10KM Paris Centre: prima, durante, dopo.

Eccezionale, pazzesco, incredibile, troppo, oltre ogni immaginazione, surreale, meraviglioso: credo siano stati gli aggettivi più utilizzati durante questo weekend.

Le Dynamo Girls incontrano la crew Fast and Furious a Linate: cinque ragazze Nike al gate AirFrance vedono arrivare altre cinque ragazze innegabilmente Nike, impossibile non riconoscersi. Breve presentazione dell’altra crew: un team di amiche e atlete vere, di quelle che corrono sul serio -per tempi e distanze-, ma che si aspettano, si motivano, si incoraggiano; simpaticissime, casiniste, alla mano, che non te le mandano certo a dire da qualcun altro e, più di tutto, donne con le palle e un gran carattere. E’ stato subito gruppo.

we run paris nike crew

Arrivate a Parigi scopriamo per cenni il programma della giornata: nel pomeriggio ci aspetta una 5KM di riscaldamento; i tempi, tra spostamenti, check-in, ritrovo, sono strettissimi, il pranzo è al volo. L’euforia inizia a salire alle stelle, accompagnata dalla concitazione dei ritmi generali.

werunparis nike werunparis crew nike

Al ritrovo allo store Nike, la run è preceduta da una presentazione con discorso motivazionale di…Carl Lewis, niente di meno: io e Veronica siamo in pole position, a sgomitare con i fotografi ufficiali. Fuori dal negozio, foto di gruppo (credo un centinaio di persone): mi posiziono davanti e inizio a saltellare quando alcuni ragazzi, anche un po’ deridendomi, decidono di mettersi davanti a me. Le compagne mi rimproverano: “Vale, adesso basta, stai ferma, basta saltellare, sembri Gaia!“. Arriva Carl, dà un’occhiata, si fa largo, mi indica e mi porta davanti con sè: sì, aspetto le foto ufficiali del gruppo, con Carl Lewis che mi abbraccia in primo piano, con tutto il resto del gruppo dietro.

   fastandfuriousrsm nike nikerunning dynamogirls werunparis nike nikerunning werunparis carllewis nike

La corsetta di riscaldamento è bellissima: cielo azzurro, 28 gradi, itinerario lungo la Senna, dentro al Louvre, con un ritmo abbastanza blando da consentire anche chiacchiere piacevoli tra di noi, risate e, naturalmente, qualche foto.

we run paris, 10 km paris centre, nike, crew milano we run paris, 5 km, 10 km paris centre, nike, dynamogirls we run paris, louvre, nike, crew, 10 km paris centre we run paris, 5 km, warm up, nike

Rientriamo in hotel, sapendo che abbiamo solo circa mezz’ora per farci trovare pronte per la serata organizzata: perdiamo tutte un po’ di tempo a stupirci, gioire, fotografare, telefonare alle altre, per la sorpresa che troviamo ad aspettarci. Non è il pacco gara, è la nuova felpa Nike Tech Hoodie -perfetta per il vento e la temperatura della serata e del giorno dopo-, accompagnata da una confezione di Macarons Ladurée e da un braccialetto VIP per l’ingresso al concerto di Ellie Goulding alla Brasserie de la Coupole du Printemps.

Dalla Crew DynamoGirls e dalla Crew FastAndFuriousRSM nasce quindi il NinjaTeam. Insuperabile.

  ellie goulding, nike, paris, we run paris crew dynamogirls fastandfuriousrsm, nike milano, we run paris nike milano, we run paris, crew dynamogirls fastandfuriousrsm

Ci sentiamo principesse e la serata prosegue nell’esaltazione generale, che continua anche nel pullman che ci riporta in hotel, come tante Cenerentola, per mezzanotte circa. Quasi nessuna si addormenterà subito.

