Ma una “mezza” si improvvisa?

Settimana scorsa ho ricominciato a correre.
Questa settimana ho rismesso di correre.
Giovedì la mia tendinite andava meglio, la mia voglia di uscire era alle stelle, la mia ansia e preoccupazione per il lungo stop e l’avvicinarsi della Stramilano hanno fatto il resto. Spalmata di creme e gel di vario genere e natura, mi sono regalata 11 km al parco sotto casa: la giornata era stupenda, il cielo limpido, un vento che aveva spazzato via inquinamento e qualsiasi forma di vita dal mio parco, un tramonto pazzesco su quartiere Adriano e un mio ritmo inaspettato -certo, con fatica tremenda. Ad ogni passo sentivo le tensioni delle ultime settimane scivolare via da me, calpestavo tutte le questioni lavorative, familiari, gli impegni e i pensieri inutilmente martellanti.

Sono tornata a casa al settimo cielo, con energia e ottimismo da vendere, con i tendini affaticati come tutti i muscoli che ho in corpo, e con due vesciche sotto la pianta dei piedi.

run ripresa

Venerdì pomeriggio, per approfittare delle belle giornate, siamo partiti con i bambini per Garda. Sabato mattina, prima delle otto, non ho potuto fare a meno di regalarmi un’altra ora di corsa, questa volta su un lungolago deserto e rasserenante. E’ stato qui che mi sono resa conto che correre sulle vesciche potesse essere più doloroso che correre sulla tendinite, arginabile con Artiglio del Diavolo, Arnica, Pennsaid e intrugli simili.

E’ stato qui che, appoggiando male i piedi per non scarnificarmi, è subentrato un principio di tendinite al piede sano.
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Ieri ho deciso di smettere di correre.
Ieri ho deciso di smettere temporaneamente di correre.
Ieri ho deciso, dopo lunghi arrovellamenti, di smettere temporaneamente di correre.
Da una parte c’è la Stramilano a cui, per molti motivi, ormai non voglio rinunciare, dall’altra c’è la mia salute, quindi ho raggiunto un compromesso con me stessa.
Le opzioni erano due:
Accantonare l’obiettivo mezza maratona, recuperare l’uso dei piedi, riprendere l’allenamento, scegliere un’altra gara e correrla tra qualche mese con un buon livello di preparazione e l’auspicio di chiuderla in 2 ore / 2.05. Da sola.
– Perseguire l’obiettivo Stramilano, recuperando l’uso dei piedi con il riposo e tentando la gara senza un allenamento adeguato, puntando solo a finirla, per confermare a me stessa che ce la posso fare, senza ambizioni particolari di tempo o andatura. Con Fra e con chi sarà con noi per supportarci.

..e io ho scelto la seconda opzione.

In parte è una piccola sconfitta per non essere riuscita ad allenarmi, perchè il mio fisico non ha retto adeguatamente, forse per le scarpe non idonee (a breve dovrebbero arrivare i plantari correttivi che ho fatto fare su misura), forse per un sovrallenamento a cui non ero ancora pronta, forse perchè l’inconscio e l’ansia (quella invece è consapevole) remano contro l’obiettivo mezza maratona imposto dalla testa.

Non ho potuto non ascoltare i segnali del mio corpo e stavolta non è un modo di dire. Il mio piede mi ha parlato ieri mattina, quando, indecisa se andare agli allenamenti con i Red Snakes e già iscritta alla run, ho controllato lo stato della vescica-ferita: il segnale di pericolo e di allerta è stato evidente.
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A questo punto, quindi, il mio piano prevede:

cura delle ferite e definitiva regressione della tendinite
allenamento lungo e lento sabato prossimo (o lunedì all’alba, se le vesciche non fossero rimarginate), 1 allenamento medio e lento il sabato successivo, gara il weekend dopo.

Insomma, mi dicevano che “La mezza maratona si può improvvisare e ho sempre negato che potesse essere così, ma è esattamente quello mi troverò a fare. L’unica cosa che rimane, nel frattempo, sarà provare un training intensivo per la testa. Qualcuno conosce metodi infallibili?

Categorie: Sport

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