Mi ha detto che..POSSO!

Capita che un’amica lanci un chiaro S.O.S. e, in barba ai programmi e al piano A di un pomeriggio in famiglia, si telefoni ad un’altra amica e si improvvisi un piano B: “Marito porta figli alla festa programmata, verso le 15 gli farò sapere luogo esatto del parco e se la caveranno senza di me; lei passerà a prendermi tra mezz’ora, ho giusto il tempo di salutare i suoceri, andare a casa a sistemarmi la faccia e a preparare un minimo di borsa -bancomat, una felpa, fazzoletti e una bottiglietta d’acqua; dovremmo arrivare dall’amica a 160 km da qua per merenda, si sta insieme e poi, a seconda di come va, potremmo tornare per cena. Male che vada, comunque stasera gioca il Milan, lui avrebbe compagnia”.

Anche se preso alla sprovvista, Nico -di gran cuore come sempre- capisce la situazione, mi rassicura sul riuscire a gestire le due pesti fino a sera e si raccomanda soltanto con un “Torna quando devi tornare, non ti preoccupare; solo, fammi sapere quando arrivi e quando riparti…e guidate piano”. Luca si è già addormentato per il riposino pomeridiano; Gaia no e devo affrontarla. Ottengo anche il suo benestare spiegandole che, purtroppo, non potrò andare con loro alla festa, perchè c’è un’amica che ha molto bisogno di me, e promettendole che quando tornerò –presto, ma certo, presto!– le porterò una sorpresa (funziona sempre).

Succede poi che, in effetti, si ha conferma che il rientro avverrà dopo cena: un’amica è un’amica e in questo momento ha bisogno di noi, di me. Fammi fare una telefonata.

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Io – Gaia, amoretesoro, ti diverti alla festa?
G – Sì, mamma! (dai, su, fammi tornare a giocare)
Io – Senti, amoretesoropatatamia, la mamma farà tardi..E’ che non riesco a tornare per cena, la riunione è lunga..
G – Nooooo, uuuufffaaaa! Ma non puoi farla corta la riunione?
Io -Eh, amoretesoropatatabellacucciolamia, purtroppo no. Però tu e Luca e papà stasera sarete bravissimi e io comunque torno dopo, ok?
G -Mamma, mi stai annoiando!
Io -No, ehi, ascolta, non è che voglio annoiarti, voglio solo spiegarti il mio piano, ascoltami: tu adesso stai ancora alla festa, poi quando è ora, tu, Luca e papà tornate a casa; vi lavate, mangiate, o insomma vedete voi, poi andate a nanna (ti prego, non fate storie, non complicate la vita a papà proprio stasera chè c’è già questo mio fuoriprogramma) e, quando la mamma torna, ti fa le coccole mentre dormi e ti porta la sorpresa. Ti ricordi della sorpresa, eh? Che cos’è che vorresti, hai qualche desiderio?(complichiamoci la vita ulteriormente: magari mi va bene, chiede qualcosa delle Winx, tormentone del momento, e me la cavo in edicola)
G -Il libro di Turbo perchè poi non me l’avete mai regalato e nemmeno Babbo Natale!
Io –(Porc..!!’Azzz..!!!E pure con recriminazioni) Va bene, lo cerco! Ma se per caso, per caso eh, non lo trovassi?
G – Va bene allora un pupazzo o qualsiasi cosa..
Io – Va bene, dai, ok, allora facciamo così -va bene?-: quando finisce la festa, tu e Luca e papà andate a casa, vi lavate e mangiate, oppure no, come volete, poi andate a nanna e la mamma ti porta la sorpresa, quello che trova, ok? OK? OK?
G – Va beeeneee, ma adesso basta, fammi andare!
Io – Ok, amore, grazie eh! Appena torno ti faccio le coccole, eh! Un bacio grande, amoremio, tivogliob…
G – Sì, sì, ciao!Papààààààà, il telefonooo…!


Il Libro di Turbo non l’ho trovato, però giuro che l’ho cercato -semi claudicante- in due differenti librerie; ho rimediato con un sacchetto-sorpresa delle Principesse Disney che ha riscosso un discreto successo, senza entusiasmi -sia chiaro-, nè braccia al collo con sbaciucchi per la miglior mamma del mondo.

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Le promesse vanno rispettate.
Le promesse fatte a mia figlia sono così: vanno negoziate, concordate, riepilogate in modo che entrambe le parti abbiano chiara la stessa versione in ogni minimo dettaglio (ore 2.00 di notte: “mamma, ma tu ti ricordi che mi avevi detto che quando tornavi a casa e io dormivo, mi davi la sorpresa?”), e poi, ovviamente, vanno mantenute.

Le amiche sono così: dicono di esserci, devono dimostrare di esserci. 
Le amiche, come le intendo io, stravolgono i piani, si mettono in macchina senza preavviso e senza avere un indirizzo preciso, rinegoziano le priorità, si fanno spalle larghe per sorreggersi l’un l’altra, vanno oltre i rifiuti e leggono al di là delle parole espresse.

La famiglia è così: capisce, aspetta, fatica, chiede, concede, accompagna, dà, impegna, ama.
La mia famiglia, soprattutto ama.

Categorie: Amicizia, Mi ha detto che, Vita da mamme

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