Il giorno dopo è quello della gara e alle 7 ci troviamo, già pronte per la run, a fare colazione insieme.
Io sono agitata. Molto agitata. Troppo agitata. Tra la colazione e la partenza per il village, piango un paio di litri di lacrime. Continuo a ripetermi il mio obiettivo, non vedo l’ora di finire la corsa per sapere se ce l’avrò fatta.

RarePartners ci mette le ali ai piedi: correremo immaginando di volare!

we run paris, crews, nike milano, 10 km paris centre  10 km paris centre, we run paris, crew nike milanorarepartners, corrieimmaginadivolare, corri e immagina di volare, ali ai piedi

Poco prima dello start, Carl Lewis incoraggia e carica tutti dall’alto: ad un certo punto dice qualcosa in francese, mi indica, indica proprio me, e mi saluta. Non ci posso credere, ma le altre confermano che è tutto vero.

Si parte, in blocchi distanziati di qualche minuto, con pacer diversi: io con il pacer <1 ora, obiettivo personale 58 minuti, ovvero recuperare un minuto sulla mia ultima 10 km sul lungomare di Montesilvano, non credo di pretendere troppo. La tibia non si fa nenche sentire nonostante i 5 km del giorno prima; gli antidolorifici, come promesso, rimangono in borsa.

we run paris, 10 km paris centre, start, pacer -1

Percorro i primi 4 km con Francesca: avevamo già notato che i nostri tempi e le nostre distanze medie erano abbastanza sovrapponibili, sono contenta di correre con lei. Sento poi la necessità di rallentare, penso che mi basterebbe un solo km ad un ritmo più lento per riprendere fiato, ricaricarmi e proseguire per la restante metà corsa, anche recuperando i secondi accumulati. Francesca vuole provare a seguire i pacer, li raggiunge e non li molla: io mi dico che, a mia volta, voglio provare a mantenere la stessa distanza tra me e i pacer, saranno 20/30 metri al massimo, dovrei raggiungere ugualmente l’obiettivo. Qualcuno inizia a superarmi, vedo i pacer sempre più distanti e inizio, sconfortata, a dirmi che ormai è fatta, ormai ho bucato l’obiettivo, non ho idea della velocità a cui io stia andando, ma se rimango indietro vado sicuramente oltre l’ora. Controllo i bracciali di coloro che mi sorpassano e che mi corrono vicini: sono viola come il mio, almeno non sono l’unica ad essersi collocata in un blocco inadatto.

Al settimo km sento le gambe pesanti: impossibile, non è mai successo, ho sempre avuto problemi di fiato, mai di muscoli, neanche alla prima corsa della mia vita. Mollo. Cammino per 200/300 metri. Una ragazza mi prende sotto braccio e corre con me quei pochi metri che bastano per farmi ricominciare. Tengo fino all’ottavo chilometro, ma lo sconforto è troppo. Mi arrendo per la seconda volta e mi concedo altri 200/300 metri camminando. Veronica mi sorpassa, mi chiede come vada il ginocchio, le rispondo che mi sono fermata, lei mi dice brava! e corre avanti verso il suo personal best, mentre io provo a mettere le mani avanti con la scusa del ginocchio quasi a giustificare il tempo da lumaca che farò.
Al nono chilometro cedo per la terza volta: va sempre peggio, non mi sono mai messa a camminare in nessuna delle mie precedenti corse, non è proprio giornata, vorrei uscire dalla gara, non averla mai iniziata per non vedere sul tabellone quel tempo interminabile accumulato, oppure ricominciarla da capo il giorno dopo. Concludo, la finisco, guardo il mio tempo, ho il magone, penso a cosa raccontare a Gaia che si aspetta una mamma vincitrice. Penso che forse è la volta buona in cui io possa insegnarle che non si può sempre vincere, che bisogna accettare le sconfitte; ma non ci credo davvero, la lezione devo prima impararla io.

