C’era una volta Kamal

Nella giornata internazionale della disabilità, vi voglio raccontare una storia: non è una favola di fantasia, è una storia vera, fatta di pregiudizi, fatiche, speranze, incontri stupefacenti e, ancora, in cerca di un lieto fine. E’ la storia di Kamal (nome di fantasia), che ho incontrato personalmente pochi giorni fa, in un colloquio in cui

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Mi ha detto che…
Ma tu che lavoro fai?

Fine luglio, il prolungamento di asilo nido di Luca e materna di Gaia -che a Milano, per le strutture comunali, si chiamano “centri estivi”– termina di martedì. Le ferie di mamma e papà cominciano il venerdì sera, ed ecco che si ripropone la formula vincente “Luca dal nonno Totò, Gaia in ufficio con la mamma”.

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Milano Marathon 2015: una staffetta per le malattie rare

Mesi fa, quando con le DynamoGirls e Nike ho partecipato alla We Run Paris, ho conosciuto Marcella e RarePartners, una onlus a sostegno delle persone affette da malattie rare, che  promuove  lo sviluppo di nuove terapie e strumenti diagnostici: ci hanno messo le ali ai piedi e noi ragazze siamo partite per la nostra avventura oltre

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Gaia in Jobmetoo: il primo confronto con la disabilità.

Carnevale: scuole chiuse, bambini a casa, genitori in ufficio e nonni che possono gestire fino ad un certo numero di nipoti contemporaneamente. Per fortuna, in Jobmetoo si è attenti alle persone, ai nostri candidati così come ai dipendenti; con la mentalità giovane, aperta e la flessibilità che ci contraddistinguono, non potendo lavorare da casa per

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Riflessioni sparse di una trentenne

I trent’anni sono compiuti, mi ritrovo con una laurea e un master remoti, nove anni di lavoro da dipendente accumulati, moltissime persone conosciute e transitate nella mia vita, un marito e due figli. Sì, ho compiuto trent’anni, ne sono sicura, non quaranta. Ed ecco le mie brevi riflessioni, considerazioni e scoperte di questa mia nuova

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Figli e lavoro, figli al lavoro

Era il 2009 quando per la prima volta ho sentito parlare dell’iniziativa Bimbi in Ufficio con Mamma e Papà (ex Festa della Mamma che lavora) promossa dal Corriere della Sera e con svolgimento, tradizionalmente, nel mese di maggio: l’azienda in cui all’epoca lavoravo aderiva, pur senza organizzare nulla di specifico, e quell’anno alcune colleghe mamme avevano portato i loro piccoli a conoscere il luogo di lavoro e a condividere una merenda.

Nel 2012 ho partecipato anche io, ormai in un’altra azienda, alla mia prima giornata Bimbi in Ufficio insieme a Gaia:

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Ottobre e novembre, tra regali e dolori

“Ma tu, in che giorno posti sul blog?”
“Boh, quando ho qualcosa da dire!”

Forse non è il modo corretto per tenere un blog che abbia un discreto seguito, ma per me funziona così, l’avevo premesso. Le giornate sono sempre di ventiquattro ore, le cose da fare invece si moltiplicano.

Anche per questo, mancano dieci giorni alla fine di ottobre, novembre incombe e ancora non ho messo a fuoco il mio mese. Gli obiettivi di settembre sono stati centrati in pieno, con routine nuovamente consolidate e positività ai massimi storici.

Ad ottobre mi sono fatta un grande regalo: un nuovo lavoro, con un nuovo team compatto e produttivo, in una start-up!
Ho salutato la solida agenzia per il lavoro che mi ha fatto da casa per alcuni anni, le colleghe con cui ci si è ripromesse di rimanere in contatto, e ho accettato la sfida di provare a cambiare un pezzettino del mondo in cui viviamo, cominciando dall’inserimento dei disabili in contesti lavorativi.

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Eccomi, ora inizio! Figli o lavoro?

Ciò che mi ha convinto e dato lo spunto per aprire il blog è stato un confronto di ieri con due mie colleghe: una, la bellissima Principessa che fa girare la testa a tutti –compresa mia figlia-, impegnata-ma-non-ancora-Fidanzata; l’altra, innamorata ciecamente del proprio maritino e Futura Mamma di un bimbo dal nome ancora incerto che nascerà in autunno.

Maternità e lavoro, non un tema facile nè semplificabile, spesso ricorrente e per tanti punti di vista diversi.

Ieri pomeriggio si parlava di mamme che tornano al lavoro subito dopo la nascita dei figli, mamme che rientrano dopo qualche mese, mamme che ricominciano  dopo l’ultimo giorno disponibile di maternità/ferie/permessi; ancora, mamme che riprendono con orario ridotto, mamme che non ritornano affatto. E’ chiaro che ogni scelta possa essere dettata da necessità o da intenzione, ma è di questo secondo caso che si discuteva.

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