Diario di viaggio in una favola: in Lapponia, fai da te, con i bambini

E’ successo tutto rapidamente, quando, sconsolata e rassegnata all’idea che quest’anno -con Luca quasi treenne e quindi pagante anche lui il suo posto in aereo- non saremmo riusciti a regalarci alcun viaggio, ho tentato annoiata una ricerca volo + hotel su Expedia per Santo Domingo, giusto per sognare un po’. Con sorpresa, il costo era decisamente inferiore alle mie aspettative: subito ho pensato che un volo a breve raggio ci avrebbe presumibilmente consentito di rientrare nel budget. Ed ecco come è riemerso e ha ripreso forma il sogno Lapponia, accantonato perchè le proposte dei vari tour operator erano decisamente onerose e fuori portata.

In questo post troverete il racconto del nostro viaggio; prossimamente, nella seconda parte, vi scriverò alcune indicazioni utili e i suggerimenti su come organizzarlo, e le risposte alle domande che più frequentemente mi sono state fatte sulla vita di un turista al polo nord.

Ora, mettetevi comodi e prendetevi del tempo per il racconto del viaggio. Per le foto, basta un click per vederle integralmente.

 

Sabato 2 gennaio, volo Milano-Helsinki (con scalo di 45 minuti e cambio aereo a Francoforte)
Alloggio: Hietelahden Helmi Apartment, Hietalahdenkatu 8 – Helsinki
Cena: Aangan Nepalese Cuisine / Ravintola Aangan (che non consigliamo particolarmente)

Certo, volare direttamente su Rovaniemi sarebbe stato l’ideale, ma anche un Milano-Helsinki-Rovaniemi non sarebbe stato male: ho già detto che avevamo la necessità di contenere i costi? La soluzione è stata noleggiare dall’Italia tramite Hertz un’auto che, prelevata e riconsegnata in aeroporto, ci ha fatto attraversare, con i nostri tempi e seguendo i nostri desideri, la Finlandia, fino ad arrivare al circolo polare artico.
Arriviamo ad Helsinki in jeans e scarpe da tennis (io con le mie Brooks da running con plantari inclusi, lo preciso), ci accoglie un finissimo strato di neve e temperature miti intorno ai -12 gradi. Purtroppo, alle 14.30 arriviamo solo noi, perchè le nostre valigie non hanno fatto in tempo a cambiare volo a Francoforte: dopo una vana lunga attesa, ci dicono che dovrebbero arrivare con il volo successivo e che ci sono ottime possibilità che ce le consegnino in serata al nostro indirizzo temporaneo. Naturalmente dobbiamo stare in casa, perchè nessuno sa quando potrebbero chiamarci per recuperare i bagagli; inoltre, il nostro abbigliamento non ci consentirebbe di fare i turisti a -12 gradi. Iniziamo anche ad agitarci un po’, perchè il giorno successivo dovremmo partire verso le 6.30/7 del mattino: ci aspettano circa 11 ore di viaggio in auto, non possiamo partire tardi per recuperare i bagagli, ma del resto non possiamo neanche andare in Lapponia in jeans e tennis, rischiamo di perdere un giorno di vacanza e tutte le attività pianificate.
Fortunatamente, per una serie di coincidenze incredibili, decidiamo di cenare nel ristorante nepalese (!) sotto l’appartamento: alle 20.30, rassegnati e un po’ nel panico per non avere neanche un pannolino per Luca nè un cambio per i bambini, cenando in un tavolo “in vetrina”, identifico il ragazzo della consegna bagagli al quale nessuno aveva dato il nostro recapito telefonico e che cercava i nostri cognomi sulle etichette citofoniche del palazzo. Bene, andiamo a letto sollevati nei nostri pigiami.

