Settembre

Oggi Luca ha ricominciato il nido, Gaia è tornata felicemente alla scuola materna, orgogliosa di essere non più una Bollicina di 3 anni, ma una Little Wave di 4 anni tra i suoi compagni di classe Acqua.

Oggi, quindi, è iniziato davvero settembre e con esso la vita di tutti i giorni.

Ho deciso che, se l’anno scorso ho affrontato pian piano piccoli cambiamenti di vita (alimentazione, attività sportiva, assestamento familiare con Luca finalmente “interattivo”, nuove amicizie..), quest’anno dovrà essere Meraviglioso. Le difficoltà non mancano mai, le insoddisfazioni neanche, ma voglio provare ad essere più positiva ed ottimista, sull’esempio di alcune splendide persone che da qualche mese riempiono la mia vita, cercando di raggiungere un pezzettino alla volta delle piccole conquiste.

C’è chi ad inizio anno (che per me è quello scolastico) si dà buoni propositi. Io voglio darmi degli obiettivi. La sottile differenza è che i propositi assomigliano a speranze, sogni, desideri; gli obiettivi prevedono una meta chiara e un percorso per raggiungerla (obiettivi SMART, sono ripetitiva).

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Delle meraviglie d’Abruzzo

Alzi la mano chi conosce l’Abruzzo.
Rettifico: alzi la mano chi dell’Abruzzo sa qualcosa di più dell’ “è una regione dell’Italia centrale, dovrebbe esserci il mare, ma forse no, però ci sono le montagne; il suo capoluogo è Pescara, anzi, L’Aquila, boh, ah sì L’Aquila, dove qualche anno fa c’è stato il terremoto. In Abruzzo si mangia bene.”

Io, fino all’estate scorsa, dell’Abruzzo non conoscevo nulla. Sono approdata nella provincia di Pescara per caso, cercando su gmaps una località di villeggiatura adatta anche a Luca di soli sei mesi, con un mare più invitante di quello della Riviera Romagnola e più vicino di quello splendido di Puglia/Calabria, e più economica delle Marche o della Toscana che, da preventivi, erano al di sopra del nostro budget familiare.

Nel 2013 ci siamo finiti per caso, nel 2014 siamo tornati per scelta.

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Il tempo, a Garda, per un attimo si è fermato

Sono stati giorni strani quelli trascorsi con Gaia e Luca a Garda. Sicuramente non facilissimi: da sola, con entrambi i bambini 24 ore su 24, nella campagna quasi selvaggia, con tante scoperte da fare e potenziali pericoli in cui incorrere, animali in regime di semi-libertà e passeggiate su un lungolago raggiungibile s-comodamente a piedi con una ripida discesa (leggi: al ritorno è una salita) di circa 20 minuti con passeggino, monopattino, acqua e viveri perché non si sa mai, salviette, macchina fotografica.

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Non-manuale di sopravvivenza

Non scriverò un manuale per aspiranti mamme, questo è certo. La mia collega Principessa e la collega in attesa dell’arrivo di Mattia (sì, finalmente il nome pare sia ufficiale) qualche giorno fa insistevano nel provare a convincermi a pubblicare una sorta di compendio per la sopravvivenza materna; inutile fare presente che di pubblicazioni ne esistono a migliaia e che non credo di avere particolari idee innovative da proporre: pare che vogliano suggerimenti proprio da me (hanno già anche promesso che acquisteranno a prezzo pieno svariate copie).

Dunque, ripeto, non scriverò un manuale per aspiranti mamme, ma dedico a loro questi 5 consigli che mi sento di dare ad una quasi neomamma, ad una futura neomamma (perché sì, lo so, anche la Principessa lascerà tornar fuori il suo istinto materno e prima di quanto lei stessa possa credere – ma non diciamolo al Principe) e a tutte coloro che cercano spunti per cavarsela con un bebè.

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Una promessa è una Promessa!

A volte crediamo in valori che non riusciamo a vivere come davvero nostri, abbiamo principi che spesso ci capita di tradire, ci diamo obiettivi che perseguiamo o raggiungiamo solo parzialmente; certo, se siamo sinceri con noi stessi, ci rendiamo conto di tutto ciò, ricominciamo con i buoni propositi, mettiamo impegno e riproviamo da capo.

Se poi siamo genitori, oltre ad avere una coscienza per noi stessi, vogliamo anche dare il buon esempio e insegnare qualcosa ai nostri figli, per cui ammettiamo gli errori e ricominciamo a perseguire ideali e morale in cui crediamo.

Su una cosa, però, non ci si può sbagliare: le promesse.
Le Promesse vanno mantenute!

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La moltiplicazione delle ore del giorno

Più di una volta, in più di un’occasione, mi sono sentita chiedere “ma come fai a far tutto?” (sì, più o meno come nel famoso libro poi diventato film). Lavoro d’ufficio full time, due pesti, un marito, una casa, da quest’anno allenamenti 2/3 volte a settimana, un semi-lavoretto di pasticceria per arrotondare nei weekend tra settembre e maggio, amici da non trascurare e ora il blog.

Bene, vi svelo il segreto. Anzi, la magia, il MIRACOLO:
Io sono in grado di moltiplicare le ore del giorno.

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Eccomi, ora inizio! Figli o lavoro?

Ciò che mi ha convinto e dato lo spunto per aprire il blog è stato un confronto di ieri con due mie colleghe: una, la bellissima Principessa che fa girare la testa a tutti –compresa mia figlia-, impegnata-ma-non-ancora-Fidanzata; l’altra, innamorata ciecamente del proprio maritino e Futura Mamma di un bimbo dal nome ancora incerto che nascerà in autunno.

Maternità e lavoro, non un tema facile nè semplificabile, spesso ricorrente e per tanti punti di vista diversi.

Ieri pomeriggio si parlava di mamme che tornano al lavoro subito dopo la nascita dei figli, mamme che rientrano dopo qualche mese, mamme che ricominciano  dopo l’ultimo giorno disponibile di maternità/ferie/permessi; ancora, mamme che riprendono con orario ridotto, mamme che non ritornano affatto. E’ chiaro che ogni scelta possa essere dettata da necessità o da intenzione, ma è di questo secondo caso che si discuteva.

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