Ritrovo le altre, tutte bravissime, tutte felici, tutte hanno portato a casa il loro miglior tempo. Io ho bisogno di scaricarmi, di ragionarci, di cacciare la tensione accumulata, di sfogare, prima di raccontare come sia andata e confrontarmi con loro. Io non sono felice, ma capisco che non può essere una corsa a rovinare un weekend eccezionale.

we run paris, 10 km paris centre, traguardo 10 km paris centre, we run paris, nike, traguardo

Rientriamo in albergo, questa volta abbiamo un po’ di tempo per noi: mi concedo una doccia bollente, qualche lacrima residua e i macarons consolatori -che non consolano un granchè, a dire il vero.

Ci ritroviamo tutte insieme per il pranzo e finalmente mi sento in grado di raccontare al NinjaTeam della mia disfatta. Arrivano anche i tempi ufficiali: il mio è di 1.02.54, contro il mio personal best di 59.11 e l’obiettivo di 58.59 che mi ero prefissa.

Le ragazze mi fanno presente che la mia ultima corsa è stata il 29 agosto, più di un mese fa, che non mi sono più allenata in alcun modo, che sono reduce da un infortunio, che ho corso di botto 5 km + 10 km in due giorni consecutivi: Valentina mi dice che, senza allenamento da così tanto tempo, lei che è una di quelle che corre veramente, 10 km non li avrebbe forse neanche corsi per il rischio di farsi male. Le Dynamo, che hanno vissuto con me le visite ortopediche, aggiungono anche che avrei potuto non essere lì a correre, considerata la frattura alla tibia, che già avrei dovuto mettere in conto l’evenienza di dovermi fermare a causa del ginocchio senza neanche pensare ad inseguire un personal best. All’unanimità mi dicono che, considerato tutto, la mia gara è invece andata molto bene, che sono stata brava. Silvia mi fa capire che è la testa che ha sbagliato dall’inizio e che il primo errore l’avevo commesso già al mattino, nel mio modo di immaginarmi la gara: ero troppo agitata, troppo in ansia, non eri tu mi dicono. Questo non lo so, ma hanno ragione: non mi sono goduta la corsa. Sempre Silvia, con uno sguardo fisso che non dimenticherò mai, quando ci saluteremo a sera a Linate, mi dirà che devo pensare meno all’obiettivo e che è una cosa su cui dovrò lavorare. Ho il sospetto che, in cuor mio, io questa cosa la sappia da sempre.

Nell’ultima ora libera che ci rimane prima di andare in aeroporto, non ci facciamo mancare una tappa alla Tour Eiffel, con crepes annesse. Gioia. Il gruppo è sempre più complice, più affiatato, e iniziamo a chiederci in quali occasioni rivederci e quali allenamenti potremmo fare insieme nonostante i diversi livelli di preparazione. Questa lavatrice di cose belle -come l’ha definita Silvia- va fatta ripartire con un altro carico.

we run paris, 10 km paris centre, nike milano, crew we run paris, 10 km paris centre, crewdynamogirls, dynamo,

Atterrate in aeroporto, con la sensazione di aver vissuto un’esperienza unica, che probabilmente non ci capiterà mai più nella vita, ci arrendiamo ai saluti, promettendoci di non perderci più di vista, di coltivare la passione comune, di cercare situazioni di incontro. Io mi impegnerò per farlo, donne così in gamba, positive, con spirito di squadra ed energia, fanno parte di quelle persone di cui voglio circondarmi per vivere felice.

we run paris, 10 km paris centre, nike milano

Grazie Nike, grazie NinjaTeam: senza di voi tutto questo non sarebbe stato possibile.

we run paris, 10 km paris centre

Categorie: Amicizia, Sport

Leave a Reply

7 commenti

  • Anonimo

    Non hai raggiunto il tuo obbiettivo prefissato? Fa niente. Evidentemente questa gara ti è servita per capire cose nuove o per fartele ricordare. In ogni caso hai vinto e basta! Non c’è nulla da aggiungere!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.