Verso la Stramilano: la soglia dei 17 km

Mancano due mesi scarsi alla Stramilano e io continuo ad allenarmi: due volte a settimana con i Red Snakes e una volta nel weekend per un “lungo” con Francesca, o da sola, ma con aggiornamento reciproco costante da parte di entrambe. Per ora, anche la tibia regge bene, sembra che riesca a sopportare anche le

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Un anno fa, la prima corsa. Tra due mesi una mezza maratona?

Un anno fa ho iniziato a pensare di provare a correre. A dirla tutta, già nel mese di agosto 2013, per non vanificare i risultati degli allenamenti BootCamp alle 7 del mattino tre volte a settimana per tutto luglio, avevo tentato qualche uscita all’alba, sul lungomare: sette/otto chilometri, un po’ correndo, un po’ camminando, un po’ fermandomi…

Un anno fa, per la prima volta, ho iniziato a correre e a registrare le mie run su Nike+.

prima run della mia vita running ultima run 13 km running

Ho corso senza costanza, circa una volta ogni due settimane, su distanze intorno ai 5 km. A marzo mi sono iscritta alla We Own The Night, ad aprile ho corso una sola volta in tutto il mese e per soli 6 km, poi ho aggiunto 1 km per ogni settimana di maggio. Il 30 sera ho corso i miei primi 10 km, e anche consecutivamente, senza fermarmi.

Poi non ho più smesso.
All’inizio è stato per l’euforia dell’avercela fatta, poi è diventata

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We Run Rome 2014: molto più di 10 km

Non sono ancora sicura che sia successo davvero, che io abbia vissuto davvero tutto quel trambusto in poche velocissime ore.

La mia We Run Rome ha avuto come premesse lo stravolgimento di tutti i -pochi- piani, la conferma che dovessi provare a cavarmela da sola, ad improvvisare, a divertirmi e a lasciare che le cose accadessero, così come del resto è successo, nel modo più semplice, naturale e bello possibile.

we run rome, viaggio da sola

La mia We Run Rome è iniziata non con un passaggio in auto, ma con un Intercity che in sei puntualissime ore mi ha fatto arrivare a destinazione per l’ora di pranzo del 30 dicembre.
La mia We Run Rome è iniziata quando in stazione ho ritrovato M, uno “sconosciuto con cui diciassette/diciotto anni fa giocavo a biglie in spiaggia, durante le vacanze sull’Adriatico con i nostri genitori”, che mi ha ospitato, ma soprattutto gestito la vita. E anche la gara.
La mia We Run Rome è iniziata proprio nel momento in cui non ho pensato solo alla We Run Rome.

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We Run Rome: attesa, preparazione e (dis)organizzazione

Terminati i festeggiamenti per il gran compleanno, pur volendomi concentrare sul Natale imminente, inevitabilmente corro avanti verso la We Run Rome. Tra quindici giorni esatti.
Q U I N D I C I.  15.

we run rome iscrizione

Ho già iniziato a non dormirci alcune settimane fa, a rimuginarci su, a immaginarmi come possa essere la città, la gara, la mia corsa, il mio stato d’animo, l’affrontare il tutto da sola.

Pur avendo origini romane da parte di nonna paterna, a Roma non sono mai stata (un minuto di vergogna). Al momento dell’iscrizione mi sono fatta prendere dal fascino della Città Eterna mai visitata, dagli echi storici, dal percorso “più suggestivo del mondo”, dimenticandomi completamente dei miei cinque anni di liceo classico, dei tre di lettere antiche, della laurea in letteratura latina, di Enea, Ascanio, di Romolo e Remo, della Lupa e dei sette maledettissimi colli su cui Roma è fondata.
Solo ieri sera, le battute sui sampietrini e sul percorso scosceso che sentivo da tempo si sono fatte concrete e mi si è palesato il vero Nemico.

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Io non so se è proprio amore (faccio ancora confusione)

Ci siamo, dicembre è alle porte e quest’anno sarà più impegnativo che mai.

Tra meno di dieci giorni sarà il mio compleanno, non uno qualunque, ma quello della cifra tonda, del cambio di decade, della fine degli sconti ai musei anche su presentazione del vecchio tesserino universitario, dell’inaccessibilità delle promozioni delle compagnie telefoniche dedicate ai ragazzi e giovani fino a..
Sarà il compleanno dei TRENTA e per il mio trentesimo anno di vita ho in mente grandi cose: se anagraficamente accuso il colpo, mai prima d’ora mi sono sentita così energica, attiva, con la voglia e la possibilità di dedicarmi a diversi progetti.

Un passo alla volta, cominciando dalle scarpe giuste, da una giacca antivento-antipioggia-traspirante-catarifrangente regalo di compleanno anticipato e dal mio Ortopedico o, come l’ha chiamato una mia amica, Ortofigo (e già qua..). Bene, dopo averlo tempestato di e-mail per due mesi, e dopo aver sognato ripetutamente nell’ultima settimana suoi rimproveri, visite annullate, referti senza speranza, stasera c’è stato il verdetto, anzi, si è accesa una piccola luce di speranza. Tralasciando la sindrome della BIT (bilateralmente) e risonanze magnetiche per verificare lo stato dell’esito della frattura di agosto, l’Ortofigo si è lasciato sfuggire -caro dottore, scripta manent e io continuo a rileggere il referto post-visita- che mi è concessa la ripresa.

