Un anno fa, la prima corsa. Tra due mesi una mezza maratona?

Un anno fa ho iniziato a pensare di provare a correre. A dirla tutta, già nel mese di agosto 2013, per non vanificare i risultati degli allenamenti BootCamp alle 7 del mattino tre volte a settimana per tutto luglio, avevo tentato qualche uscita all’alba, sul lungomare: sette/otto chilometri, un po’ correndo, un po’ camminando, un po’ fermandomi…

Un anno fa, per la prima volta, ho iniziato a correre e a registrare le mie run su Nike+.

prima run della mia vita running ultima run 13 km running

Ho corso senza costanza, circa una volta ogni due settimane, su distanze intorno ai 5 km. A marzo mi sono iscritta alla We Own The Night, ad aprile ho corso una sola volta in tutto il mese e per soli 6 km, poi ho aggiunto 1 km per ogni settimana di maggio. Il 30 sera ho corso i miei primi 10 km, e anche consecutivamente, senza fermarmi.

Poi non ho più smesso.
All’inizio è stato per l’euforia dell’avercela fatta, poi è diventata  ostinazione nel voler capire che cosa ci fosse di bello nel correre, poi ancora per un timido amore indeciso e per la soddisfazione nel vedere che è possibile andare sempre un po’ oltre se stessi.

A fine novembre, dopo lo stop imposto dalla frattura da stress alla tibia, ho ricominciato a correre; poi è arrivata la We Run Rome e con lei una gran soddisfazione che, unita al supporto di molti, mi ha iniziato a far pensare seriamente di poter provare ad allungare le distanze, a vedere che cosa ci fosse oltre quei 10 km.
Ne ho corsi 13, poi 16, sulle spiagge omanite ancora 10 (ma così faticosi da sembrare almeno 15), al ritorno in Italia 17 e, due giorni fa, ancora 13. Mi sono sottoposta per la prima volta in vita mia ad una visita medica sportiva per agonismo e mi sono tesserata Fidal; ad ufficializzare il mio obiettivo manca solo un ultimo passo: l’iscrizione formale alla Stramilano.

stramilano 2015

La mia Prima Mezza Maratona, 29 marzo 2015: la STRAMILANO, nella mia (pianeggiante) città.

Dicono che sia tutta una questione di testa, che “se corri i 10, puoi correre anche i 21” (chè, poi, ad essere precisi, sono 21,097), che -volendo- si può anche “improvvisare” e che “tutto sommato, non è una distanza proibitiva”.
Io penso che 21,097 km siano più del doppio della distanza che io abbia fino ad ora corso in gara e che sono abituata a percorrere; penso anche che “finire la mezza maratona” significhi correre continuativamente, senza sconti, senza fermarsi e senza camminare, e anche non stramazzare a terra un metro dopo il traguardo. Penso inoltre che sia una distanza certamente raggiungibile, ma su cui ho bisogno di allenare fiato, gambe e, soprattutto, testa. Insomma, non mi basterà “finirla”, il mio obiettivo è arrivare preparata per correrla bene, al meglio delle mie possibilità, e divertirmi almeno quanto a Roma.

Non sono sola neanche stavolta, naturalmente: c’è il Coach che mi darà dritte sugli allenamenti (la cosa più importante che potesse dirmi, probabilmente me l’ha già detta: per correre servono i piedi, bisogna spingere con i piedi. Non l’ho mai fatto, l’ho scoperto solo ora, niente male eh?), ci sono quei supporter che mi dimostrano di credere nelle mie possibilità più di quanto ci creda io stessa, e ci sono amici, runners seri loro, che mi seguono da lontano e fanno il tifo per me.

Poi c’è Francesca, che per prima, a ottobre a Parigi, aveva detto che le sarebbe piaciuto preparare una mezza maratona per la primavera. Io mi ero dissociata completamente, le avevo detto che secondo me era folle, che solo l’idea di correre per due ore consecutive mi avrebbe mandato fuori di testa. A novembre ho iniziato io a pressarla, a ricordarle la sua idea di una mezza, a proporle di prepararci insieme e a trascinarla al parco anche alla vigilia di Natale.
Corriamo le stesse distanze e, più o meno, allo stesso ritmo, anche il ritmo delle nostre chiacchiere è molto simile, ma in realtà siamo molto diverse: ho l’impressione che lei corra puramente per il piacere di farlo, a sensazione, fin quando abbia voglia o fiato e quando riesca ad incastrare la corsa fra tutti gli impegni; per Francesca, invece, io sono la DonnaTabella, quella che, se ha deciso che dovrà correre quel giorno a quell’ora e che dovrà percorrere quel chilometraggio preciso, farà sicuramente in modo che ciò si verifichi, a prescindere da neve, pioggia, influenze, pranzi di Santo Stefano.

Il Piacere e il Dovere corrono insieme e concluderanno la loro Prima Mezza Maratona, compensandosi a vicenda.
Quel che conterà è che è un viaggio che abbiamo iniziato insieme e che insieme porteremo a termine, supportandoci e standoci a fianco fino agli ultimi metri della Stramilano (e anche dopo, è ovvio): puntiamo a finirla e bene, allenate, nel nostro miglior tempo possibile, ma assecondando i ritmi e le sensazioni di quel giorno.

valefra running ValeFra FraVale

In tutto ciò, premesso che non sono una che corre veloce (per capirci, mi piacerebbe che chiudessimo la Stramilano entro un tempo di 2:05:00) e che, quindi, ogni volta che parlo di gara intendo quella con me stessa, non posso fare a meno di pensare che mi sono ritrovata a preparare una mezza maratona dopo quindici anni di inattività quasi totale e due figli.
Non posso fare a meno di pensare che, è vero, non è mai troppo tardi per darsi delle opportunità, per cercare il proprio spazio, per cambiare qualcosa di sè.

Mi ritrovo, infine, a pensare ad un anno fa e ad ammirare la strada che ho percorso, gli sforzi, le fatiche, i progressi e i cambiamenti che ho fatto, e di cui i chilometri corsi sono solo una parte.

E il Viaggio continua.

Categorie: Sport

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