Infortunio e presagi

Weekend: tutti corrono, i runner professionisti, i runner amatoriali e i runner della domenica, quelli che sono stati in letargo per tutto l’inverno, ma si sgranchiscono sulla ciclabile nelle domeniche di sole che fanno presagire l’arrivo della primavera.
Io, invece, sono ancora ferma.

Sabato avrei voluto ricominciare dopo l’infortunio della staffetta di Verona: preoccupata per le due settimane di fermo completo e per la memoria corta dei miei muscoli e fiato, avevo pianificato una ripresa con 15 km, la famosa via di mezzo tra le istruzioni del coach (un weekend 13, uno 17..e via verso la mezza maratona).
Ero anche già d’accordo con Fra, anche lei lontana dalla corsa da una decina di giorni per un piccolo stiramento del bicipite femorale. Anzi, insieme avevamo deciso di testare piede per me e gamba per lei venerdì mattina, con una corsetta di soli cinque chilometri nel nostro parco sotto casa.

Venerdì ore 8.30 ci siamo trovate al parco; a neanche due km dalla partenza io mi sono dovuta fermare di nuovo per il dolore al piede, che era invece scomparso ormai da quasi una settimana. Avvilita, sconfitta e demoralizzata, ho abbandonato Fra ai suoi quattro restanti chilometri e sono rincasata, sentendomi uno straccio e buttandomi sul lavoro.

tendinite peronei

Sabato nessuna delle due ha corso: anche a Fra la gamba aveva dato fastidio dopo il test e abbiamo saggiamente scelto di fermarci ancora qualche giorno prima di tentare di nuovo.

La Stramilano è tra ormai meno di un mese ed io sono ferma da 16 giorni che diventeranno almeno 21 prima di tentare nuovamente un’uscita. Ho il serio dubbio di non riuscire a recuperare gambe e fiato e di azzerare tutti i miglioramenti che mi ero conquistata in due mesi di duro allenamento. Questo perchè guardo avanti, perchè, in realtà, non è neanche detto che io guarisca dalla tendinite dei peronei  in tempo per la gara (sì, mi pare che l’abbiano chiamata così).

Venerdì mi sono sentita sconfitta, sabato frustrata; c’è chi mi ha rassicurato dicendomi che sono pronta, chi mi ha ricordato che se non dovessi correre la Stramilano, basterà che io scelga una gara successiva, c’è poi chi ha sminuito con un “ma sì, pazienza, il mondo va avanti lo stesso, le cose importanti sono altre”. Siamo tutti d’accordo, la fame del mondo è una questione sicuramente più spinosa, ma -oltre che con i massimi sistemi- io mi trovo a fare i conti anche con me stessa. E a me questa cosa del non riuscire ad accettare l’infortunio e l’imprevisto come parte dell’allenamento, fa impazzire. E incazzare, si può dire?

Domenica il mondo dei runner si è diviso tra gare e corsette in amicizia al parco.
Io invece, nonostante i bambini fossero a dormire dai nonni, alle sette mi sono alzata, ho acceso il pc e, armata di carta di credito..mi sono iscritta alla Stramilano.

tessera fidal

Coerente no?
Finalmente mi sono risentita in gioco: magari il piede non mi consentirà di correre proprio quella gara, magari invece riuscirò a correre qualche giorno prima e arriverò impreparata, ma almeno mi do la possibilità di partecipare.

Oggi, rientrando dal lavoro, ho trovato ad aspettarmi una sorpresa, come presagio di buone notizie: è finalmente arrivata la tessera della società alla quale sono iscritta, con canotta sociale e zainetto.
Happy Runner Club.

“Mamma, vuol dire che tu quando corri sei felice?”

Happy runner

Categorie: Sport

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