Delle meraviglie d’Abruzzo

Alzi la mano chi conosce l’Abruzzo.
Rettifico: alzi la mano chi dell’Abruzzo sa qualcosa di più dell’ “è una regione dell’Italia centrale, dovrebbe esserci il mare, ma forse no, però ci sono le montagne; il suo capoluogo è Pescara, anzi, L’Aquila, boh, ah sì L’Aquila, dove qualche anno fa c’è stato il terremoto. In Abruzzo si mangia bene.”

Io, fino all’estate scorsa, dell’Abruzzo non conoscevo nulla. Sono approdata nella provincia di Pescara per caso, cercando su gmaps una località di villeggiatura adatta anche a Luca di soli sei mesi, con un mare più invitante di quello della Riviera Romagnola e più vicino di quello splendido di Puglia/Calabria, e più economica delle Marche o della Toscana che, da preventivi, erano al di sopra del nostro budget familiare.

Nel 2013 ci siamo finiti per caso, nel 2014 siamo tornati per scelta.

L’Abruzzo è una regione incredibile, con mare, montagna e alta montagna (ci sono tre Parchi Nazionali: il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, il Parco Nazionale della Majella e il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga), borghi medioevali, castelli, città, riserve naturali a non finire, laghi spettacolari e spesso balneabili, fiumi, gole, un fittissimo programma di sagre estive, una cucina prevalentemente di carne, ma non solo.

La vacanza estiva ideale della nostra famiglia, ora che siamo in quattro (perché prima in due era un’altra storia), è al mare, stanziale come alloggio, ma dinamica e varia rispetto a luoghi e attività. Ed è per questo che siamo andati in Abruzzo con infradito e scarpe adatte a gite in montagna.

Ci siamo mossi guardando cartine geografiche e cercando su internet informazioni su eventuali itinerari da percorrere con bambini, calcolando distanze e tempi di spostamento in auto e verificando le fotografie su Instagram, spesso più realistiche di quelle di google o di certe guide turistiche. Ci sarebbe piaciuto visitare le cascate delle Marmore (in Umbria, non in Abruzzo!) e la Camosciara (sì, in Abruzzo), ma abbiamo valutato che due ore di viaggio a tratta sarebbero state troppe. In realtà, conilsennodipoi, ne abbiamo trascorse anche di più per altri itinerari.

L’anno scorso abbiamo scoperto, a breve distanza da Pescara, il Parco delle sorgenti sulfuree del fiume Lavino: una piacevole passeggiata adatta a tutti, un’area pic-nic con giochi per bambini, uno spettacolo di colori e suoni e un antico mulino.

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Quest’anno, come prima gita, siamo andati alla cascata Cisterna, seguendo prima un sentiero panoramico e poi percorrendo il letto del fiume Orta. La partenza per i sentieri è da Bolognano (PE), entrambi percorribili anche da bambini di 4 anni, con scarpe da ginnastica un po’ strutturate (non a suola liscia). Gaia e il papà hanno anche fatto il bagno nel fiume, pare che l’acqua fosse gelida e molto bagnata (?!).

cascata cisterna cascata cisterna

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Un giorno, avendo come meta per il pomeriggio il lago di Barrea (AQ), abbiamo percorso una statale attraverso gli Appennini che ci ha fatto improvvisare un programma alternativo: come prima sosta, arrivati alle Gole del Sagittario, abbiamo seguito il sentiero lungo il fiume verso le pozze e, tornando indietro, ne abbiamo visitato le sorgenti. Ci sono anche un percorso botanico ed uno faunistico, su cui però non ci siamo soffermati; è presente anche un’area pic-nic molto piacevole; i sentieri sono percorribili comodamente, anche con eventuale passeggino; i bambini di 4 anni possono accorgersi dei rovi ai lati del sentiero, raccoglierne le more e fare merenda mentre camminano.

Saliti nuovamente in auto, ammirando le riserve naturali su strade che attraversavano montagne e paesaggi incantevoli (“mamma, guarda, c’è il panorama!”), abbiamo incontrato il lago -e l’eremo- di San Domenico a Villalago, il lago di Scanno, con il bellissimo paese arroccato, ed infine il lago di Barrea con Barrea che ospitava la sagra degli orapi, buonissimi spinaci selvatici dalle numerose proprietà benefiche e con cui cucinare ottimi primi, secondi e contorni.

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Parlando di sagre, non posso non citare la mia preferita, che aspettavo dalla fine di quella dello scorso anno: la sagra del Peperone dolce di Altino (CH). Il prodotto in sé è, appunto, una sorta di peperoncino dolce; nel 2009 è nata addirittura un’Associazione per studio, sviluppo e valorizzazione del prodotto tipico; durante la festa, il paese è addobbato con corone di peperoni e le diverse contrade si sfidano a colpi di menu, naturalmente a base di peperone, dal primo al dolce. Ogni contrada propone anche un proprio intrattenimento, con costumi tipici, musica e balli. Dell’anno scorso ricordo un’eccezionale crostata con marmellata di peperone, un dolce al cioccolato (e peperone), di quest’anno una polenta strepitosa, con carne (e peperone) ed un croccante di nocciole (e peperone).

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Come l’anno scorso, il giorno successivo alla sagra di Altino, c’è stata quella di Mozzagrogna (CH), ovvero la sagra dei dolci tipici locali: i due vassoi di dolci misti ci fanno concludere la serata alla sagra ed iniziare la giornata successiva con una splendida colazione in spiaggia. Peccato che l’anno scorso Luca fosse troppo piccolo e quest’anno troppo stanco..