 

Domenica 3 gennaio: in auto da Helsinki a Rovaniemi, 815 km, qualche sosta pipì nella neve, una sosta in “autogrill”, 11 ore totali. Limiti di velocità: 80/100 km/h a seconda delle strade, attenzione alle invasioni di strada di alci e renne.
Alloggio: B&B Myllymatka, Myllymatka 10, 96190 Rovaniemi

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Con il rammarico di non aver visto alcunchè di Helsinki, ci mettiamo in auto all’alba, anzi, prima dell’alba, visto che il cielo inizia a schiarire intorno alle 9 e il sole sorge verso le 10/10.30; che le strade siano in perfetto stato, larghe, comode, pulite da neve e ghiaccio, poco trafficate lo vediamo subito. Quello che non vediamo sono i paesaggi così come ce li saremmo aspettati: immaginavamo un viaggio nel bianco, ma di neve ce n’è poca. Verso le 15.30 inizia a fare buio, ma la sensazione è che, pur avendo ormai percorso più di metà strada, i cambiamenti climatici del pianeta interessino anche il polo nord. Lungo la strada, ad un tratto, Nico rallenta di botto: due alci enormi nella foresta a lato della strada corrono veloci e c’è il rischio che attraversino; allora è vero, il cartello di attenzione dice la verità! Arriviamo a Rovaniemi verso le 18, ci sembra che di neve ce ne sia un po’ di più, ma non ne siamo convinti. Ad aspettarci, lo splendido B&B Myllymatka della signora Pirkko che, insieme alle figlie Amanda e Cecilia, ci accoglie in casa sua per offrirci quella che, all’apparenza una merenda, diventerà la nostra cena: bevande calde e fredde di sorta, biscotti e torte fatte in casa, pane, prosciutto e formaggio. Il B&B è un cottage in legno con due stanze e un bagno, separato a pochi metri da quello della signora Pirkko e affacciati entrambi su un giardino coperto di neve. Mentre ci rifocilliamo, chiacchieriamo, facciamo conoscenza e il pieno di consigli su cosa non perderci: è già tutto segnato nel mio planning in excel, ho fatto un buon lavoro di indagine nei mesi precedenti. Chiedo anche informazioni su dove io possa correre e sull’orario di alba e tramonto: dopo aver cercato di capire se dicessi sul serio o se fossi un’aliena, mi suggeriscono di andare dalle 9 in poi del mattino e il giorno successivo, perchè le previsioni indicano un calo drastico delle temperature in arrivo. Ci informano anche che, se siamo fortunati, potremmo riuscire a vedere l’aurora boreale dietro la casa, tra gli alberi, senza dover andare troppo lontano. Così, mentre Nico mette a letto i bambini, scarico un’applicazione di previsione aurora boreale (Northern Eye per Android); fa freddo, siamo stanchi, ma quando ci ricapita di tornare in Lapponia? Ci mettiamo le tute da sci, rimaste in valigia fino a quel momento, e alle 21.45 usciamo di casa nei -20 gradi di Rovaniemi, mentre i bambini dormono: l’app funziona, appena usciti vediamo subito un bagliore verde ed una scia nel cielo dietro la casa. Non siamo pronti, non ho il cavalletto per la reflex, non ho fatto in tempo, pazienza: la scia è rapida, si sta allontanando, lampeggia come un grosso incendio verde dietro agli alberi. La inseguiamo fino ad arrivare sullo stradone principale e provo a scattare una foto: senza cavalletto, con tempi di esposizione lunghi e mano che trema e ghiaccia in pochi secondi. Il risultato è davvero pessimo, ma noi sappiamo che quella era lei, l’aurora boreale, il primo regalo di benvenuto della Lapponia. Usciremo anche altre sere, ma invano: con i bambini non ce la siamo sentiti di fare appostamenti in cerca o in attesa dell’aurora boreale e nelle nostre brevi fughe non abbiamo più avuto fortuna e tempismo come la prima sera.

