Lapponia, parte 2: suggerimenti e indicazioni utili per un viaggio low cost fai-da-te con bambini.

Ci ho messo un po’, ma finalmente -dopo il diario di viaggio che avete letto in tantissimi- eccomi qua con i consigli per l’organizzazione di un viaggio fai da te in Lapponia.

Alcune premesse, perchè possiate subito capire se andare avanti a leggere o se non fa al caso vostro:

– Nel mio caso, si tratta di un viaggio 2 adulti + 2 bambini, ma i suggerimenti potrebbero essere utili anche per single, coppie o famiglie e gruppi più numerosi

– I nostri figli, quasi 3 e quasi 6 anni, sono cresciuti adattandosi e imparando a viaggiare con noi. Il che significa che adorano prendere l’aereo così come reggono i lunghi viaggi in auto: non sono dotati di tablet, giocano tra loro o ascoltano le fiabe sonore (sì, quelle che ascoltavamo anche noi da piccoli e che ho recuperato su internet e messo su un supporto ascoltabile in auto) o canzoni, o giochiamo insieme (ad esempio: arriva un bastimento carico carico di.., chi vede più smart o mini, in Lapponia chi avvista più renne etc..). Viaggio è anche il tragitto che si percorre per spostarci da una località all’altra, guardandoci attorno e stando insieme, a maggior ragione in un posto stupendo come la Lapponia in cui non è difficile rimanere incantati dai paesaggi. Cresciuti in “tabella”, Gaia e Luca sono comunque in grado di adattarsi agli orari, quindi si mangia quando si riesce e quello che c’è, si dorme quando mamma e papà dicono che è ora di dormire. Siamo stati un po’ bravi e anche molto fortunati, me ne rendo conto. Se non avete figli pazienti, optate per soluzioni più comode della nostra.

– E’ fondamentale ammettere che esistono viaggi organizzati e pacchetti già pronti sicuramente più comodi di quanto abbiamo fatto noi, ma molto, molto, dico MOLTO dispendiosi in termini economici. Ciò che ha consentito che ci regalassimo una settimana in Lapponia è stato il fai-da-te low cost. Low cost, nel nostro caso, ha portato con sè la scelta di un lungo viaggio in auto invece di un volo diretto 1.400 € a testa, la prenotazione degli alloggi più economici fra quelli disponibili e una certa flessibiltà e capacità di adattamento in loco, ad esempio, per quello che riguarda i pasti.

Detto questo, iniziamo con le indicazioni, prendendo spunto dalle domande di molti di voi.

Quando partire: quando vi pare. Noi abbiamo scelto la settimana dal 2 al 9 gennaio per motivi di incrocio scuole chiuse-periodo lavorativo in cui fosse possibile scegliere le ferie, e perchè, volendo andare in inverno e godere dell’atmosfera natalizia, era una settimana non ancora troppo lontana dall’arrivo di Babbo Natale con i regali e allo stesso tempo più economica delle precedenti. Siamo curiosi di tornarci, prima o poi, in estate.

Quando prenotare: il prima possibile. Non ho scoperto certo l’acqua calda, tutti sanno che prima si prenota, più si risparmia. Noi abbiamo prenotato voli e alloggi a ottobre per gennaio e ci siamo subito resi conto che per i voli avremmo potuto trovare di meglio anche solo un mese prima, mentre per gli alloggi la maggior parte delle soluzioni era già al completo.

Come prenotare: dopo aver letto blog, diari di viaggio, siti turistici e guide online, frequentato e partecipato a forum, comparato offerte, portali vari etc, alla fine ci siamo rivolti per i voli a skyscanner, per gli alloggi a booking (+ contatto diretto per il b&b di Rovaniemi, trovato tramite google).
Per quanto riguarda gli alloggi, a parità di prezzo, abbiamo opzionato un paio di scelte in contemporanea tra quelli con possibilità di annullare all’ultimo momento: in questo modo, abbiamo potuto decidere con più calma la soluzione migliore, una volta pianificati i dettagli del viaggio (avendo comunque bloccato il prezzo).
Noleggio auto: Hertz, prenotata online dall’Italia con richiesta di seggiolini per i bambini.
Per le escursioni suggeriamo di prenotarle dall’Italia prima di partire: ricordate che avete sempre la possibilità, oltre che di annullarle all’ultimo (non dovete pagare nulla, solo confermare con nominativo a mezzo mail), di negoziare e concordare eventuali esigenze specifiche. Ad esempio, mi sono confrontata sulla miglior soluzione per rendere fattibile, da un punto di vista climatico, l’escursione sulla slitta con gli Husky per Luca, per il quale non avevano la tuta termica della sua misura.
Da un punto di vista organizzativo, io che ero alla mia prima esperienza di fai-da-te con bambini all’estero- ho pianificato tutti i dettagli, calcolando anche margini di flessibilità oraria, imprevisti e cose da definire in loco (ad esempio dove avremmo cenato), in un planning maniacale in excel, che si è poi rivelato, oltre che indispensabile, perfetto e preciso (ma questa è autocelebrazione). Non vi dico di fare come me, ma suggerisco comunque una minima pianificazione delle tappe e prenotazione delle attività prima di partire.

