della crew 100runninggirls, non avrei potuto non incontrare le donne che ci hanno aiutato a raggungere (e superare!) il nostro obiettivo di raccolta fondi a favore di LILT, come amica non sarei potuta mancare all’abbraccio con le ragazze che ho convinto a partecipare e spronato in allenamento.

Come se dovessi correre anche io, ho infilato la mia bellissima tee -che con la maratona di sole e mare dello scorso weekend, stava benissimo con l’abbronzatura anticipata-, i miei NikePro neri e le mie Nike Flyknit e, legata la bicicletta in piazza Gae Aulenti, mi sono buttata nella mischia.

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Umore altalenante, con picchi di entusiasmo e lacrima facile ad alternarsi: le NTC girls che un anno fa hanno corso insieme per la prima volta i 10 km si sono ritrovate con Coach Daniel, stesso luogo e stessi sorrisi. La forza del gruppo e di quel qualcosa che, timorose, avevamo già vissuto insieme una volta, si è sentita nuovamente, nonostante ad oggi non tutte ci alleniamo in squadra.

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Poi è venuto il momento di incontrare la crew e il cuore è esploso: eravamo davvero tante, la crew più numerosa, e soprattutto quella più sorridente e desiderosa di “conoscersi”. Con il nostro fiocco rosa spillato sulla maglia della gara, tutte noi avevamo una motivazione in più per arrivare al traguardo: correre per altre donne.

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Non ho retto agli abbracci prima della partenza e sono rimasta ad asciugare le lacrime -promemoria: urge un mascara waterproof-, mentre il fiume arancione si avviava allo start. La piazza si è svuotata e, un po’ annebbiata, ho seguito i ragazzi dei Red Snakes che avrebbero supportato il team con striscioni e fischietti: è così che mi sono ritrovata, mio malgrado, alla partenza. Mi sentivo fuori luogo, per non essere all’interno delle transenne (più volte gli addetti mi hanno detto di sbrigarmi, chè a breve ci sarebbe stata la partenza) e per non essere neanche parte del gruppo dei ragazzi, vestita da corsa, ma ferma ai lati della strada.

Nel giro di pochissimi minuti, Yuri si è fatto trovare e Davide ci ha raggiunti: come promesso, affrontata abbastanza bene la partenza di migliaia di donne (c’è chi dice fossero 8.000, chi addirittura quasi 10.000), mi hanno fatto compagnia durante la gara. A noi si sono uniti altri ragazzi e Daniel, super Coach. Il risultato è stato quello di una piacevolissima serata, leggera e divertente; un occhio al bicchiere di vino ed uno all’orologio, e siamo andati in zona arrivo per incontrare le runner a fine corsa.

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Stremate dal caldo inaudito e da una corsa piuttosto faticosa, ho dovuto aspettare per vedere i primi sorrisi e le soddisfazioni del traguardo. Ho letto negli occhi di runner esperte la fatica e un po’ di delusione, negli occhi di neofite l’entusiasmo e la gioia della prima gara, al di sopra di qualsiasi problema organizzativo e sforzo fisico. Ho aspettato la crew, le NTCgirls, le DynamoGirls (non ce le vogliamo dimenticare, vero?!), Ilaria alla sua prima 10k, e sono stata felice di farlo.

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Ho atteso tutte, fino all’arrivo dell’ultima persona che sapevo di dover aspettare e, nel frattempo, ho avuto il piacere e la sorpresa di incontrare vecchie conoscenze, amicizie di un tempo, persone che mai avrei pensato che avrebbero iniziato a correre. Tutte mi hanno salutato con entusiasmo, mi hanno regalato un abbraccio e un breve racconto della loro gara. La cosa più emozionante di tutte è stato ricevere dei “grazie”, non solo da parte di chi ho incoraggiato apertamente e con intenzione, ma da chi, silenziosamente, in questi mesi, ha visto in me una motivazione per iniziare a correre. Mai avrei pensato di poter essere un esempio, io che corro per caso, nel modo sbagliato, io che corro un mese e sto ferma due per infortunio, io che non so come si fa, che sbaglio scarpe e non do retta ai consigli dell’ortopedico, io che non seguo la dieta del runner e mangio in modo sconclusionato, io che ogni volta ricomincio da capo, senza fiato e con le gambe pesanti.

