Avventura a sorpresa a Legoland!

Domenica sera, di rientro da Jesolo, i bambini, che sarebbero volentieri rimasti al mare, iniziavano a portarsi avanti chiedendo i programmi per il weekend successivo.

Niente. Purtroppo ci tocca un convegno di lavoro in Germania, una roba noiosissima, solo adulti, in cui papà ci ha trascinati, facendo sì che anche io debba tenere uno speech durante la conferenza principale, senza tenere conto che noi parliamo italiano, ce la caviamo con l’inglese, ma di tedesco conosciamo giusto i termini per indicare cestino dell’immondizia, grazie, dissenteria. Però in Germania si mangiano i wurstel; come dite? Volendo, anche in Italia? Sì, ma che ci posso fare io, non è che io sia felice di dover andare per forza. No, non potete restare dai nonni e mandare solo me e papà, i nonni hanno da fare per la casa nuova. Ci andremo tutti, fine della discussione. Si parte giovedì mattina presto, si ritorna domenica pomeriggio.

Nulla di tutto ciò era vero: Barbara ed io a febbraio avevamo già prenotato la nostra prima vacanza insieme, in otto, a Legoland, inizialmente con l’idea che per tutti e 4 i bambini fosse una sorpresa non solo la meta, ma anche il fatto di essere insieme. Per noi, poi, sarebbe stata la prima vacanza con amici e, dalla mia, volevo regalare, in aggiunta, un effetto sorpresa.

Tralasciando le tensioni dell’ultimo minuto, gli impegni e gli imprevisti, una valigia -la mia, ovviamente- che sarebbe rimasta a Milano, finalmente si parte e, in quel momento, alla fine, gli unici a non conoscere la verità sono Gaia e Luca. Ci troviamo, apparentemente per caso, di fronte ad un bancomat e mentre Nico preleva, i bambini si salutano.

Anche voi partite? Dove andate? Ah, in Germania. Anche noi! Dove? Noi a Legoland, yeah!, voi? Sgrunt. Noi ad un convegno. Sgrunt. Noiosissimo. Sgrunt.

Barbara mi guarda male, disapprova, ma io pregusto la sorpresa che avranno dopo 5 ore di macchina, anzi, di viaggio insieme, visto che “il nostro navigatore non funziona, possiamo seguirli fino in Germania, poi ci arrangiamo”. I bambini si chiamano da una macchina all’altra con un walkie talkie.

Arriviamo a Gunzburg, anzi, a Legoland: i miei, distratti a far casino in auto, si perdono i cartelli all’uscita dell’autostrada e si accorgono della destinazione solo all’ultima rotonda di ingresso, con costruzioni in mattoncini. Inaspettatamente non realizzano, sono ancora convinti che saluteremo gli amici nel parcheggio, per poi proseguire per il grigissimo hotel tedesco. Non è così, scesi dall’auto, sveliamo i piani: Gaia, su cui puntavo tutto, ha una reazione composta, contenuta, trattenuta dalla presenza degli altri (mi ringrazierà e abbraccerà più tardi, quando saremo sole io e lei), Luca non vede l’ora di entrare.

Barbara&Co hanno scelto la casetta a tema Egizi, noi il campeggio nella botte – molto bella ma non comodissima per me e Nico che dormiamo sulle panche della zona giorno adattate a letti, Stupendameravigliosachefigatamanonsidicechefigata per i bambini nel matrimoniale sul soppalco. In entrambe le soluzioni, troviamo una scatola con Lego con cui i bambini iniziano a costruire. 

      

L’Holiday Village è bellissimo, pieno di playground a tema e di animali o personaggi costruiti con i mattoncini tra le casette, il campeggio e il castello. I bambini iniziano ad andare su di giri e a caricarsi per il giorno successivo.

 

Venerdì, primo ingresso al parco. Siamo strutturati così: 2 papà, 2 bambini sopra i 122 cm, 1 bambino sopra i 110 cm e 1 bambino sopra i 104 cm, 1 mamma (sopra i 150 cm) e un’altra mamma non particolarmente a proprio agio su attrazioni da parco divertimenti. Sarà lei, Barbara, a studiare il parco e a strutturare il giro-giostre per noi che ci lanciamo intrepidi sui giochi: incredibile, ma già in un solo giorno, complice il fatto che sia un feriale, riusciamo a fare tutto, ad eccezione dell’area Ninjago che riserviamo come inizio per il giorno successivo.

 

Il parco si gira facilmente, in ogni angolo ci sono costruzioni e ambientazioni Lego incredibili, si è veramente in un mondo LEGO. Ci sono due ingressi: per chi alloggia nel villaggio, come noi, c’è un ingresso diretto, “dal retro”, dal lato opposto a quello principale da cui accederemo il secondo giorno. Le attività sono diverse, tra attrazioni, playground, aree gioco con Lego da montare e show vari. In generale, l’area è suddivisa per zone tematiche: Lego City, Knights’ Kingdom, Imagination, Adventure Land, Pirate Land e Lego X-treme.

