We Run Rome: attesa, preparazione e (dis)organizzazione

Terminati i festeggiamenti per il gran compleanno, pur volendomi concentrare sul Natale imminente, inevitabilmente corro avanti verso la We Run Rome. Tra quindici giorni esatti.
Q U I N D I C I.  15.

we run rome iscrizione

Ho già iniziato a non dormirci alcune settimane fa, a rimuginarci su, a immaginarmi come possa essere la città, la gara, la mia corsa, il mio stato d’animo, l’affrontare il tutto da sola.

Pur avendo origini romane da parte di nonna paterna, a Roma non sono mai stata (un minuto di vergogna). Al momento dell’iscrizione mi sono fatta prendere dal fascino della Città Eterna mai visitata, dagli echi storici, dal percorso “più suggestivo del mondo”, dimenticandomi completamente dei miei cinque anni di liceo classico, dei tre di lettere antiche, della laurea in letteratura latina, di Enea, Ascanio, di Romolo e Remo, della Lupa e dei sette maledettissimi colli su cui Roma è fondata.
Solo ieri sera, le battute sui sampietrini e sul percorso scosceso che sentivo da tempo si sono fatte concrete e mi si è palesato il vero Nemico. Il suo nome, temuto dai runner che cercano un personal best e da chi, senza definirsi runner, come me si limita a corricchiare su ginocchia instabili, è:   La Salita Del Pincio.

https://www.flickr.com/photos/madamepink/6276527555/

https://www.flickr.com/photos/madamepink/6276527555/

Mi sono documentata stanotte, ho letto blog con resoconti di gare, ho esaminato le mappe di google con street-view, ho cercato informazioni varie e la mia ricostruzione è che il Nemico si trova circa a metà gara e si presenta con “quattro rampe interrotte da tre tornanti”. Non so bene che cosa significhi, ma, sull’argomento, le parole lette più frequentemente sono state: ripidissima, fatica, interminabile, scenario suggestivo, senza fine, pendenza da skilift, non si respira, ansimare, dolore, panorama, morte.

Ora, io ho solo bisogno di sapere: come nei miei due parti naturali senza epidurale “Ostretrica, dimmi l’ora massima entro cui la tortura è finita, e affronto la cosa!”. Quindi, di grazia, qualcuno saprebbe dirmi qual è la lunghezza reale della salita? Se lo so, so anche che ad un certo punto, anzi, in un punto ben preciso (non può essere vero che la salita si estende per 2 km..avrò letto male), dopo una sofferenza limitata (!) nel tempo, ci sarà anche una discesa. Sì, tranquilli, non mi illudo: ho già appreso che, appena terminata la breve discesa, ci sarà un’altra salita e, non solo, ma anche prima del Colosseo, a meno di due km dall’arrivo, ci sarà un’altra pendenza. Grazie Roma.
we run rome2014, werunrome
Questa è la premessa. Aggiungiamo il fatto che mi piacerebbe godermi la prima corsa vera da quando ho scoperto che forse correre mi piace anche (e che non corro per imparare ad amare la corsa). Mi piacerebbe, mi sarebbe piaciuto, anzi, inseguire un record personale, ma la priorità va data, nell’ordine a:

1) portare a termine i 10 km
2) portare a termine i 10 km senza camminare in salita (lenta, ma non ferma)
3) portare a termine i 10 km senza camminare in salita e anche portando a casa le tibie intatte
4) portare a termine i 10 km senza camminare in salita e anche portando a casa le tibie intatte e pure godendomela

In tutto ciò, lunedì affronterò l’Ortofigo, con cui ho avuto un piacevole scambio di e-mail ieri: alla luce delle risonanze magnetiche appena rifatte -la frattura da stress di agosto ancora non è andata a posto-, mi ha rimproverato (“Sei un disatro! E tutto questo perchè non sei stata ferma quando avresti dovuto!”) e, per quello che riguarda Roma, si è limitato ad un “Devi proprio?”. La domanda credo fosse retorica, ma gli darò risposta di persona settimana prossima. Gli prometterò anche, sguardo basso, che poi starò ferma, fermissima, per quasi venti giorni. Facciamo quindici.

Roma da sola. “Sola”: è tutta da vedere.

A darmi un passaggio in auto, all’alba del 30 dicembre, ci saranno Antonella, che conosco appena, e alcune sue amiche: avremo qualche ora da condividere insieme e alla fine del viaggio -non intendo soltanto la tratta Milano/Roma- credo che potrò tornare a casa con delle amiche in più.