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Lunedì 4 gennaio, Rovaniemi, -20 gradi.
Arktikum, Pilke, Santa Village.
Alloggio: B&B Myllymatka, Myllymatka 10, 96190 Rovaniemi
Cena: Fransmanni, Koskikatu 4, 96200 Rovaniemi: per i bambini polpette e patatine, per noi piatti tradizionali a base di carne di renna. Consigliato, anche se l’attesa è stata davvero lunga (si sono scusati scontandoci non abbiamo ben capito che cosa)

Ore 8.30 mi sveglio, è il giorno giusto, poi le temperature precipiteranno: mi infilo due dri-fit, il mio smanicato e la giacca antivento Nike, pantaloni – calzini – scarpe Brooks da milanese sulla Martesana, uno scaldacollo di pile al collo ed uno in testa, guanti, cappuccio. Inizia la mia corsa di 6 km a Rovaniemi. E’ un’esperienza meravigliosa, al primo km il busto e il collo iniziano a sudare, le gambe invece sembrano infilzate da lame, cappuccio, ciglia e ciuffi di capelli congelano letteralmente, coprendosi di bianco. Mi fermo a scattare qualche foto, ma faccio in fretta perchè il sudore diventa ghiaccio. Al rientro, mi sento un’eroina e, soprattutto, felice come pochi al mondo.

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Facciamo colazione e andiamo a visitare il museo Arktikum, che ci racconta un po’ della cultura, storia, economia e vita -umana, naturalistica e animale- dell’artico, appunto. Ai bambini piace molto, è interattivo, ci sono riproduzioni di animali, giochi, e persino una sala in cui ci si può sdraiare al buio e ammirare la ricostruzione del passaggio dell’aurora boreale. Non contenti, a seguire entriamo nell’adiacente Pilke, museo della scienza incentrato sulle foreste che ricoprono la Lapponia, in cui possiamo scoprire l’enorme patrimonio ambientale tramite giochi e attività sperimentali: studiamo la nascita delle piante al microscopio, ascoltiamo i suoni di ciò che accade quando nella foresta ci siano incendi o temporali o bufere di vento, entriamo in una finta cartiera in cui dobbiamo indossare delle cuffie protettive per il forte rumore di produzione e in cui osserviamo il processo di trasformazione del legname e via dicendo.

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Dobbiamo mettere fretta ai bambini per venire via: sono ormai le 14.30 ed è ora di dirigerci verso la ricerca di qualcosa da mangiare (che sarà poi una merenda alle 17) e verso la casa di Babbo Natale.
Arriviamo in pochi km al Santa Village, ingresso gratuito: giriamo per il piccolo villaggio e arriviamo subito davanti alla casa di Babbo Natale. I bambini sono pronti, entriamo e ci mettiamo in coda, tra elfi che spostano pacchi regalo da una parte all’altra e un enorme orologio con ingranaggi che occupa tutta la casa. Quando arriva il nostro turno di incontrare Santa Claus, un elfo chiede i nomi e l’età ai bambini e si presenta, dichiarando di avere una cosa come 130 anni o giù di là. Troviamo Babbo Natale seduto ad aspettarci, mi emoziono guardando Luca che gli corre incontro e si fa prendere in braccio; Gaia, più composta e piena di domande tra sè e sè, si avvicina cautamente. Ci scattano qualche foto, inizia ad entrare il gruppo di amici dopo di noi, Luca torna indietro e abbraccia di nuovo Babbo Natale, io mi sciolgo.  Giriamo ancora un po’ nel villaggio, ormai al buio, vediamo un igloo, decidiamo di entrare per mangiare o bere qualcosa nel bar di ghiaccio: prezzi proibitivi, ma ormai siamo dentro, giriamo, giochiamo su uno scivolo di ghiaccio, poi usciamo su una collina a fare scivolate su enormi e velocissime ciambelle. Verso le 17, ci regaliamo una fetta di torta io e Nico, un muffin i bambini, e rientriamo al B&B. La sera ceniamo a Rovaniemi, dopo aver girato tre diversi locali consigliati ma al completo per un paio di giorni.

