Quando “MPR” non è un vaccino – nonsolomamma

Qualche mese fa, Nico ed io ci siamo iscritti alla Monza Power Run, con l’obiettivo di correre insieme una corsa tutta nostra e divertirci con un percorso ad ostacoli degno dei nostri allenamenti di BootCamp che ci hanno accompagnato in quest’anno.

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Non è stata una corsa, è stato molto di più!

Caldo tremendo, una mia stanchezza e fiacca inspiegabili: ho corso poco, camminato spesso, superato tutti gli ostacoli: ho tagliato il traguardo degli 11 km, mentre Nico -che non ha voluto lasciarmi nel mezzo del percorso nonostante gli dicessi di proseguire secondo le sue energie- quello dei 22 km (ha fatto il secondo giro dopo il mio arrivo).

Me la sono goduta: avevamo il chip, ma non erano i tempi l’importante.
Ho percorso i km pensando a Lele, della Fondazione Lele Forever  per la lotta contro la leucemia, a cui è intitolata la corsa; nel pre-gara hanno parlato i suoi genitori e ho dedicato le mie fatiche e i miei sforzi, in particolare, a loro, a Lele, alla piccola Irene che ha vinto il male e alla sua mamma speciale che non ha mai mollato, e a tutte quelle persone che ho conosciuto per lavoro, che combattono contro la malattia, ma anche contro le difficoltà della società (fino a pochi mesi fa mi occupavo di ricerca e selezione di categorie protette/disabili e di persone con storie di coraggio ne ho incontrate e ascoltate parecchie).

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La mia fatica non era nulla in confronto, ma mi è sembrato di correre con loro.

La maglietta, splendida in tessuto tecnico by Puma, come sottotitolo a “Monza Power Run”, riporta “Oltre l’ostacolo”. La malattia è l’Ostacolo, ma il mondo del lavoro, i pregiudizi, la diffidenza, le barriere architettoniche, l’assistenza socio-sanitaria, sono altri fiumi di fango, salite ripidemontagne di fieno, tubi sospesi che si aggiungono alle difficoltà da superare.

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1400 persone hanno corso ieri, divertendosi, in maschera o meno, con entusiasmo ed energia, senza sgambetti ai più lenti e con gioia.
C’è stata un’organizzazione eccezionale in un bellissimo clima di solidarietà, più di 200 persone coinvolte nella gestione della gara, tutte sorridenti e incoraggianti lungo il percorso, nei punti di ristoro, nella distribuzione di frutta o al guardaroba, numerosi sponsor e intrattenimento molto piacevole.

Per me sono stati 11 km in compagnia di mio marito in una location meravigliosa (inizio gara ai semafori dell’autodromo di Monza, corsa nel parco e per il centro storico di Villasanta), di riflessioni silenziose e condivise.
Nico mi ha fatto notare che per tre volte, alla vista dell’ostacolo, ho pensato che non ce l’avrei fatta: ci ho provato e sono riuscita in tutti i casi e con una fatica addirittura inferiore a quanto mi aspettassi.

Avere più fiducia nelle mie potenzialità, comunque tentare sempre e infine riuscire con energia: sono tornata a casa con questo proposito da mettere in pratica nella vita di tutti i giorni.

Grazie Lele Forever, grazie papà di Lele (ti ho salutato mentre uscivo -dopo aver provato, facendo stretching, a “spostare la struttura” a cui mi appoggiavo-, il Grazie sembrava buttato lì, ma veniva dal cuore), grazie Monza Power Run: consideratemi già iscritta all’edizione del prossimo anno!

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Post Scriptum: ho le foto -di pessima qualità- del prima e del dopo, avendo corso libera, senza smartphone nè fotocamera  Aspetto le foto ufficiali per farvi venire voglia di correre con noi il prossimo anno!

Categorie: Altro, Sport

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