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Itinerario e altre tappe:
Giorno 1) Milano-Helsinki: volo con scalo di 45 minuti e cambio aeromobile a Francoforte
Giorno 2) Helsinki-Rovaniemi: in auto, 815 km circa, in tirata unica
Giorni 3-4) Rovaniemi
Giorno 5) Rovaniemi-Salla con tappa a Ranua: in auto, in tirata unica
Giorno 6) Salla
Giorno 7) Salla-Helsinki: in auto, 915 km circa, in tirata unica
Giorno 8) Helsinki-Milano: volo con scalo di 45 minuti e cambio aeromobile a Zurigo

Ci sarebbe piaciuto inserire, al posto di Salla, Kemi, che avrebbe anche ridotto la durata del viaggio di rientro su Helsinki; a Kemi ogni anno si può visitare un castello di neve e ghiaccio ed effettuare una splendida escursione sulla rompighiaccio Sampo Icebreaker, con sosta per immergersi e fare il bagno, adeguatamente isolati termicamente, nel mare ghiacciato. Purtoppo quest’anno il castello, a causa delle alte temperature, sarebbe stato costruito solo a fine gennaio e, per quanto riguarda la rompighiaccio, aveva dei costi proibitivi per le nostre tasche (circa 800€ in totale), ed ecco perchè abbiamo deciso di cambiare tappa e volgere al confine russo.

Altra tappa da aggiungere in estate o in inverno se senza bambini è l’Oulanka National Park, che abbiamo rimandato a seconda visita. Con il senno di poi, meglio così: tra le difficoltà di visitarlo con i bambini nella neve e le bassissime temperature, ne avremmo goduto davvero in minima parte.

Altre due tappe di località note che potreste prendere in considerazione sono Ivalo e Levi (nota località sciistica).

Che temperature ci sono? Si patisce il freddo? Nel mese di gennaio le temperature esterne oscillano tra i -20 e i -40 gradi, a seconda delle zone; a Rovaniemi il giorno dell’arrivo siamo stati accolti da -17 gradi, per ripartire con -25, a Salla siamo arrivati con -38 gradi. Sì, fa freddo: sarà anche freddo secco e non freddo umido -come leggerete su molti diari di viaggio- ma si sente eccome; nella nostra breve esperienza, fino ai -30 eravamo ben attrezzati, nella giornata dei -35 gradi abbiamo sofferto un po’, soprattutto alle dita delle mani e dei piedi. Il suggerimento è quello di non pianificare intere giornate all’aperto, ma prevedere delle soste al chiuso da qualche parte (e verificare che in the middle of nowhere ci siano opportunità di rifugio al coperto). Al contrario, abitazioni e locali sono fin troppo riscaldati: per intenderci, si vive in maglietta.

Come ci si veste? Ma ti danno “loro” l’occorrente? Noi siamo partiti con tutto l’occorrente per sopravvivere in Lapponia (serenamente fino a -30 gradi, con fatica a -35/38), quando abbiamo fatto l’escursioni ci hanno poi fornito, in aggiunta, delle tute termiche da indossare sopra il nostro abbigliamento. Come erano vestiti i bambini: calza di cotone (assorbe il sudore), due paia di calze di lana al ginocchio (tengono caldo), pantaloni termici Decathlon, due maglie termiche Decathlon, micro pile Decathlon, pile Decathlon, tuta da sci, guanti con pile all’interno (fondamentale), sciarpa, passamontagna Decathlon, cappello imbottito e con pelo Decathlon. Noi, io in particolare, ho rinunciato ad un paio di calze di lana, ai pantaloni termici, al pile e al passamontagna.
Osservazioni utili:
* I guanti con le manopole invece che con le dita separate sono preferibili, non ci credevo, ma è così.
* Per quello che riguarda le scarpe o doposci, vi passo un concetto fondamentale: le calze devono tenere caldo, le scarpe proteggere e tenere all’asciutto: quindi, per il calore, pensate alle calze, per le scarpe cercatele con una buona impermeabilità (più che imbottitura).
* Esistono da Decathlon delle bustine adesive (tranne quelle per le mani, che basta tenere in mano o inserire nei guanti) scaldacorpo, scaldapiedi, scaldamani. Compratele, soprattutto per i bambini: a parte gli scaldapiedi, sono state utili nei giorni in cui siamo rimasti all’aperto per più tempo.