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Martedì 5 gennaio, Rovaniemi, -30 gradi.
Nella foresta sulla slitta con gli Husky.
Alloggio: B&B Myllymatka, Myllymatka 10, 96190 Rovaniemi
Cena: Amarillo, Koskikatu 4, 96200 Rovaniemi

E’ il giorno che più aspettavo: ho organizzato e prenotato dall’Italia con Huskypoint l’escursione di 2 ore nella foresta sulla slitta trainata dagli husky. Malla, la ragazza con cui mi sono interfacciata via mail, aveva dubbi per Luca, temendo che il freddo potesse creare la situazione tipica di bambini al di sotto dei 4 anni che piangono disperati per tutta la durata dell’escursione. Abbiamo deciso di rischiare e ci è andata bene. Sono venuti a prenderci alle 8.30 al B&B e ci hanno portato in una località a nord di Rovaniemi, da cui poi, indossate sopra le nostre tute da sci anche quella fornita da loro e i loro scarponi, siamo partiti sulle slitte. Un breve training a Nico che avrebbe guidato lui, sistemati, nell’ordine, io-Gaia-Luca, ad incastro in un sacco a pelo -che proteggesse ulteriormente i bambini- nella slitta, ed è iniziata una delle esperienze più incredibili che abbiamo mai fatto. Il dubbio che avevo sull’effetto “giostra” con i “poveri cani” costretti a portare in giro i turisti è stato completamente cancellato: gli husky, all’avvicinarsi dei padroni e alla vista delle slitte, hanno iniziato a scalpitare felici, pieni di voglia di correre e di lanciarsi a perdifiato nella foresta; abbiamo fatto una pausa nel bianco per bere un succo caldo e goderci il paesaggio, i cani fremevano, poi, partiti, sembravano tornati alla loro natura. Luca, al termine, si è arrabbiato e ha quasi tentato una scenata di protesta per la fine dell’escursione: per tutti è stata un’esperienza incredibile.
Tornati al B&B, abbiamo pranzato con prosciutto, pane e formaggio acquistati in un K-Market vicino a casa e concluso con quello che Nico ci ha comprato come “dolce”, ma che in realtà era una sorta di tortino ripieno di riso bianco. Nel pomeriggio siamo invece andati a visitare Rovaniemi città, molto piccola, con poco o niente da vedere, e a fare compere di succhi di frutti di bosco, di ribes disidratati, di salamini di renna, di biscotti e altri prodotti da importare come souvenirs. Abbiamo poi cenato al risparmio in un locale messicano, con tacos e schifezze simili. E un frozen strawberry margarita da dividere per me e Nico.

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Mercoledì 6 gennaio, Ranua e Salla, -35 e -38 gradi.
Ranua zoo.
Alloggio: Hotelli Takka-Valkea Ky, Savukoskentie 1, 98900 Salla
Cena: Kiela Restaurant, Hangasjarventie 2, Salla