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Tra i castelli e le rocche, l’anno scorso abbiamo scelto Rocca Calascio (AQ), dove sono state girate alcune scene del film Lady Hawke, uno dei miei film preferiti di quando ero piccola. Durante la passeggiata, ho raccontato a Gaia dell’amore tra il cavaliere Navarre e la bella Isabeau, dell’incantesimo di un vescovo cattivo e di un’eclissi solare che mette fine al sortilegio per cui lei, falco di giorno, e lui, lupo di notte, possono sposarsi e vivere felici e contenti e senza denti.

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E’ stato poi il turno, quest’anno, del castello –verosimilmente di origine longobarda- di Roccascalegna (CH) che, da uno sperone roccioso, domina la Val di Sangro. Nei sotterranei del castello, visitabile in tutte le aree -perfettamente restaurate-, sono proposte leggende locali e antiche macchine di tortura, così come un lanciafiamme e armature cavalleresche d’epoca.

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Nel nostro girovagare, ci siamo fermati a Sulmona alla confetteria Pelino, che offre la possibilità di vedere (da un vetro, purtroppo) la fabbrica, di visitare il museo con i macchinari antichi, premi, documenti e riconoscimenti ad honorem, e di acquistare, naturalmente, ottimi prodotti.  Lungo la strada del ritorno, a breve distanza, abbiamo incontrato la confetteria Ovidio: di storia ben più recente di Pelino, l’accoglienza e la disponibilità della famiglia che ne gestisce l’attività è stata impareggiabile. Alessandra, di 6 anni, ci ha accompagnati in produzione, spiegandoci le varie fasi di lavorazione, mostrandoci il papà al lavoro, facendoci assaggiare i prodotti finiti non ancora confezionati. Per Gaia è stata un’esperienza indimenticabile sia per aver visto la nascita dei confetti, sia per aver potuto pescarne a volontà da enormi ceste stoccate nei magazzini refrigeranti.

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Naturalmente è stata una vacanza anche, e soprattutto, di mare. Sì, il mare in Abruzzo è pulito, si fa il bagno volentieri e si riesce anche a nuotare piacevolmente. Si possono trovare lunghe spiagge di sabbia così come spiagge di sassi, ghiaia o scogli. La sabbia è scura, quindi l’effetto-Sardegna non si ottiene, ma anche nell’acqua alta ci si riesce a vedere i piedi.

In particolare, segnalo tre spiagge da visitare.

Prima fra tutte, la mia preferita: i Ripari di Giobbe, conosciuta grazie alle indicazioni di un’amica di Pescara. In zona Ortona, seguendo le indicazioni, si può lasciare l’auto in un parcheggio gratuito e scendere alla spiaggia tramite un breve tragitto con sentiero e gradini, oppure accedere al camping I Ripari di Giobbe e parcheggiare, al costo di 7 €, a pochi metri dalla spiaggia. E’ presente un bar-tavola calda per il ristoro; noi abbiamo fatto un pic-nic in spiaggia portandoci viveri autonomamente. I colori di questo mare sono impareggiabili; il litorale, breve, è di sassi e l’acqua diventa profonda appena dopo qualche metro dalla riva. Con le onde o con il mare calmo, per me è sempre uno spettacolo per gli occhi e un’emozione per il cuore.

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La seconda in cui siamo tornati anche quest’anno è la spiaggia di Mottagrossa, all’interno della Riserva Naturale di Punta Aderci (zona Vasto, CH). Lunga spiaggia di sassi, fondale di sabbia, colori meravigliosi; si trovano capanne costruite con canne e legni della riserva per ripararsi dal sole cocente in mancanza di ombrellone; vista su un trabocco al limitare della spiaggia, dove si trovano scogli e acqua blu.

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Infine, abbiamo concluso con un altro pic-nic nella spiaggia di Punta Aderci, lunghissimo litorale sabbioso, acqua cristallina che degrada lentamente (e per questo perfetta anche per bambini molto piccoli), trabocchi dal fascino misterioso che la delimitano da una parte.

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Insomma, anche per quest’anno le vacanze sono terminate e, di nuovo, torniamo a casa con l’Abruzzo nel cuore. Un pensiero va, immancabile, anche alla famiglia di Gloria, per il secondo anno amica-di-spiaggia di Gaia: abitanti de L’Aquila, nel 2009 sono stati travolti dal terremoto, hanno perso la casa e vivono tutt’ora in uno dei famosi prefabbricati. Il sorriso non manca loro, ma raccontano che, a parte gli slanci iniziali, ad oggi –dopo ben oltre cinque anni- i lavori di ricostruzione sembrano fermi. Le case devono essere abbattute e ricostruite ex novo, non possono essere ristrutturate; le famiglie, esuli, pagano il mutuo su un bene che ad oggi non possiedono e che, forse, un giorno –non-si-sa-quando, torneranno a possedere. I genitori di Gloria però, con in braccio Daniele, di qualche mese più piccolo di Luca, ne parlano con accettazione serena di quella che è la loro realtà, riuscendo a ricordare la fortuna di avere una vita davanti e un tetto –seppur precario- sopra la testa.

Ho chiesto, nel corso della vacanza, a diversi Abruzzesi, come mai si conosca così poco della loro splendida regione. Mi hanno risposto in modo univoco: sono gelosi del loro patrimonio; il turismo attuale, in crescita ma che ancora consente di preservare l’ambiente da speculazioni e degrado ambientale, per loro è sufficiente. Da parte mia, pur contenta di non trovare affollamento da Riviera Romagnola, credo che la Bellezza vada condivisa ed è per questo che vi suggerisco, nel caso passaste da quelle parti, di fermarvi e provare per qualche giorno ad esplorare un pezzettino di una regione che sarebbe capace di offrire posti sempre nuovi per le estati di una vita intera.

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Categorie: Altro, Vita da mamme

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