E a mia volta, per me, adesso può esserci motivazione più forte di questa per riprendere presto?

Non ho portato a casa chilometri, nella mia Nike Women’s 10k, io ho portato a casa molto, molto, molto di più.

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We Run Rome 2014: molto più di 10 km

Non sono ancora sicura che sia successo davvero, che io abbia vissuto davvero tutto quel trambusto in poche velocissime ore.

La mia We Run Rome ha avuto come premesse lo stravolgimento di tutti i -pochi- piani, la conferma che dovessi provare a cavarmela da sola, ad improvvisare, a divertirmi e a lasciare che le cose accadessero, così come del resto è successo, nel modo più semplice, naturale e bello possibile.

we run rome, viaggio da sola

La mia We Run Rome è iniziata non con un passaggio in auto, ma con un Intercity che in sei puntualissime ore mi ha fatto arrivare a destinazione per l’ora di pranzo del 30 dicembre.
La mia We Run Rome è iniziata quando in stazione ho ritrovato M, uno “sconosciuto con cui diciassette/diciotto anni fa giocavo a biglie in spiaggia, durante le vacanze sull’Adriatico con i nostri genitori”, che mi ha ospitato, ma soprattutto gestito la vita. E anche la gara.
La mia We Run Rome è iniziata proprio nel momento in cui non ho pensato solo alla We Run Rome.

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We Run Rome: attesa, preparazione e (dis)organizzazione

Terminati i festeggiamenti per il gran compleanno, pur volendomi concentrare sul Natale imminente, inevitabilmente corro avanti verso la We Run Rome. Tra quindici giorni esatti.
Q U I N D I C I.  15.

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Ho già iniziato a non dormirci alcune settimane fa, a rimuginarci su, a immaginarmi come possa essere la città, la gara, la mia corsa, il mio stato d’animo, l’affrontare il tutto da sola.

Pur avendo origini romane da parte di nonna paterna, a Roma non sono mai stata (un minuto di vergogna). Al momento dell’iscrizione mi sono fatta prendere dal fascino della Città Eterna mai visitata, dagli echi storici, dal percorso “più suggestivo del mondo”, dimenticandomi completamente dei miei cinque anni di liceo classico, dei tre di lettere antiche, della laurea in letteratura latina, di Enea, Ascanio, di Romolo e Remo, della Lupa e dei sette maledettissimi colli su cui Roma è fondata.
Solo ieri sera, le battute sui sampietrini e sul percorso scosceso che sentivo da tempo si sono fatte concrete e mi si è palesato il vero Nemico.

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10KM Paris Centre: prima, durante, dopo.

Eccezionale, pazzesco, incredibile, troppo, oltre ogni immaginazione, surreale, meraviglioso: credo siano stati gli aggettivi più utilizzati durante questo weekend.

Le Dynamo Girls incontrano la crew Fast and Furious a Linate: cinque ragazze Nike al gate AirFrance vedono arrivare altre cinque ragazze innegabilmente Nike, impossibile non riconoscersi. Breve presentazione dell’altra crew: un team di amiche e atlete vere, di quelle che corrono sul serio -per tempi e distanze-, ma che si aspettano, si motivano, si incoraggiano; simpaticissime, casiniste, alla mano, che non te le mandano certo a dire da qualcun altro e, più di tutto, donne con le palle e un gran carattere. E’ stato subito gruppo.