Arriva il momento di salutare Pirkko, Amanda, Cecilia: ci dispiace, ci siamo sentiti davvero a casa e in amicizia con loro, non sembra possibile che sia solo un incontro di pochi giorni. Ci rimettiamo in viaggio, la prima tappa, ad un centinaio di km, è Ranua, con il suo Ranua Zoo. Fa molto freddo, è il giorno in cui tutti soffriamo di più: lo zoo è molto grande, per percorrerlo si possono prendere gli slittini/bob, cosa che facciamo in modo che i bambini si divertano. In realtà, Luca dopo poco finisce in braccio a suo padre, iniziando a lamentarsi del freddo: io stessa ho le dita dei piedi -nonostante 2 paia di calze di lana e gli scaldini- congelate e suggerisco anche a Gaia di rinunciare al bob e correre o camminare per scaldarci. Il parco è una leggera delusione: ci immaginavamo gli animali maggiormente liberi e con percorsi per i visitatori meno invasivi (per tutti era la prima volta in un parco simile, ad eccezione de Le Cornelle, che non è nemmeno paragonabile). Tuttavia, loro sono lì, le cerchiamo, le raggiungiamo e le ammiriamo: le star dell’Artico, l’orso polare -che dorme ed alza pigramente la testa e una zampa ogni tanto-, i lupi, renne e alci, gufi bianchi.. Terminato il giro, ci scaldiamo al self-service del Ranua con purèè e carne di renna con ribes -non è che ci siano molte alternative, un po’ ci dispiace per la renna, ma palato e pancia ringraziano.
Nel pomeriggio ci dirigiamo verso Salla, che si presenta su depliant e siti internet come “Salla – In the middle of nowhere” e che ci è stata descritta come “Salla, the coldest place in Lapland”: in effetti, ci accoglie il nulla, un freddo nulla a -38 gradi. L’hotel, ad una prima impressione, ci delude (anche perchè sarebbe dovuto essere, come unico hotel tra appartamenti e b&b, la sistemazione migliore): i proprietari non parlano inglese, ce la caviamo a gesti e con il traduttore di google, la struttura è vecchieggiante e la sensazione è quella di un film di paura; appare comunque molto pulito; volendo abbiamo, in una stanza a parte della nostra camera, anche una sauna, che non osiamo far funzionare. Cerchiamo un posto per cena, ma Salla è davvero in the middle of nowhere; c’è giusto un supermercato a 200 metri dall’albergo: nei 5 metri di strada che percorriamo tra l’auto e il negozio, nonostante l’abbigliamento, ci si gela anche l’anima. Alla fine, decidiamo di percorrere altri 10 km di auto per andare a cenare in un ristorante a Sallatunturi, località sciistica in the middle of nowhere. Questa sera, Nico ed io proviamo la tradizionale zuppa di salmone che però non ci convince del tutto. E’ la notte perfetta per l’aurora boreale, l’applicazione indica il massimo picco ed io ho scelto Salla proprio perchè, nel nulla, offrisse maggiori occasioni di vedere l’aurora boreale; purtroppo, con la sistemazione al primo piano di un hotel che già di per sè ci incute qualche timore, non ce la sentiamo di uscire ed allontanarci lasciando i bambini da soli: è un compromesso, viaggiare tutti insieme comporta che ci si adatti ciascuno per la propria parte.

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Giovedì 7 gennaio, Salla, -35 gradi.
Reindeer Park, lago ghiacciato, Salla Ski Resort
Alloggio: Hotelli Takka-Valkea Ky, Savukoskentie 1, 98900 Salla
Cena: Cafe-Pizzeria Akkavaara, Myllytie 1, Salla

Ci alziamo e facciamo colazione con gli acquisti della sera prima al K-Market, poi ci mettiamo in auto per raggiungere il Salla Reindeer Park, dove ho prenotato per le 10.30 un’escursione di un’ora sulla slitta trainata dalle renne. Fa molto freddo, ma ci attrezziamo molto bene; alla fattoria delle renne ci vengono fornite nuovamente, come per gli husky, le tute termiche da indossare sopra al nostro abbigliamento, e stivali più caldi. A differenza degli husky, la renna sì che mi fa un po’ l’effetto del pony ai giardini di porta Venezia: non sembra entusiasta di portarci in giro, di fare fatica trascinando il peso della slitta. Ci sediamo in due slitte, Gaia ed io su una, Luca e Nico su un’altra: riceviamo le indicazioni su come condurre la slitta, che guideremo con una fune a mo’ di redini, e partiamo. Le renne non scalpitano, non corrono, sono lente e pacifiche: quella che traina me e Gaia è piuttosto svogliata, si ferma ripetutamente anche a mangiare, noi ridiamo e la prendiamo in giro. La nostra guida è molto in gamba, ricorda Kristoff di Frozen, parla bene inglese e ci dà molte indicazioni. A metà del giro ci fermiamo a dar da mangiare alle renne nella foresta, tutte censite e con chip di riconoscimento: le renne non mangiano carote, ma neanche mandarini e noccioline, quindi vuol dire che in tutti questi anni è stato Babbo Natale a divorare ciò che lasciavamo sotto l’albero alla vigilia di Natale! Rientriamo, pranziamo con una fetta di torta ciascuno e andiamo in cerca di un lago ghiacciato: avevamo promesso che avremmo pattinato o corso su un lago ghiacciato come abbiamo visto spesso fare durante il viaggio di andata. Non è difficile trovare un lago in Finlandia, ne scegliamo uno abbastanza grande e giochiamo un po’.

