Perchè lo fai (disperata ragazza mia)?

Potrebbe sembrare il verso di una canzone ed invece è ciò che ultimamente amici e conoscenti mi chiedono sgranando gli occhi come se mi stessi sottoponendo spontaneamente ad una tortura cinese. Ogni tanto me lo chiedo anche io.

Si parla di corsa, di running.

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Non ho mai corso fino alla primavera di quest’anno quando, iscritta alla We Own The Night (10 km tutta al femminile, firmata Nike, di cui ho già accennato qui), ho dovuto iniziare ad allenarmi per poter portare a termine la corsa fissata per la fine di maggio.

Da quel momento non ho smesso di correre, anche se senza alcun tipo di programma né obiettivi precisi, ma riservandomi qualche uscita saltuariamente, con l’impegno di “almeno una volta a settimana-meglio due”. Mi sono dovuta fermare un mese e mezzo per un imprevisto al piede e, una volta ripreso, le distanze si sono assestate tra i 5 e i 7 km ad uscita.

Settimana scorsa mi sono decisa e ho iniziato un programma di allenamento con Nike+ Coach (applicazione per iPhone e Android): ho scelto un allenamento per 10 km, livello intermedio, ovvero per chi abbia già percorso quella distanza, ma con estrema fatica e problemi di fiato.

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L’allenamento è piuttosto impegnativo: sono 8 settimane, con run quasi quotidiane (il giovedì è previsto un cross-training, ovvero un allenamento diverso dalla corsa, a mia scelta; sono al mare, ne approfitto per nuotare, ma vale anche andare in bicicletta, fare yoga, NTC, etc..; la domenica invece è giorno di riposo), con un incremento delle distanze da percorrere di settimana in settimana. Una delle cose più impegnative è puntare la sveglia alle 6 del mattino, pur essendo in vacanza, quando tutti, i miei figli compresi, si godono ancora almeno un paio d’ore di sonno: il clima è perfetto, il sole che sorge dal mare è meraviglioso, la strada è battuta solo da qualche runner mattiniero, inizio la giornata con energia e, soprattutto, non sottraggo tempo alla famiglia.

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Ora, a me correre proprio non piace e non sono neanche riuscita a darmi una spiegazione univoca a questa mia decisione, forse perché i perché sono tanti:

Il primo fra tutti è che a me piacerebbe amare la corsa e, dicono gli esperti, si impara ad amare la corsa imparando a correre. Correre è un’attività a costo zero, si può fare ovunque, in qualunque stagione, in qualunque momento della giornata, con attrezzatura minima – un buon paio di scarpe potrebbe quasi essere sufficiente, da soli o in compagnia; si può fare in silenzio, riflettendo, non pensando a nulla, ascoltando musica, come momento per scaricare le tensioni o ricaricare le batterie o, ancora, per prendersi i propri spazi tra lavoro/famiglia/incombenze quotidiane. A me, dicevo, correre non piace; a me piace finire la corsa, quando le endorfine mi portano buon umore, positività e quando posso essere orgogliosa del mio sforzo.

Per me è importante anche l’aspetto agonistico-competitivo della corsa: senza dover partecipare necessariamente ad eventi, in ogni uscita entro in gara con me stessa, cercando di migliorare sulle distanze, sui tempi o sulla qualità della corsa. Durante la corsa posso scegliere se essere avvisata su distanza/ritmo medio/tempo impiegato, ma ho visto che, per rendere al meglio, è bene che io riceva l’informazione soltanto sulla distanza percorsa: al termine dell’allenamento scommetto sul tempo che io possa aver impiegato rispetto allo sforzo compiuto e alle uscite precedenti e verificare il ritmo medio mantenuto mi dà la stessa sensazione dello scoprire le caselle di un gratta e vinci.

Se vedo dei miglioramenti, anche solo di qualche secondo, sono felice; se miglioramenti non ce ne sono, sto imparando a non mortificarmi e a non abbattermi e a capire che ogni corsa dipende da diversi fattori, come stanchezza, alimentazione delle ultime 24 ore, fiato, pensieri, testa, voglia, clima e temperatura, orario in cui si corre..

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Il secondo motivo per cui ho scelto di seguire un programma, seppur così tosto per l’impegno che richiede, è perché voglio avere un obiettivo e, come insegnano in qualunque corso di formazione aziendale, gli obiettivi devono essere SMART: Specifici, Misurabili, Accessibili, Realistici, Temporizzabili.

Il mio obiettivo è arrivare a correre 10 km con più piacere che fatica (ed entro i 59 minuti) e, per verificare che con l’allenamento giusto sia fattibile, devo attenermi al programma.

Il calendario è inderogabile, se per qualsiasi motivo non ci si allena (piove, ho mal di testa, ho sonno, ho mangiato troppo, non ho mangiato, non ho voglia..), la sessione risulterà non eseguita, non sarà recuperabile. Avere un calendario di 8 settimane già dettagliato fino all’ultimo giorno, un’applicazione che mi ricorda anche visivamente quanto ho fatto e quanto mi manca all’obiettivo, mi tiene stretta e focalizzata sulla meta. La sfida è con me stessa e il primo obiettivo è rispettare il programma, dimostrare a me stessa che per due mesi posso portare a termine quella che per me è un’impresa piuttosto impegnativa sul piano fisico e mentale. Non mi sono mai allenata per competere: anche da piccola, pur avendo praticato nuoto, ginnastica artistica, tuffi, atletica, pallavolo.., a parte gare di fine corso o tornei scolastici, non ho mai partecipato a competizioni vere e proprie (pare che per i miei genitori fossi già troppo competitiva di carattere e che non mi avrebbe fatto bene avere ansie da prestazione anche in ambito sportivo; conilsennodipoi, credo mi sarebbe piaciuto gareggiare, un po’ mi mancano le medaglie che so che avrei potuto portare a casa).