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Arrivate a Parigi scopriamo per cenni il programma della giornata: nel pomeriggio ci aspetta una 5KM di riscaldamento; i tempi, tra spostamenti, check-in, ritrovo, sono strettissimi, il pranzo è al volo. L’euforia inizia a salire alle stelle, accompagnata dalla concitazione dei ritmi generali.

Categorie: Amicizia, Sport

-1: Ed è subito outfit

Quando ci sono arrivati i biglietti aerei, noi Dynamo -prese dall’entusiasmo- ci siamo precipitate a fare il check-in online.
Già, peccato che il check-in si possa fare a partire da 30 ore prima del volo e non da..9 giorni prima!

Stamattina però tutto è diventato ancora più concreto: ore 9.30 check-in di squadra effettuato, tutte vicine in areo, in file 3+2. Alla stessa ora, domani, ci incontreremo a Linate (per i fan, avremo anche qualche minuto per firmare autografi, ma forse meglio al rientro).

Siamo quindi passate all’operazione valigia: due giorni con programma a sorpresa, una serata, una corsa. Previsioni incerte: le più recenti prospettano pioggia sabato pomeriggio e in serata, bel tempo domenica. Un unico bagaglio a mano. Ci siamo sentite confuse

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Mi ha detto che…devo vincere!

La partenza per Parigi sarà anche la prima volta che lascerò i bambini per due giorni. In realtà, Nico ed io li abbiamo già lasciati qualche volta dai nonni, ma è stato diverso: un conto è dire che mamma e papà “devono andare a lavorare / hanno una riunione / devono sbrigare delle commissioni” (ok, ai bambini diciamo tendenzialmente la verità, ma so che Gaia non accetterebbe altrettanto di buon grado il nostro allontanamento se sapesse che è perchè usciamo a cena, andiamo a Firenze, andiamo alle terme..), un altro è dire che la mamma parte per due giorni e lascia loro e papà da soli. Siamo abituati a fare le cose tutti e quattro insieme, oppure a coppie (maschi/femmine, Gaia e papà/Luca e mamma, genitori/figli), mai separandoci tre/uno (è successo una volta, Luca era nato da poco e abbiamo voluto dedicarci solo a Gaia).

E’ arrivato quindi il momento di parlare con Gaia.

Categorie: Mi ha detto che, Sport

– 4 giorni: A Parigi con..

Continuano i preparativi per la 10 KM Paris Centre, l’evento della settimana.

Oggi, noi della #crewdynamogirls abbiamo stretto la mano a RarePartners che, in qualche modo, verrà con noi a Parigi.

RarePartners è una società non profit dedicata allo sviluppo di nuove terapie e strumenti diagnostici nel settore delle malattie rare e, soprattutto nella nostra prima run europea, noi Dynamo correremo anche per questa causa, nel cuore e..ai piedi!

Scoprirete tutti i dettagli nel corso del weekend più emozionante della stagione, continuate a seguirci sui social; aggiungiamo, per i più curiosi, l’hashtag ufficiale di RarePartners:

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Francesca, Marisol, Sara, Valeria, Veronica
#justdoit #CrewDynamoGirls #WeRunParis

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Conto alla rovescia, count down, compte à rebours!

Ci siamo, è arrivato il momento di iniziare ufficialmente il count-down!

Come dicevo, ha a che fare con l’estate trascorsa, con le amiche, con il mio ginocchio. Avevo specificato che ci sarebbe stata una data entro cui avrei voluto e dovuto essere in grande forma per un’esperienza irrinunciabile e, sicuramente, indimenticabile.

Quello che non avevo precisato è che riguarda anche gli allenamenti della mia #CrewDynamoGirls (questo il nome e l’hashtag ufficiali) che ad agosto ha superato le altre agguerritissime squadre che si sono allenate con l’applicazione NTC – Nike Training Club e con Nike+ Running, e che ha a che fare con un biglietto aereo, con una splendida capitale europea e, naturalmente, con Nike!

Categorie: Amicizia, Sport