Quante sono le ore di luce? In gennaio il cielo inizia a schiarire verso le 9 del mattino, il sole sorge, rossissimo, tra le 10 e le 11 e rimane basso, quasi in un’alba costante che poi diventa tramonto verso le ore 15. Alle 16 è buio. Prima delle 9 e dopo le 16 non c’è alcun “chiarore diffuso perchè la neve, il ghiaccio e il bianco riflettono..”, no, è buio (ma per fortuna, esiste la luce artificiale eh!). Il cielo, di sera, è una cosa incredibile: in auto alle ore 21, su strada illuminata da lampioni, si potrebbero contare le stelle dal finestrino, è un’emozione pazzesca.

C’è il fusorario? Sì, un’ora di differenza con l’Italia; un’ora in avanti, si intende.

E le strade, come sono? E’ sicuro guidare a -30 gradi? Le strade sono perfette: ampie, con una o due corsie per senso di marcia, scorrevoli, senza buche nè pericoli. Le auto sono equipaggiate in modo eccezionale, neve e ghiaccio non creano problemi (ok, non abbiamo provato a guidare a 150km/h); su alcune strade, a -30 gradi, si avvistano anche ciclisti, con gomme da neve anche sulla bicicletta. Lungo il tragitto Helsinki-Rovaniemi e nei primi chilometri verso Salla abbiamo incontrato anche frequentemente aree di sosta, benzinai, minimarket; verso Salla, in the middle of nowhere, è meglio se arriviate con il serbatoio pieno. Il limite di velocità è di 80 o 100 km/h, non per la pericolosità delle strade, ma per il rischio renne ed alci che potrebbero invadere le corsie, sbucando dai boschi ai margini.

E il cibo? Cosa si mangia? Noi, bambini compresi, per fortuna siamo onnivori di bocca buona, ci è difficile non riuscire ad adattarci a culture e menu tipici (ricordo la carne di cammello su una spiaggia in Oman). Naturalmente si possono trovare con facilità supermercati, molti dei quali aperti -se non 24/24- dalle 7 a mezzanotte, in cui acquistare cibo internazionale. I piatti tipici sono a base di carne, in particolare di renna e di orso, spesso accompagnata da purè di patate e salsa con ribes; la carne può essere sotto forma di polpette, arrosto, stufato, salame, ma di quello si tratta. Oltre a quello c’è ovviamente il salmone, proposto in trancio o in zuppa. I frutti di bosco sono onnipresenti, disidratati, in salsa, freschi, nella carne come nei dolci e nei buonissimi succhi di frutta e preparati -liquidi- per tisane. I biscotti, burrosi e speziati, fanno felici grandi e bambini (così come delle specie di brioche rotonde e glassate di cui non abbiamo mai saputo il nome).

Ma i bambini si sono divertiti o, a parte Babbo Natale, non c’è niente? Ho sempre fatto un po’ di fatica a rispondere a questa domanda, perchè Babbo Natale ha occupato una mezza giornata del nostro viaggio (5 minuti di incontro, il resto trepidazione ed emozione). Credo che il divertimento e il piacere dei bambini dipenda dai genitori, da come venga impostato il viaggio, dal senso che si vuol dare alla vacanza. Ai bambini basta poco per entusiasmarsi, sarebbe sufficiente anche solo la neve, o il cartello che invita a stare attenti alle renne per strada, o la sorpresa di camminare sopra un lago ghiacciato: è per molti adulti che tutto questo diventa “niente”. La Lapponia, in certi punti, è davvero “solo” questo: per noi quattro non è stato un “solo questo”, per noi quattro è stato “tutto”. Il viaggio per noi è scoperta di nuovi luoghi, assaggio con tutti i sensi di una cultura diversa, conoscenza di persone, apprendimento e conoscenza, rifornimento di emozioni. Infine, ma forse per prima cosa, il viaggio è stare insieme, condividere con occhi adulti e occhi bambini, ciascuno dal proprio punto di vista, un’avventura nuova e inaspettata. Insomma, in questo viaggio, a parte Babbo Natale, c’è stato tutto.

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