Stramilano e agitazioni.

Ci siamo: il contatore sulla pagina della Stramilano, che visito quotidianamente in modo compulsivo, come se ci potessi trovare incredibili novità o notizie, ricorda che mancano 6 giorni alla data.

-6, come i km che, in gara, dovrò aggiungere alla fatica fatta questo sabato mattina con Fra.
-6, come i km più difficili che mi aspetteranno domenica.

Arrivo impreparata e con molte agitazioni. Un ottimo allenamento nel mese di gennaio, con gambe, muscoli, testa e cuore che hanno retto bene il ritmo delle tre uscite settimanali, delle ripetute, delle salite e delle progressioni con i Red Snakes. Una pausa pressochè totale da metà febbraio ad oggi, con dolori continui e di vario genere.

Arrivo alla mia prima mezza maratona con uno stop di 19 giorni e una sola uscita a settimana per le tre settimane successive: più che un allenamento, solo un tentativo di ricordare a gambe e fiato come affrontare una corsa, e un modo per rassicurarmi che no, non sono stata ferma proprio del tutto. Dopo ogni uscita di questi ultimi weekend, tendinite e vesciche-ferite sulle piante dei piedi si sono rifatte sentire: corsa, un paio di giorni di zoppia, qualche altro giorno per riprendere ad appoggiare il piede correttamente, e poi ecco tornato il fine settimana e la nuova uscita, un circolo vizioso.

 17km_ok 15km_ok

Le ultime due corse, però, sono state speciali: non ero da sola, ero con Fra. Sono state corse prese sul serio, in uno strano silenzio, concentrate entrambe sui nostri acciacchi e pronte a captare le sensazioni di muscoli, piedi, tendini, focalizzate sui chilometri che scorrevano, sul ritmo del respiro; ci siamo prese più tempo per lo stretching, perchè le chiacchiere tra noi ci mancavano da un pezzo. Sono state prove generali per la nostra Prima Mezza Maratona insieme: non sempre affiancate ma, a turno, una, avanti di qualche metro, trainava l’altra.

Fra&ValePostCorsa ValeFraStretching

Non siamo al massimo della nostra forma nè ben allenate, e abbiamo corso senza tecnica nè ritmo: troppo veloci in partenza, incostanti e senza progressione, alternando casualmente chilometri più rapidi a chilometri in cui il rallentamento era notevole ma necessario. Ormai, però, abbiamo deciso di andare fino in fondo e provarci.

Anche se in cuor mio mi piacerebbe -anzi, mi sarebbe piaciuto-, concludere la gara entro un certo tempo, adesso la cosa che conta sarà arrivare al traguardo e farlo con il sorriso. Le incognite sono tantissime e non abbiamo neanche la garanzia di essere fisicamente a posto o di aver fatto il nostro dovere agli allenamenti: l’unica certezza è che, nelle condizioni in cui siamo e saremo, abbiamo e avremo dato il massimo.

E’ la nostra gara, vorrei che la facessimo fianco a fianco per spronarci e arrivare insieme, ma -come a Parigi- penso che sia giusto che Fra si goda la sua corsa nel caso io non dovessi tenere il ritmo. Non so come andrà, non vedo l’ora di sapere come finirà, che cosa proverò/proveremo.

So solo che gli incoraggiamenti di chi ci ha sostenuto fino ad ora, tra infortuni, allenamenti, stop, incertezze, non potranno mancare in questi lunghi S E I giorni di attesa.

givemefive

Categorie: Amicizia, Sport

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