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Poi ci dirigiamo in auto verso il Salla Ski Resort, ovvero la ragione d’essere di Salla, l’unica cosa che esista e per cui sia conosciuta questa località. Per 3 € noleggiamo due bob e trascorriamo, da soli, un paio d’ore sulla pista apposita: Gaia ed io, Luca e Nico, Nico e Gaia, Luca ed io per innumerevoli volte e partendo sempre da più in alto. Alle 15.30 viene buio e i bambini sono addirittura sudati. E’ a questo punto che scopriamo che in quella che chiamano SPA, sempre per 3 € a testa, ci noleggiano anche costumi e asciugamani: è un fuori programma imprevisto che accogliamo con entusiasmo. Purtroppo, quella che chiamano SPA sono diverse piscine con temperature e getti d’acqua vari, un idromassaggio e una sauna; peccato che la temperatura delle piscine sia tra i 26 e i 30 gradi, decisamente troppo poco per milanesi in cerca di calore dopo due ore nel gelo artico. I bambini vogliono comunque nuotare e fare immersioni, poi ci trasferiamo tutti nell’idromassaggio a 35 gradi (che, per me che abitualmente mi doccio a 40 gradi, è acqua comunque freschina) e Nico ed io facciamo a turno per una sauna. Torniamo in hotel, cerco qualcuno alla reception per comunicare che al mattino dopo saremmo partiti alle 6.30: vogliono trattenermi, dicono che, se mi fermo una notte in più, non me la fanno pagare, che mi regalano un altro giorno; tutto questo mi turba un po’ perchè non ne capisco la ragione e i due anziani gestori, in quel contesto da thriller, mi agitano, immagino che vogliano seviziarci e poi ucciderci nel sonno o chissà cosa, ma ad ogni modo spiego che devo necessariamente partire per rientrare in Italia. La signora mi dà un biglietto da visita, invitandomi a tornare presto e, nel caso, a prenotare direttamente via mail e non tramite booking, assicurandomi che mi farà dei prezzi migliori; mi dispiace per l’impressione iniziale negativa sull’hotel, Nico ed io guardiamo troppi film e telefilm a base di ammazzamenti, mi dispiace, in generale, dover salutare di nuovo posti e persone. Sbrigate le questioni di check out, scopriamo che è aperta una sorta di pizzeria in cui decidiamo di fermarci per non spendere di nuovo nel carissimo ristorante del giorno prima: ci va bene, la pizza ci sembra buona e siamo tutti soddisfatti. Pancia piena e cuor contento anche oggi.

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Venerdì 8 gennaio, rientro in auto da Salla a Helsinki, 920 km.
Suomussalmi
Alloggio: Karavangatan 4, 00980, Helsinki
Cena: Kolme Kruunua, Elisabetsgatan 5, 00170 Helsinki

Alle 6.30 iniziamo il viaggio di ritorno, i bambini incredibilmente si addormentano, Nico ed io siamo silenziosi, già pieni di tristezza per il saluto definitivo a questo paese meraviglioso, che sicuramente merita almeno un’altra visita in estate, e per la fine di una delle più belle vacanze di sempre. Le strade scorrono deserte, fotografo continuamente tutto il bianco di cui voglio fare il pieno: ad ogni curva o salita o discesa, uno scatto, il paesaggio mi sembra sempre diverso, continuamente bello, voglio portare tutto a casa. Nel percorrere il nulla, intravvediamo improvvisamente e inaspettatamente qualcosa: chiedo a Nico di tornare indietro, sembra un cimitero, non si capisce. Siamo a Suomussalmi e si tratta di un’installazione permanente, dal titolo “Hiljainen Kansa”, tradotto “The silent people”: più di un migliaio di spaventapasseri, vestiti di tutto punto, che riempiono un campo enorme. L’installazione, esposta ad Helsinki già nel 1988, arriva a Suomussalmi nel 1994; l’artista non ne dichiara il significato, lasciando a ciascuno l’interpretazione che preferisce. Non capiamo se sia adattata visto il periodo, o se sia proprio così, ma qualcuno dice che è un enorme presepe e, visto che la cosa coincide con la teoria di Gaia, decidiamo che per noi rappresenta proprio questo.