Ad offrirmi ospitalità nella notte, e quindi -sia chiaro- anche a sopportare le mie agitazioni/paranoie/logorrea pre-corsa, ci sarà qualcun altro, di cui conto di scoprire nome, cognome e indirizzo nell’arco di questa settimana. Ho già promesso un panettone milanese d.o.c. e tanta riconoscenza e gratitudine. E foto e autografi, naturalmente.

La gara si correrà alle 15 del 31 dicembre e al Village, prima della partenza, conto di incontrare alcune facce amiche milanesi, ritrovando magari anche Antonella e le sue amiche, con cui scambiarsi un incoraggiamento al volo.

Durante i 10 km potrei essere sola e senza musica. Chiedo a chiunque voglia correre con me di puntarsi una sveglia tra le 15.05 e le 16.00 e, nel bel mezzo della preparazione del cenone di Capodanno, fare una pausa e telefonarmi per un minuto (o anche due, eh!) di supporto. Io non parlerò -non ne sarò in grado-, io ansimerò, ma ascolterò incoraggiamenti, storie, barzellette, ricette, cazzate, sfoghi, risate di bambini..qualsiasi cosa vorrete farmi sentire per distrarre la mia testa dalla fatica e lasciar andare le gambe.

All’arrivo vorrei la mia famiglia, che mi mancherà come a Parigi; non so chi potrò incontrare, lì forse sarò momentaneamente davvero sola nella folla, ma la gioia del traguardo so già che mi farà versare tutte le mie lacrime. Quindi, amici, fan, runner che conosco, forse è meglio che prima di vederci lasciate che mi rifaccia il trucco.

Che cosa sarà della giornata e serata del 30, della mattinata e del post-gara del 31 prima del treno di rientro a Milano, è tutto da organizzare, ma forse, questa volta, incredibilmente, potrei anche lasciar spazio all’improvvisazione e agli incontri romani.

Chissà che così i due giorni di corse e di corsa non si trasformino in due inaspettati giorni di festa.

we run rome colosseo

Categorie: Sport

10 commenti

  • Ludo

    Cercavo notizie su questa gara e mi sono imbattuta ( subito dopo aver letto parole tipo ski-lift ,morte, fatica,allucinazioni etc) nel tuo! Che dire..siamo sulla stessa barca. Primissima gara per me, con marito ( runner molto più che amatoriale)che mi guarda con compassione…le priorità sono le stesse, io corro da pochissimo e non ho idea di cosa significhi una gara, ho in mente dei flash tipo hooligans allo stadio di Londra ma vorrei sopravvivere..senza esagerare. Se ti serve qualcosa batti un colpo, forte, in testa! Non aspettarti di trovare una fissata fanatica super attiva ma piuttosto una mamma paranoica ansiosa con uno spiccato senso di curiosità che spesso dovrebbe sopprimere anziché seguire per 10 k!

    • val384

      Dai, forza, mancano solo un giorno e mezzo e correremo nella capitale! Obiettivo: divertirci!
      Fammi sapere com’è andata la tua gara, la prima non si scorda mai! In bocca al lupo e..buona corsa a noi! 🙂

  • Ludo

    Ho sbirciato nel tuo blog! É fichissimo!condivido molti dei tuoi pensieri sulla maternità e credo che sia meraviglioso per le neomamme che ti leggeranno, trovare il tuo conforto! pensavo tu fossi una neofita della corsa come me invece sei super sportiva e preparata sull’argomento! Ti seguirò come esempio e accoglierò volentieri le tue dritte ;))

    • val384

      Ri-grazie, anzi, doppio grazie! Non sono neofita della corsa, ma corricchio da circa sei mesi con un buon programma “fai da te”. Obiettivo per il 2015: puntare ad allenamenti strutturati e ambire al titolo di runner 🙂 Mamma-moglie-lavoratrice-giocoliera-runner..suona bene, no? 😉

  • Ludo

    Ehi balen..oggi ho pensato molto alle tue parole…quando non si migliora andare comunque avanti..l’ho fatto 8 km di pura fatica e lentezza..sono tornata a casa da mio marito e ho comunicato che non avrei partecipato alla gara…speriamo vada meglio domani!! Mi sembra che il tuo obiettivo 2015 invece sia molto molto vicino….a Roma diciamo così: dajeeeeeeee! :))

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