Mentre il mio sorriso di allargava a dismisura, il dottore si è sentito in dovere di aggiungere, in più momenti:

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Paura? Via, di corsa!

Ma tu non hai paura a correre all’alba?
No. Anzi, sì.
Non è meglio la sera?
No. Anzi, non c’è un “meglio”.

La verità è che Irene stava correndo lungo il Naviglio in pieno giorno, quando tre, forse quattro, bastardi l’hanno aggredita appena si è fermata a bere ad una fontanella.

La verità è che tutte noi corriamo in luoghi e momenti diversi, ma le molestie che subiamo sono le stesse. “Molestie”, sì, perché i commenti di cattivo gusto, gli apprezzamenti bisbigliati, gli sguardi viscidi, gli inviti non richiesti sono molesti; sono inopportuni, ci importunano.

Le molestie non risparmiano nessuna, in questo caso non c’è discriminazione: colpiscono le donne belle, le donne carine, quelle meno belle; quelle magre, quelle in carne, alte, basse, vestite con abbigliamento tecnico o con tute da casa, in bra sportivi o felpe ingombranti, le ragazzine come le donne meno giovani.

Quando esco per andare a correre o ad allenarmi, che ci sia luce o buio,

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Ottobre e novembre, tra regali e dolori

“Ma tu, in che giorno posti sul blog?”
“Boh, quando ho qualcosa da dire!”

Forse non è il modo corretto per tenere un blog che abbia un discreto seguito, ma per me funziona così, l’avevo premesso. Le giornate sono sempre di ventiquattro ore, le cose da fare invece si moltiplicano.

Anche per questo, mancano dieci giorni alla fine di ottobre, novembre incombe e ancora non ho messo a fuoco il mio mese. Gli obiettivi di settembre sono stati centrati in pieno, con routine nuovamente consolidate e positività ai massimi storici.

Ad ottobre mi sono fatta un grande regalo: un nuovo lavoro, con un nuovo team compatto e produttivo, in una start-up!
Ho salutato la solida agenzia per il lavoro che mi ha fatto da casa per alcuni anni, le colleghe con cui ci si è ripromesse di rimanere in contatto, e ho accettato la sfida di provare a cambiare un pezzettino del mondo in cui viviamo, cominciando dall’inserimento dei disabili in contesti lavorativi.

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Corsa della Speranza 2014

In settimana ho scritto una mail al mio ortopedico. Gli ho confessato che “mio malgrado(!) ho dovuto correre 5+10 km a Parigi”, l’ho implorato di “non sgridarmi troppo duramente” e gli ho chiesto se, con qualche settimana di anticipo, alla luce della buona reazione della mia tibia, potessi riprendere ad allenarmi “senza esagerare”.

Con molta eleganza e soltanto due punti esclamativi a sottolineare che non era proprio il caso che corressi, dopo cinque settimane di immobilità, 15 km in due giorni, mi ha dato il via libera e mi ha augurato buone corse, naturalmente raccomandandosi di non strafare e prospettandomi i rischi di un secondo sovraccarico.

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10KM Paris Centre: prima, durante, dopo.

Eccezionale, pazzesco, incredibile, troppo, oltre ogni immaginazione, surreale, meraviglioso: credo siano stati gli aggettivi più utilizzati durante questo weekend.

Le Dynamo Girls incontrano la crew Fast and Furious a Linate: cinque ragazze Nike al gate AirFrance vedono arrivare altre cinque ragazze innegabilmente Nike, impossibile non riconoscersi. Breve presentazione dell’altra crew: un team di amiche e atlete vere, di quelle che corrono sul serio -per tempi e distanze-, ma che si aspettano, si motivano, si incoraggiano; simpaticissime, casiniste, alla mano, che non te le mandano certo a dire da qualcun altro e, più di tutto, donne con le palle e un gran carattere. E’ stato subito gruppo.

we run paris nike crew

Arrivate a Parigi scopriamo per cenni il programma della giornata: nel pomeriggio ci aspetta una 5KM di riscaldamento; i tempi, tra spostamenti, check-in, ritrovo, sono strettissimi, il pranzo è al volo. L’euforia inizia a salire alle stelle, accompagnata dalla concitazione dei ritmi generali.

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-1: Ed è subito outfit

Quando ci sono arrivati i biglietti aerei, noi Dynamo -prese dall’entusiasmo- ci siamo precipitate a fare il check-in online.
Già, peccato che il check-in si possa fare a partire da 30 ore prima del volo e non da..9 giorni prima!

Stamattina però tutto è diventato ancora più concreto: ore 9.30 check-in di squadra effettuato, tutte vicine in areo, in file 3+2. Alla stessa ora, domani, ci incontreremo a Linate (per i fan, avremo anche qualche minuto per firmare autografi, ma forse meglio al rientro).

Siamo quindi passate all’operazione valigia: due giorni con programma a sorpresa, una serata, una corsa. Previsioni incerte: le più recenti prospettano pioggia sabato pomeriggio e in serata, bel tempo domenica. Un unico bagaglio a mano. Ci siamo sentite confuse

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