Per quello che riguarda le attrazioni, è un parco a mio avviso prettamente per bambini: gli adulti che cercano il brivido, non vale la pena che lo cerchino a Legoland (anche se su alcune attrazioni, come Bionicle/ Power builder o Flying Ninjago, ci si fa volentieri più di un giro. Flying Ninjago è, per intenderci, l’unica attrazione in cui il limite di altezza è 140 cm). C’è un po’ di tutto: attrazioni per i più piccoli – Luca è impazzito per un safari tra animali Lego, o sul circuito di macchinine da guidare, o sulla barca da condurre in acqua, come sulla ruota panoramica che su di lui ha sempre un certo fascino-;

attrazioni classiche -come montagne russe (diversi tipi), tazze che girano (che poi non sono tazze, ma ci capiamo sul tipo di gioco), trenini, tronchi, galeone dei pirati, piramide egizia;

 

giochi d’acqua vari; Miniland, una zona con riproduzione di città o luoghi caratteristici completamente in Lego, con monumenti, scene, meccanismi e personaggi stupefacenti, un’area Star Wars, un’area Calciatori;  

   

giochi particolari come il playground Playmobil (con possibilità di giocare con l’acqua), una sorta di basso Space Vertigo in cui si sale a coppie tirando una corda e in cui si precipita quando e per quanto si vuole, lasciando la stessa corda (il più bello da fare con Luca)

e, infine, il nuovissimo Lego Ninjago World.

Grazie a Netflix, i miei figli sanno tutto sui ninja e sullo spinjitsu: tutti abbiamo sfidato gli elementi, sia con giochi all’aperto, sia in un’attrazione in 3d. Dotati di occhialini appositi, siamo entrati su navette Ninja da 4 posti che percorrevano un percorso su binari; ognuno alla propria postazione, ha dovuto combattere con mosse ninja i vari cattivi in 3d che ci ostacolavano; alla fine del gioco, controllato il punteggio ottenuto da ognuno di noi, abbiamo ricevuto i complimenti di Sensei Wu e della sua squadra. Ecco, io avrei rifatto il gioco a ripetizione per non so quante volte. 

  

Non abbiamo rinunciato ad uno spettacolo in 4D (il primo per Luca) a tema Nexo Nights, ad una visita al Legoland SeaLife (più che i pesci, attraggono le riproduzioni lego che si scorgono tra gli scogli in acqua) e ad una visita alla “fabbrica” dei Lego, un breve percorso che mostra come vengono prodotti i mattoncini e che termina in un’area in cui è possibile assemblare (e acquistare) le proprie mini-figure a piacimento. 

In definitiva, per sintetizzare le attrazioni più belle, dopo un breve estemporaneo sondaggio in famiglia, ecco le nostre preferenze, cioè, ciò che vi consigliamo di non perdervi:

– Gaia: Power builder (Bionicle)
– Luca: Caccia al drago (piccole montagne russe nell’area Nexo Knights) e Kids Power Tower (lo Space Vertigo per bambini nell’area Imagination). 
– papà Nico: The Project X 
– mamma Vale (io): Ninjago ride, per trasformarci in Ninja

In generale, dopo due notti all’Holiday Village, in direzione Bregenz, abbiamo dato l’arrivederci al parco: difficilmente torniamo due volte negli stessi posti, ma chissà che non si pensi di fare un confronto con Legoland Billund prima o poi!

Poche info utili:
Per chi: potenzialmente per tutti coloro appassionati dei Lego, ma a mio avviso prevalentemente per bambini fino ai 12 anni (più che altro perchè le attrazioni non offrono quel brivido che possono offrire, ad esempio, quelle di Gardaland).
Il parco, se non c’è una grande affluenza, si riesce potenzialmente a girare in una sola giornata; il viaggio in auto dall’Italia è di 4 ore e mezza circa, vale la pena pernottare e trascorrere due giorni tra le attrazioni.
Orari: dipendono dalla stagione, in ogni caso le attrazioni, tutte, chiudono un’ora prima della chiusura del parco (l’abbiamo scoperto in loco).
Pernottamento: rimanere nel villaggio residenziale (Holiday Village) del parco è bellissimo e comodo, ne vale decisamente la pena (e la spesa). Di può scegliere tra l’alloggio nel castello, le villette a tema, il campeggio in botte, il campeggio libero, con listini prezzo e servizi inclusi differenti. 
Pasti: nel villaggio le opzioni non sono molte, o meglio, non sono particolarmente diversificate; noi abbiamo optato per le cene a buffet a prezzo fisso che, seppur care, sommato tutto abbiamo stimato possano costare non più di 5 € a testa rispetto alla portata unica. Durante il giorno, invece, nel parco si trova di tutto, tra ristoranti e baracchini. Per la colazione, era compresa, anche se noi della botte eravamo in una sala più piccola a latere rispetto a quella principale per gli amici in villetta: in ogni caso, buffet continentale soddisfacente.
Negozi LEGO: si trovano ovunque nel parco; per quello che riguarda i prezzi, sono gli stessi che si possono trovare, ad esempio, nel Lego Store di Milano o su internet. Noi abbiamo acquistato, nello specifico, nel negozio all’uscita dalla fabbrica, in cui abbiamo assemblato le nostre minifigure fantasiose, nel negozio a tema Ninjago, in cui abbiamo assemblato le minifigure di due ninja oltre a Sensei Wu e Python, e nel negozio di fianco all’ingresso principale in cui, oltre a due scatole da montare, mi sono regalata anche io degli stampi in silicone a tema.

Categorie: Viaggi, Vita da mamme

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