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Poco dopo ci godiamo l’ultima meravigliosa alba sul bianco: il sole arancione ci accompagnerà per qualche ora, diventando un pochino più alto man mano che ci spostiamo a sud. Anche il paesaggio cambia, la neve diminuisce, ci rendiamo conto di quanto all’andata, con il buio, non avessimo avuto una percezione corretta del paesaggio circostante; anche le temperature si alzano. Arriviamo ad Helsinki dopo 12 ore, verso le 18, e con ben -10 gradi. Appoggiamo i bagagli nell’ultima sistemazione, un cottage familiare al Rastila Camping: Nico ed io pensiamo che qua si vedrebbe benissimo l’aurora e sarebbe fattibile lasciare i bambini in casa da soli, peccato solo non essere più al circolo polare artico. Per cena ci spostiamo in una zona più centrale e optiamo per un ultimo pasto tipico al Kolme Kruunua, scelto assolutamente a caso: carne di renna per me, un piatto tipico a base di dadini di prosciutto affumicato e patate, coperto da un uovo fritto e accompagnato da barbabietole per Nico, polpette per i bambini.

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Sabato 9 gennaio, volo Helsinki-Milano con scalo a Zurigo.

Quando ci svegliamo sono preda dell’indecisione tra l’andare a correre con -12 gradi ed esplorando i dintorni innevati per una mezz’oretta, o imprigrirmi ed evitare di patire il freddo e dover poi fare le cose di fretta per andare in aeroporto: purtroppo opto per questa seconda scelta, che rimpiangerò…fino alla prossima occasione di correre ad Helsinki. Andiamo però tutti insieme sulla spiaggia del camping a guardare il mare ghiacciato: scopriamo che a 50 metri c’è una sauna a disposizione degli ospiti e osserviamo alcune donne coraggiose che, in costume da bagno, alternano sauna e bagno nel mare. Ecco il secondo rimpianto: dovrà esserci una prossima volta anche per questa esperienza.

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E’ così che salutiamo Helsinki, la Finalndia e la Lapponia, che ci hanno regalato una vacanza ed un viaggio indimenticabili. Con il senno di poi, possiamo dire che l’organizzazione è stata perfetta, il piano è stato rispettato in tutte le tappe e orari: ci sarebbe stato molto altro da poter vedere e fare, ma nel tempo a nostra disposizione e con la scelta di spostarci in auto su più località, aggiungere tappe o attività sarebbe stato un rischio. Dico sempre che il mondo è grande per tornare una seconda volta nello stesso posto, ma la Lapponia e la Finlandia credo abbiano davvero tanto da offrire, anche nella stagione estiva: per noi, per ora, è un arrivederci.

“Mamma, ma quando avremo finito di girare il mondo e avremo ancora vacanze,
ricominciamo tutti i paesi da capo nello stesso ordine?”
“Tesoro!! Il mondo è grande, non basterebbe una vita intera per girarlo tutto!!”
“Beh, ma tu hai una vita intera, io ho una vita intera..con due vite intere vedrai che ce la facciamo!”

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Categorie: Viaggi, Vita da mamme

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2 commenti

  • marina

    Sto organizzando un viaggio, tutti adulti. Grazie mille per tutte le dritte, specialmente quelle della seconda parte.

    • Valeria Pincini

      Grazie per essere passata di qua, sono contenta di esserti stata utile. Sarà un viaggio meraviglioso, indimenticabile! Buona avventura!

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