Ginocchio fermo, mani in movimento

Weekend-divano-gambe distese non si conciliano facilmente con due figli, specialmente se abituati a guardare poca televisione e a giocare in modo anche abbastanza fisico con mamma e papà.

Oggi pomeriggio Gli Uomini (come direbbe Gaia) sono usciti, lasciando noi Donne finalmente in pace. Tra chiacchiere, puzzles, canzoni (Mamma, adesso mi metti quella ‘del sole’?), è arrivato anche il momento della torta del weekend.

L’avevo promessa ai colleghi perchè il contributo principale è loro, ma ne farò un’altra da portare al rientro in ufficio.

Una delle mie torte preferite è la torta paesana, anche detta torta di pane, che nasce come riciclo del pane raffermo. Peccato che in famiglia, salvo in caso di ospiti a cena, feste, grandi occasioni, non mangiamo pane; per via di intolleranze alimentari, gonfiori, diete per i kg di troppo, ci siamo abituati a gallette di cereali vari. Va da sè, quindi, che se i miei colleghi negli scorsi mesi non avessero ceduto a me gli avanzi di pane dei loro pranzi in ufficio, oggi questa torta sarebbe stata decisamente più piccola del diametro 28 cm in cui è stata infornata.

Non esiste una ricetta univoca, con dosi precise, io vado a occhio e secondo gusto.

Ingredienti e procedimento per la torta di oggi:

Pane secco prevalentemente di grano tenero, ma anche di cereali vari e con semi differenti. Ho la bilancia senza pile, non ho potuto pesarlo, ma credo fosse circa 1 kg

– 1 Lt di Latte di soya al cioccolato: lo acquisto all’Auchan, è molto cioccolatoso, denso e già zuccherato, il che è un punto a suo sfavore ma per le torte è ottimo. Naturalmente non ho aggiunto zucchero semolato nè cacao, presenti invece nelle ricette tradizionali (così come le uova, che io trovo superflue in questa torta)

Pinoli, mandorle, noci, uvetta, cioccolato fondente senza latte: “Gaia, nel ripostiglio, sullo scaffale in basso, a sinistra-qual è la sinistra?Brava!-, c’è una scatola blu che contiene gli ingredienti per le torte: scegli quelli che preferisci

torta paesana

Per prima cosa abbiamo lasciato a mollo il pane nel latte, mescolando con le mani di volta in volta; bisogna paciugare bene per frantumare il pane, in modo che non ne rimangano pezzi.

“Mamma, stiamo facendo una schifezza!”

Ci vuole circa mezz’ora perchè il pane sia ben frantumato e il latte ben assorbito; nel frattempo si può cantare, conversare, scherzare e farsi i dispetti. Abbiamo poi aggiunto gli altri ingredienti, pinoli a non finire, mandorle tagliate in due o tre pezzi, una tavoletta di cioccolato da 100gr tagliata in pezzetti piuttosto grossolani e noci che –Guarda, mamma, assomigliano a farfalle!.

Noci farfalle 2

Abbiamo assaggiato: “Gaia, che ne pensi? Va bene così?”
“Mmm…aggiungerei ancora qualche cosa!”
“Che cosa?”
“Beh, del cioccolato!”

Affare fatto, il cioccolato non è mai abbastanza e non è mai troppo: tanto, ha detto Gaia, nel ripostiglio c’erano cinque tavolette, quindi, usando la seconda, ne sarebbero rimaste ancora tre per la prossima volta. Ed ecco che è arrivato, tra le risate, il cioccolato volante, portato dal palloncino della festa di Antonio (totale cioccolato utilizzato: 200 gr).

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L’impasto è pronto, incredibilmente facile e incredibilmente buono: abbiamo versato il tutto nello stampo e infornato a 180° statico per 45′ e poi a 200° ventilato per gli ultimi 10′ (in questo modo, si forma una crosticina, mentre all’interno la torta rimane morbida).

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Non è mancato ovviamente l’assaggio pre-cottura, anzi, la pulizia impeccabile della terrina:

“Mmm..buona mamma, non è proprio una schifezza!”

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Quanto a voi, qual è la vostra torta preferita e di semplice realizzazione?

Categorie: Pasticceria e pasticci, Vita da mamme

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