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Ad oggi competo ancora una volta con me stessa, per dimostrarmi che la forza di volontà, l’impegno e la costanza possano ancora premiare, che i miei quasi 30 anni sono insignificanti da un punto di vista di ripresa muscolare dopo 15 anni di inattività e che le mie due gravidanze non debbano essere un ostacolo alla cura di me.

Il terzo motivo principale è che ho intravisto nella corsa la possibilità di incominciare a respirare dopo una vita in apnea. Non ne conosco il motivo, ma io non respiro; o meglio, ovviamente lo faccio, ma in modo del tutto inconsapevole, con respiri brevi e rari, lunghi momenti -appunto- di apnea e silenziosamente.

Con una mamma insegnante di yoga, due corsi preparto, esercizi ai corsi di canto che ho seguito in passato (sì, ho fatto anche quello), di tentativi di conoscere le varie respirazioni e impararne almeno una ne ho fatti. Senza successo. Respirare mi costa fatica.

Nella corsa, però, senza respirare si soccombe. Pian piano, inizialmente con l’aiuto di Nico, sto trovando un ritmo che sembra funzionare: mi concedo una respirazione rumorosa, ho bisogno di sentire i miei espiri per non dimenticarmi poi di incamerare aria e per tenere il passo.

Quando corro non penso a nulla; anzi, penso che non vedo l’ora di arrivare al termine dei km che mi sono prefissata e penso ai miei respiri. Ho provato a correre con la musica, ma è stato un disastro: distraendomi su altri ritmi, ho perso quello del mio respiro; nelle ultime uscite, sono riuscita ad avere un leggero sottofondo musicale non troppo incalzante e, forse a conferma che l’allenamento è tutto, adesso riesco persino a distrarmi a tratti e a pensare ad altro seppur per brevi istanti. Godermi il paesaggio, ancora no: corro con una bellissima alba sulla spiaggia, ma preferisco guardare la strada davanti a me e rimanere concentrata per resistere alla –ancora troppa- fatica.

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Insomma, per correre bisogna prendere fiato; trovo molto bello il paradosso dell’andare a correre proprio quando in alcune situazioni ci manca il fiato e abbiamo bisogno di evadere o sfogare.

La corsa è ritmo, è respiro, l’ho imparato, e per queste 8 settimane voglio dare un nuovo ritmo alle mie giornate, seguire la strada indicata dal calendario per vedere a quale meta riuscirò ad arrivare.

Chiunque volesse correre con me, fianco a fianco o a distanza, troverà una compagna che fatica parecchio, che sta cercando di imparare come si fa, che vuole provare ad andare fino in fondo per vedere che cosa possa succedere oltre i limiti che ha creduto di avere fino a ieri.

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Categorie: Sport

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13 commenti

  • bulgy80

    ti ho pensata i questi giorni. sono andata a correre dopo tantissimi anni.Correre non mi è mai piaciuto, era sempre la parte noiosa dei allenamenti di karate che facevo. Ho cmq percorso una ridicolissima distanza che non merita nemmeno di essere indicata.Stavo per morire,senza fiato,con i polmoni in fiamme e proprio in quel momento mi stavo chiedendo,ma TU come fai a trovare forza,energia,tempo,VOGLIA a fare tutto? ora ho la risposta…;-)

    • val384

      🙂 grazie! Non guardare la distanza né la velocità, vai, esci, e focalizzati sui tuoi piccoli progressi di volta in volta. Non commettere l’errore che ho fatto io per troppo tempo di abbatterti e di considerare le tue fatiche come limiti. Se pensi che ti possa interessare correre, vai, inizia e costruisci un pezzo alla volta 😉

  • Ramona

    Grandissima Valeria! Sono appena tornata dalla corsa! 🙂 Con questo post hai risposto a molte domande che volevo farti! Ho scaricato l’app ma il livello principiante mi sembra ancora un po’ troppo difficile per me. Al momento sto seguendo un programma di sei settimane (la sessione di oggi era 10 minuti di corsa + 10 di camminata… più fattibile!). Quando riuscirò a correre i 5 km, inizierò l’allenamento a livello intermedio! 😉 buona corsa e complimenti per il blog!! ^^

    • val384

      Bravissima! L’importante è iniziare e procedere per gradi. L’app mi sembra ben fatta, ci sono allenamenti per tutti e la cosa bella è che, oltre a definire l’obiettivo in termini di distanza, si può scegliere il proprio grado (principiante/ intermedio/ avanzato).
      Secondo me, se vinciamo la fatica e manteniamo costanza e determinazione, vedremo i risultati. Fammi sapere come andrà! Anche se, per ora, su distanze diverse, corriamo insieme! 😉

      • Ramona

        Sì, l’app mi piace molto!! Devo dire che mi sento determinata e sto scoprendo una costanza che non credevo di avere!! Proverò a fare anche qualche levataccia, seguendo il tuo buon esempio! 🙂 Vedremo… ti farò sapere! 😉

        • val384

          Al mattino secondo me, anche se è faticoso alzarsi, si corre molto meglio..E la giornata inizia con molta più energia!
          Assolutamente fammi sapere! A presto!

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